Sanità, Del Turco:«il debito si è ridotto, il governo deve pagare»

Alessandro Biancardi

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Sanità, Del Turco:«il debito si è ridotto, il governo deve pagare»
ABRUZZO. Un documento tecnico-contabile con il quadro completo dello stato finanziario del deficit sanitario è stato consegnato stamane dalla Giunta regionale ai rappresentanti delle parti sociali convocati per discutere lo stato del piano di rientro del deficit sanitario. PACE (AN):«DEFICIT DEL TURCO DI GRAN LUNGA SUPERIORE AL MIO»
«Su questa base - hanno detto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco e l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico - parte il confronto con il governo nazionale per evitare un ulteriore fase di tassazione che strozzerebbe inevitabilmente la crescita economica della regione stessa».
Secondo l'assessore al Bilancio «con questo documento e con questo stato dei conti sul deficit sanitario esistono ampi margini di movimento per evitare l'incremento delle aliquote fiscali che questa governo regionale vuole assolutamente evitare».
Tutto dunque si muove sul confronto che a breve partirà con il governo nazionale.
«Noi non andremo da Gianni Letta a dire che i debiti sono falsi o che non esistono o che sono un attacco all'Abruzzo - ha precisato il presidente Del Turco - ma andremo a dire che i debiti vanno pagati e un governo che vuole avere credibilità, autorevolezza sul piano interno e nazionale deve essere alla testa di questo processo. Ma a Gianni Letta - ha aggiunto il presidente - andremo anche a dire che in un anno di lavoro da un miliardo di euro di debiti siamo arrivati a 200 milioni di euro; questo sta a testimoniare che l'80% del debito è stato abbattuto. L'idea, allora, è creare un rapporto tra questo processo di abbattimento e gli sforzi ulteriori per cancellare definitivamente il debito stesso e quindi non soffocare gli sforzi della regione e realizzare il risultato voluto».
Nel corso dell'incontro con le parti sociali ieri l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, ha ribadito che «la discussione sui debiti della sanità riguarda soprattutto il saldo negativo che si è concentrato nel 2006 (197 milioni di euro, ndr), anno in cui il piano di rientro dei debiti della sanità ancora non era operativo. Per il 2007, invece, la situazione è sotto controllo e non esiste alcun scostamento dal piano di rientro. Il vero problema dunque - ha detto D'Amico alle parti sociali - è il riallineamento a saldo con le partite dell'anno 2006 e precedenti e su questo chiediamo la collaborazione con le parti sociali e il confronto tecnico-politico con il governo nazionale».
L'incontro con le parti sociali, durato oltre due ore, ha evidenziato la necessità comune dei rappresentanti delle categorie produttive e della Regione di battere la stessa strada nella convinzione che «entrambi i soggetti non sono in posizione di contrapposizione».
I rappresentanti delle parti sociali hanno giudicato «chiaro e trasparente» il documento contabile presentato dalla Giunta, parlando anche di «operazione verità sui conti della sanità». Ma gli stessi hanno confermato la "volontà di proclamare lo sciopero generale, che sarebbe un atto di responsabilità verso tutta la regione, nel caso in cui si dovesse decidere per un incremento dell'imposizione fiscale».

L'UGL PUNTA I PIEDI:«NO A NUOVE TASSE»

Posizione più intransigente per La Ugl che ha ribadito «l'assoluto no ad ogni forma di nuova tassazione». Per il segretario regionale, Geremia Mancini,«abbiamo ribadito con forza la necessità di una nuova stagione per la politica sociale della regione che partendo dall'evitare nuove assurde forme di tassazione arrivi finalmente a scrivere quel “patto di solidarietà regionale” che consenta al nostro Abruzzo di ritrovare centralità e rispetto da parte dei Governi nazionali».

20/05/2008 8.47
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PACE (AN):«DEFICIT DEL TURCO DI GRAN LUNGA SUPERIORE AL MIO»

Il centro destra ha già chiesto nei giorni scorsi un consiglio straordinario per parlare della situazione economica della sanità abruzzese per svelare tutte le carte e di numeri. Il consiglio regionale è stato convocato per il prossimo 27 maggio.
Ieri però l'ex governatore Giovanni Pace (An) è tornato all'attacco.
Pace ha ricordato come il 19 maggio del 2005 il governo regionale presieduto da Del Turco fece conoscere agli abruzzesi, tramite l'assessore preposto, che i conti della sanità «avrebbero avuto una correzione forte» e che già per quell'anno si «marciava con ritmi nuovi», tant'è che il consolidato si attestava intorno «ai 50 milioni di deficit, ma che era ragionevole pensare a un sostanziale pareggio di bilancio».
«Poi la realtà ci mostrò», ha spiegato Pace, «che il 2005 si chiuse con 469,40 di deficit che noi ritenemmo esagerato e forse attribuibile a una impropria – anche se non illegittima, non irregolare – appostazione di costi pluriennali, trattati come costi annuali. Strada facendo, i conti non tendevano a migliorare sia in senso assoluto, che relativamente al quinquennio precedente».
Pace ha poi ricordato che il 2006 si è chiuso con 394,94 milioni di euro di deficit, il 2007 con 232.715.000 euro.
«Il governo regionale», ha ricordato ancora Pace, «impose aumento di fiscalità sugli anni fiscali 2005, 2006, 2007. Il 2008 è in corso d'opera. L'aumento della fiscalità è stato pari a 139 milioni ogni anno. Se non ci fosse stata questa maggiore richiesta di tasse sulle spalle dei cittadini, il deficit sarebbe stato, in questo triennio pari a 1.513 milioni».
«A me non importa fare polemiche che mi sono state sempre indigeste», ha aggiunto, «ma nel quinquennio 2000/2004 il deficit che è stato registrato dalla sanità è stato pari a 1.009,85 milioni, ereditato anche quello pregresso alla mia presidenza. Il deficit di Del Turco in tre anni è stato di gran lunga superiore a quello del quinquennio precedente».

I NUMERI

L'ex governatore ha poi elencato una serie di cifre per provare quanto da lui sostenuto.
La spesa ospedaliera privata nel 2004 –secondo quanto dice- è stata pari a 157.064 milioni di euro.
Nel 2005 pari a 174.172 milioni di euro.
Nel 2006 pari a 188.048 milioni di euro.
La spesa riabilitativa è stata pari a 123.645 nel 2004; a 141.833 nel 2005, a 152.067 nel 2006.
L'aumento del 2005 sul 2004 è uguale a 18 milioni di euro.
L'aumento tra il 2005 e il 2006 è stato pari a 11 milioni di euro.
Sulla ospedaliera il discorso è uguale: nel 2005 circa 20 milioni di euro in più rispetto al 2004; nel 2006 14 miliardi di euro in più rispetto rispetto al 2005.
La spesa farmaceutica è aumentata nel 2006 di circa due punti sul 2004.

CASTIGLIONE (AN): «INADEGUATI SIA IL PIANO SANITARIO CHE IL DPFR»

«Un piano sanitario che si dimostra ogni giorno di più inadeguato e inefficace, un DPRF che sembra scritto dai marziani visto che non fa nessun riferimento all'ormai acclarato aumento delle addizionali Irap e Irpef di cui la Giunta è unica responsabile per non aver mantenuto gli impegni assunti nel piano di copertura del deficit sanitario prodotto negli ultimi due anni: Del Turco dovrebbe prendere atto della propria inadeguatezza e dimettersi». E' quanto ha dichiarato Alfredo Castiglione, capogruppo di An, nella conferenza stampa tenuta ieri mattina a Pescara insieme al Sen. Fabrizio Di Stefano e all'On. Giovanni Pace, consiglieri regionali di An.

MELILLA(Sd):«RISANARE LA SANITA'»

«La destra», ha detto Gianni Melilla, «ha lasciato alla Giunta Del Turco e ai cittadini abruzzesi un miliardo di euro di debiti per la sanità, debito che stiamo pagando salatamente con due cartolarizzazioni di cui la prima fatta da Giancarlo Masciarelli per conto della passata passata Giunta di destra, che collezionò ben 5 assessori regionali alla sanità, a partire da Salini e per finire con Domenici. Se siamo stati costretti ad aumentare le tasse per ripianare il deficit è perché una legge di Berlusconi lo impone. La Giunta Del Turco», ha chiarito Melilla, «ha invece predisposto il Piano di rientro dal deficit sanitario, approvato dal Consiglio Regionale con l'astensione della destra. Questo Piano ci consente ora di dire che dal 2007 i conti sono a posto. Inoltre l'approvazione del 3° Piano Sanitario Regionale ci fornisce un quadro programmatorio certo per i prossimi 3 anni».

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