Ial Cisl a "Mi Manda Rai 3": «non ci sono più soldi in cassa»

Alessandro Biancardi

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GUARDA IL VIDEO DELLA PUNTATA. IL BUCO MILIONARIO. ROMA. Una cosa ieri sera si è finalmente capita. Chi aspetta dei soldi dallo Ial Cisl Abruzzo non li rivedrà prima di –almeno- 10 anni, tempi minimi per una causa penale per accertare i responsabili del maxi buco e per dar modo alla eventuale causa civile di risarcimento di maturare.


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IL BUCO MILIONARIO. ROMA. Una cosa ieri sera si è finalmente capita. Chi aspetta dei soldi dallo Ial Cisl Abruzzo non li rivedrà prima di –almeno- 10 anni, tempi minimi per una causa penale per accertare i responsabili del maxi buco e per dar modo alla eventuale causa civile di risarcimento di maturare.
Nella puntata di Mi Manda Rai 3 si è affrontata la questione dell'istituto di addestramento lavoratori del sindacato: in studio e in collegamento da Avezzano studenti e insegnanti che aspettano di essere pagati.
Per lo Ial solo il commissario straordinario Pietro Evangelista, mentre i vertici nazionali hanno preferito non partecipare.
E proprio Evangelista ha detto quello che tutti ormai avevano capito: «le casse dello Ial sono vuote».
«Non c'è sta 'na lira», ha sintetizzato il presentatore Andrea Vianello che più volte ha domandato «ma cosa succede in questo istituto?», «chi si è preso questi soldi?», «come è possibile non accorgersi di un buco così grande?».
Il commissario ha spiegato che un'idea sui responsabili lui se l'è fatta: «dipendenti della vecchia gestione che in parte sono stati già allontanati».
In parte.
E poi un'altra novità: tra poche settimane l'istituto di formazione scomparirà dall'Abruzzo. «Stanno smantellando gli uffici e ci si trasferirà a Roma», ha detto ancora il commissario. Insomma, non ci sono più nemmeno i soldi per pagare l'affitto.

LA STORIA DI STUDENTI E DOCENTI

In studio sono intervenuti anche tanti studenti e docenti che si sono visti chiudere da un giorno all'altro i corsi a cui stavano prendendo parte. Come Soraia e Silvia: dopo 2 anni e mezzo di corso per operatrice delle cure estetiche (estetista) tutto si è improvvisamente interrotto. Mancavano meno di 6 mesi al termine e poi avrebbero ricevuto l'abilitazione alla professione e avrebbero potuto aprire un centro estetico.
Tutto è accaduto a Natale: «siamo andate in vacanza e dallo Ial ci hanno detto che ci avrebbero richiamato loro per dirci la data del rientro. Invece non si sono più fatti sentire. Sono spariti nel nulla».
A raccontare la loro storia anche i docenti Francesco Paolucci, Massimiliano Bianchi e Carolina Franchi. In tre aspettano ancora di ricevere 20 mila euro.
«E' paradossale», ha detto la Franchi, «che un sindacato ci truffi invece che difenderci. Dove sono finiti i nostri soldi e quando avete intenzione di restituirceli con gli interessi?», ha domandato al commissario.
«Lo Ial Abruzzo, come tutti gli altri Ial regionali», ha spiegato Evangelista, «operava in maniera autonoma. La Cisl nazionale non ha controllo e si è accorta tardivamente di quello che è accaduto».
Sentendosi un pò maltrattato il commissario ha specificato di essere «un commercialista» che non aveva mai lavorato prima «per questo sindacato. Ho accettato l'incarico gravoso perché mi avevano garantito la massima trasparenza». Sui tempi dei rimborsi è stato categorico: «è impossibile dare una scadenza».
E ora chi paga? Difficile dirlo. Ma la volontà di risalire ai responsabili, almeno quella, sarebbe fuori di dubbio.
«Lo Ial nazionale quando si è accorto che qualcosa non stava funzionando ha deciso di denunciare e commissariare l'ente per rendere tutto trasparente», ha detto ancora Evangelista. «Con la mia nomina la volontà era quella di risanare i bilanci. All'inizio era stata ritenuta una ipotesi possibile perché sembrava che ci fossero crediti da parte della Regione. Ma in realtà non ci sono. Le casse sono vuote».
L'avvocato Antonio Spadafora, consulente del programma di Rai 3 ha consigliato alle vittime di costituirsi parte civile nel futuro processo penale.
Un futuro per ora lontano che attende la chiusura delle indagini non facili portate avanti dalla finanza di Pescara e che in questi mesi è impegnata a studiare le decine di faldoni sequestrati. Poi ci sono i controlli bancari e la ricerca dei milioni spariti: 10 milioni secondo lo Ial, ma in questo clima di incertezza ci sono ragioni per credere che alla fine il conto sarà molto salato.
«E' pesante», ha continuato il legale, «che la Cisl non senta l' obbligo morale di avvicinarsi alle richieste di questi lavoratori e studenti. Queste persone hanno perso aspettative di vita e sono stati violati dei principi etici. Ci auguriamo che lo Ial paghi, ma pagheranno certamente i soggetti responsabili con il loro patrimonio perché hanno fatto danni».
Tutto si giocherà sul tempismo, concetto sconosciuto alla giustizia italiana.
17/05/2008 9.23


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