Una associazione di medici contro la «cattiva stampa scandalistica»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sbatti il mostro in prima pagina? Non deve accadere mai più. E’ il messaggio lanciato ieri dai medici abruzzesi che si sono costituiti in associazione per “combattere” le manipolazioni sensazionalistiche dei media. GIORNALISTI PRECARI, SI APRE UN TAVOLO DI TRATTATIVA ABRUZZESE
«E prima di parlare di malasanità, i giornalisti farebbero bene ad informarsi meglio perché molti errori medici spesso sono solo denunce senza seguito», hanno detto.
E così l'eco mediatica dei primi giorni di indagine è sempre altissima, ma poi delle archiviazioni non si parla.
Restano però l'amarezza dei medici coinvolti ed il danno all'immagine di una professione che andrebbe tutelata per il bene di tutti.
Esce allo scoperto in questi giorni l'Associazione per la tutela del lavoro medico, in sigla Tulm, nata a fine gennaio scorso con atto notarile: la sua missione è «contrastare le accuse infondate di malasanità intentate contro i medici».
Ieri se ne è parlato in conferenza stampa all'Ordine dei Medici di Pescara, anche se l'Associazione è aperta a tutto il territorio, come si evince dai firmatari dell'atto costitutivo e dalle adesioni che stanno arrivando da tutto l'Abruzzo e come hanno confermato Alberto Albani, primario del Pronto soccorso di Pescara, Gianni Tolloso, direttore sanitario dell'Ospedale e Carmine Ciofani, avvocato. Pur non collegata agli ultimi, eclatanti casi, -hanno assicurato- l'attività dell'Associazione nasce con il preciso intento di «tutelare la professione medica attraverso la modifica delle attuali norme sul rischio clinico e l'assistenza legale ai medici» che fossero raggiunti da un avviso di garanzia per una denuncia e per una richiesta di risarcimento.




Ma è difficile non mettere in relazione questa nuova eclatante azione dei medici con tutta una serie di dichiarazioni contestualmente al caso dei due medici indagati per la morte di una paziente con l'accusa di falsificazione ed omicidio colposo.
Senza dire che sarà curato anche il rapporto con la stampa, per evitare una spettacolarizzazione dell'evento medico denunciato come errore.
In pratica i Medici voglio uscire dall'assedio – definito «ingiustificato» – dei media e partono al contrattacco.
In caso di accuse «basate su grave distorsione della verità scientifica, priva di ogni ragionevole fondamento» sarà presa in considerazione anche una denuncia per diffamazione contro la testata giornalistica o l'estensore dell'articolo incriminato.
«Ma non ce l'abbiamo con i giornalisti seri – hanno detto – c'è però una stampa scandalistica che non fa informazione, ma deformazione delle notizie sanitarie. E questo non lo accettiamo più». Tutto giusto e condivisibile, a patto di non scambiare la cura per la malattia.
Cioè l'errore medico avviene statisticamente per molti motivi e non è colpa della stampa se se ne parla.
Sarebbe opportuno che i medici prima di costituire sodalizi almeno “superflui” (ci sono leggi precise per tutelarsi da notizie false) si informassero su tutta la filiera della informazione perché è chiaro che i giornalisti raccontano ma ad indagare sono altri.
Per cui alle iniziative per contrastare questo fenomeno, con la conseguente coda mediatica, l'Associazione, per essere più credibile, dovrebbe aggiungere anche una richiesta più pressante di personale, di attrezzature e di investimenti.
E' difficile non pensare all'azione dei medici come un arroccarsi sulle proprie posizioni che devono rimanere inattaccabili. Non si spiegano altrimenti per esempio i numerosi dinieghi dei dati pubblici sugli errori medici negati da quasi tutte le Asl.
Se i medici parlano dei “mostri” perché non parlare anche della realtà e di quello che accade certificati dai numeri?
Perché non farsi promotori di trasparenza e commentare e illustrare il fenomeno dell'errorre medico e delle sue conseguenze?
Certo se il Pronto soccorso di Pescara ha 90mila accessi annui – e 70 mila quello di Chieti – con il personale ridotto all'osso, ciò significa che la medicina territoriale o i medici di base non fanno filtro. E con questi numeri l'errore è sempre dietro l'angolo.
Infatti il cittadino che ha bisogno di assistenza si rivolge all'unico punto aperto 24 ore al giorno, cioè il Pronto soccorso e poi comunque l'Ospedale.
Con tutto quel che segue: non si parla mai infatti di errori dei Medici di famiglia.

Sebastiano Calella 13/05/2008 8.35

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GIORNALISTI PRECARI, SI APRE UN TAVOLO DI TRATTATIVA ABRUZZESE


ABRUZZO. Un incontro con i giornalisti precari (collaboratori e free lance) dell'Abruzzo si è svolto nei giorni scorsi a Pescara nella sede dell'Asso stampa.

L'assemblea di giornalisti ha chiesto all'Assostampa Abruzzo di formulare proposte concrete alla Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) con la richiesta che esse vengano inserite nel contratto in corso di trattativa con la FiegG (Federazione Italiana Editori Giornali): tra esse, la redistribuzione degli aumenti previsti nel contratto a vantaggio dei precari.
L'assemblea si è espressa favorevolmente ad aprire un tavolo di trattativa abruzzese.
Una delle esigenze sentite da tutti ed approvata all'unanimità è quella di organizzarsi come “gruppo di pressione” che si incontri con regolarità e che possa emettere documenti impegnativi per il direttivo dell'Assostampa e possa anche rappresentare i colleghi in vertici e riunioni con gli editori.
Sarà richiesta in via prioritaria all'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo una seria ed immediata revisione degli elenchi degli iscritti: «ci sono troppe situazioni oggettivamente insostenibili, con colleghi che mantengono l'iscrizione anche scrivendo un solo pezzo all'anno».
L'Assostampa, è stata questa un'altra richiesta dei collaboratori, si faccia inoltre promotrice di un monitoraggio di tutte le situazioni di precariato in Abruzzo, a partire dai quotidiani.
L'assemblea ha chiesto che l'Assostampa si ponga l'obiettivo di ottenere «un miglioramento delle retribuzioni dei precari ed un puntuale pagamento delle spettanze da parte degli editori. Per far questo occorrono trattative “mirate” a seconda degli editori e delle situazioni oggettive delle redazioni».
13/05/2008 11.14