Debiti sanità, le associazioni di categoria vogliono risposte

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si sono riuniti ieri i rappresentanti delle associazioni di categoria per concordare le azioni da intraprendere sul problema del debito sanitario andato oltre il limite del "Protocollo d'intesa" con il Governo Centrale. SANITÀ: GIUNTA VARA FINANZIAMENTO PER CENTRI AUTISMO GIULIANOVA: NIENTE PIU’ RICOVERI IN PEDIATRIA, OSTETRICIA E GINECOLOGIA
Erano presenti all'incontro Confcommercio, Cna, Confcooperative, Confindustria, Confapi, Cia, Coldiretti, Confesercenti, Lega delle cooperative, Casartigiani, Confartigianato.
Le associazioni hanno parlato chiaramente di «notizie sconvolgenti» che arrivano da Roma. Entro 30 giorni bisognerà ripianare i disavanzi di Ausl ed Ospedali del 2006 e del 2007, con l'aumento dell'addizionale IRPEF e dell'aliquota IRAP oltre il limite massimo previsto dalla legge nazionale, mentre la questione era emersa sin dal 5 febbraio 2008 nella riunione di verifica Stato-Regioni.
Notizia sconvolgente «perché si tratta di un aggravio di imposte regionali di ben 232,7 milioni di Euro, che le PMI e le famiglie del nostro Abruzzo, già tartassate con aliquote superiori a quelle delle altre Regioni, non possono sopportare».
Ma anche una notizia inaspettata «perché dalla firma del protocollo d'intesa sulla Sanità», hanno ricordato i rappresentanti, «tra la Regione ed il Governo Centrale, la Giunta Regionale ha sempre assicurato che il risanamento dei costi della Sanità procedeva secondo gli accordi, che ci avrebbero portato all'azzeramento dell'incremento del debito del "Servizio Sanitario" nel 2010, mantenendo costante la pressione fiscale fino a tale data».
Le organizzazioni di Categoria, adesso, chiedono a Del Turco, in caso di fallimento delle trattative a livello nazionale, di reperire le risorse all'interno del bilancio regionale, mettendo al primo posto la riattribuzione al Servizio Sanitario e prima dell'inizio del Consiglio straordinario del 27 maggio si augurano una riunione tra tutti i capigruppo del Consiglio Regionale e i rappresentanti delle forze economiche e sindacali.

21/05/2008 12.06



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SANITÀ: GIUNTA VARA FINANZIAMENTO PER CENTRI AUTISMO

ABRUZZO. L'Esecutivo regionale ha deliberato lo stanziamento di un milione 425 mila euro allo scopo di assicurare continuità assistenziale ai soggetti affetti da autismo.
Lo ha comunicato l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, aggiungendo che i fondi sono assegnati ai centri di L'Aquila, Vasto e Lanciano.
«Il modello sperimentato già dal 2006 - ha dichiarato l'assessore Mazzocca - soddisfa a pieno le richieste del tavolo nazionale sull'autismo istituito dal Ministero della Salute. Grazie al modello pubblico-privato - ha aggiunto - i centri di l'Aquila, Vasto e Lanciano hanno consentito la presa in carico di bambini, giovani e adulti e tale attività deve essere necessariamente proseguita».
Il "modello Abruzzo" per l'autismo è nato grazie ad un gruppo di genitori di bambini affetti dalla patologia.
Con un finanziamento della Regione si consentì a 20 bambini in età scolare di frequentare per tre ore settimanali un campus terapeutico estivo.
«Oggi - ha concluso l'assessore - grazie alla forte collaborazione tra operatori e Regione si è arrivati a definire nel piano sanitario 2008-2010 la creazione di una rete di servizi per l'autismo, con l'attivazione di centri diurni in otto ambiti regionali e la realizzazione di un centro regionale di riferimento per l'autismo infantile».

21/05/2008 10.48

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GIULIANOVA: NIENTE PIU' RICOVERI IN PEDIATRIA, OSTETRICIA E GINECOLOGIA

La Asl di Teramo ha annunciato oggi che, in applicazione delle disposizioni regionali, dal 1° giugno 2008 non sarà più possibile effettuare ricoveri presso le Unità Operative di Pediatria e di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Giulianova.
Rimarrà attivo un Servizio con attività ambulatoriale per entrambe le discipline e tutte le urgenze verranno comunque garantite nel Presidio di Giulianova, anche in previsione dell'imminente stagione estiva che vede il moltiplicarsi della popolazione nelle zone costiere.
«Seppur dolorosa», hanno detto dalla direzione generale, «questa decisione consentirà di recuperare del personale che, riallocato nelle altre Unità Operative afferenti il Dipartimento materno-infantile, permetterà di organizzare meglio gli altri servizi e di migliorarne, quindi, la qualità».

21/05/2008 13.43