C'è Petrolio. Nuova scoperta al largo di Punta Aderci

Alessandro Biancardi

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C'è Petrolio. Nuova scoperta al largo di Punta Aderci
VASTO. C'e' il petrolio al largo della spiaggia di Punta Penna, a Vasto (Chieti). Lo conferma un comunicato della Mog, Mediterranean oil and gas, società londinese specializzata nella ricerca dell'oro nero, che ha sede anche a Roma.
Una bella notizia per la società che sta conducendo i lavori da alcuni mesi. Una cattiva notizia per chi dovrà rassegnarsi all'idea che la costa sia diventata zona da spremere per ricavarci petrolio.
Da tempo ormai sono visibili due piattaforme una al largo di San Vito ed una visibile da Vasto entrambe riconducibili alla stessa ricerca. Un giacimento che dai primi rilevamenti sembrerebbe imponente.
La notizia è arrivata proprio dalla Mog che ha spiegato i risultati ottenuti delle trivellazioni eseguite tramite la piattaforma Ombrina Mare 2 dinanzi alla spiaggia di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci.
Il petrolio c'e' e l'obiettivo della societa' di Londra e' arrivare agli stessi livelli del pozzo gemello, denominato Ombrina Mare 1, ovvero 400 barili di greggio al giorno.
«E' un momento molto entusiasmante per la compagnia – ha commentato Sergio Morandi, amministratore delegato della Mog - e il coronamento di un duro lavoro».
La societa' ha adesso in programma test di produzione approssimativamente nelle 2- 3 settimane successive al completamento di un pozzo orizzontale.
Il tutto dovrebbe avvenire entro i primi giorni di giugno.
Il programma per l'Ombrina Mare 2, infatti, adesso prevede: l'esecuzione di test per il recupero di campioni di fluidi per analizzare le caratteristiche del petrolio presente nel pozzo, la creazione di un buco orizzontale, portare a termine un test di produzione completo attraverso il pozzo orizzontale.
Poi bisognerà proseguire con la valutazione del potenziale di flussi di produzione ottenibili attraverso il suddetto pozzo orizzontale come e' stato fatto nei casi di Rospo Mare e Val d'Agri.
Le riserve certificate per Ombrina 1 sono 5 milioni di barili.
Per Ombrina 2 la societa' stima tra i 23 e 60 milioni di barili.
Solo da pochi anni l'Abruzzo si è scoperto essere depositario dell'oro nero dopo che nel 2001 a pochi chilometri di distanza si è scoperto un altro giacimento in territorio ortonese denominato Miglianico 1 da parte dell'Eni. Proprio in quella zona la società costruirà un centro oli, già avversato dalla popolazione residente perché ritenuto in contrasto con la vocazione naturale di colture e turismo.
Resta ora da capire quale tipo di impatto sulla vita sociale abruzzese avrà questa ennesima scoperta in mare, se cioè il greggio sarà lavorato in Abruzzo o prenderà il largo direttamente senza passare da uno dei nostri porti.

22/05/2008 9.04

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