E' ancora bufera sui costi della Sanità: probabili nuove tasse

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1763

ABRUZZO. La sanità ancora al centro di preoccupazioni e dibattito politico. Che rischia di trasformarsi (come già accaduto) in scontro.DEL TURCO: «I PROBLEMI DELLA SANITA’NON ARRIVANO DALLE NOSTRE SCELTE»
La notizia che preoccupa l'ha pubblicata il Sole 24 Ore e si sostiene che il governo Prodi avrebbe intimato all'Abruzzo di mettere in atto un ulteriore aumento dell'addizionale regionale Irpef e dell'aliquota Irap oltre il tetto massimo a copertura di un maggior disavanzo 2006-2007 di 232,715 milioni di euro rispetto al piano di risanamento.
Una notizia che se sarà concretizzata aumenterà la pressione fiscale degli abruzzesi con una serie di conseguenze a cascata.
Cgil, Cisl, Uil Abruzzo hanno già annunciato che qualora tale prospettiva fosse realmente confermata, la risposta del sindacato sarebbe «lo sciopero generale regionale, contro l'insostenibilità di una tassazione che uccide lo sviluppo, i redditi di chi adempie al proprio dovere fiscale, i consumi».
Anche Confindustria Abruzzo esprime «massima preoccupazione» e ribadisce «l'assoluta contrarietà ad ulteriori aumenti della aliquota Irap a carico delle imprese».
Il sodalizio degli industriali non può non esprimere «preoccupazione e rimarcare la grande gravità della situazione che si sta delineando e i conseguenti effetti negativi che un ulteriore aumento dell'imposizione fiscale sulle attività produttive avrebbe in Abruzzo, penalizzando una Regione già in grave difficoltà economica e sociale».
«Questa organizzazione, al riguardo», si legge in una nota, «già da tempo si è attivata per scongiurare tale situazione ponendo come obiettivo strategico il rientro, da parte della Regione, della tassazione aggiuntiva, già imposta negli anni scorsi, divulgando anche uno studio che ha evidenziato le conseguenze estremamente negative per le imprese, in termini economici e finanziari, derivanti dalla maggiorazione della aliquota IRAP».
Si è chiesto pertanto un incontro urgente con i competenti referenti istituzionali al fine di avere «i necessari chiarimenti in merito e di discutere possibili e indispensabili soluzioni da adottare».
Un attacco arriva anche dal consigliere Udc Mario Amicone: «Del Turco adesso non potra' piu' indignarsi quando e se qualcuno gli dara' del bugiardo: ha mentito e recitato per mesi e per anni millantando provvedimenti virtuosi e riparatori, forte amicizie con il Governo Prodi che ci avrebbe riempito di finanziamenti straordinari e che avrebbe elogiato l'Abruzzo per il suo virtuoso e responsabile piano di rientro dal deficit sanitario».
E Amicone continua: «era tutto falso e infatti al posto dei finanziamenti e' arrivata l'immondizia napoletana e al posto degli elogi e' arrivato l'obbligo di aumentare ulteriormente l'Irap e l'Irpef oltre il massimo previsto dalla legge».
Il consigliere di minoranza sostiene che adesso il presidente Del Turco «dopo aver continuamente driblato ed evitato interrogazioni (come l'ultima del Consiglio del 6 maggio ) e presenza in Commissione di Vigilanza ora non potra' piu' sfuggire e dovra' comparire alla prossima Vigilanza e dovra' spiegare perche' ha mentito alla Commissione, all'intero Consiglio e a tutti gli abruzzesi, dovra' confessare quanto ha speso per le inutili consulenze che hanno prodotto solo altri debiti, dovra' spiegare perche' non ha sottoposto mai a verifica i Direttori Generali delle ASL scaduti il 21 agosto 2007 e non ha mai messo in discussione (pura amicizia o coperture varie?) l'operato dell'assessore e del direttore dell'Agenzia regionale della sanita'. Insomma - affonda infine Amicone - un tradimento a 360 gradi».


LAVORATORI DELLA SANITA' PRIVATA IN CORTEO

Intanto un corteo di lavoratori del comparto della sanità privata, del quale faceva parte un folto gruppo di rappresentanti sindacali, ha sfilato per le vie di Pescara ieri per sensibilizzare l'opinione pubblica sul mancato rinnovo del contratto nazionale.

Tra i lavoratori anche i dipendenti della clinica privata Villa Pini senza stipendio da mesi perché l'azienda è in attesa del pagamento di spettanze dalle Asl.
Il corteo è giunto davanti alla sede dell'assessorato alla Sanità, dove una delegazione è stata ricevuta dall'assessore Bernardo Mazzocca.
Il componente della Giunta regionale ha sottoscritto il documento, già discusso in sede di conferenza degli assessori italiani, con il quale si sostiene l'azione tesa ad ottenere un rinnovo di contratto atteso da anni.
«La ragioni dei lavoratori vanno sostenute, per questo ho firmato il documento - ha detto Mazzocca - Durante l'incontro si é parlato anche della vertenza Villa Pini. Ai lavoratori ho ribadito che abbiamo sollecitato le Asl a pagare le spettanze che sono state autorizzate dalle ispezioni fatte sul 2006 ed in via di ultimazione sul 2007. Tutto in condizioni di parità con gli altri creditori».
Un altro incontro è previsto la prossima settimana.

10/05/2008 9.23

DEL TURCO: «I PROBLEMI DELLA SANITA' NON ARRIVANO DALLE NOSTRE SCELTE»

«Nessuna delle decisioni della Giunta regionale in carica ha determinato squilibri nel bilancio della sanità».
Lo ha assicurato questa mattina il presidente Del Turco, dopo la presa di posizione di sindacati e opposizione politica.
«L'ultima decisione assunta dal governo di centrodestra», ricorda il presidente, «fu quella di sottoscrivere un contratto con tutte le cliniche private che aumentava del 30 per cento il costo delle prestazioni fornite senza limiti di quantità e di qualità. Il tutto condito dall'assenza di qualunque controllo e con la scomparsa di controllori».
E proprio allora, continua Del Turco, «è toccato a noi mettere un po' di regole, definire il tetto delle prestazioni, decidere quali di queste servono effettivamente alla Regione e quali no, ricostruire con l'Agenzia sanitaria le condizioni per verificare la lealtà delle prestazioni. Il contratto, definito nel 2005, è durato fino al 31 dicembre 2007 E il disavanzo denunciato dal Governo è riferito proprio a questo periodo».
Poi nei mesi scorsi la Regione ha approvato il Piano Sanitario: «approvato per far sparire il far west che abbiamo trovato», ha aggiunto Del Turco, «a mettere regole precise dove sono scomparse e a riportare il bilancio della sanità entro livelli di equilibrio. La regola che chi sfora il bilancio regionale paga e non può chiedere aiuto ad altri fu l'ultima applicata dal Governo Berlusconi e la prima decisa da Prodi. E' evidente che non possiamo chiedere ai contribuenti di tutto il Paese di pagarci spese insopportabili e una politica delle mance inammissibile. Mi auguro, infine, che i parlamentari che sostengono la fiducia al governo Berlusconi siano solidali con la Regione così come lo sono stati i parlamentari della vecchia maggioranza di Governo ogni volta che è stato necessario».
10/05/2008 12.32

I NUMERI DELLA DIREZIONE DEL BILANCIO

«I conti legati al piano di rientro dei debiti sanitari sono sotto controllo e su questo si sta lavorando in un continuo confronto con il Governo nazionale».
È quanto fa sapere, con un documento tecnico sullo stato dei debiti del Sistema sanitario regionale, la direzione del bilancio in merito alle ultime notizie di un obbligo all'aumento dell'imposizione fiscale sia alle persone fisiche sia alle imprese abruzzesi.
«L'ultimo tavolo tecnico», fanno sapere dall'assessorato al Bilancio, «ha rilevato per il 2007 un risultato di gestione con un disavanzo di poco più di 130 milioni di euro, che verranno coperti per 47 milioni con il fondo transitorio e con 48 con le maggiorazioni fiscali già disponibili. Il disavanzo 2007 da coprire, dunque, ammonta a circa 36 milioni che la Regione è in grado di riassorbire nel corso dell'anno 2008. Tale disavanzo è dovuto all'allungamento delle cartolarizzazioni e dalla circostanza che il Piano sanitario di rientro ha sopravvalutato per il 2007 gli affetti finanziari del rimborso delle cartolarizzazioni. Situazione molto più complessa, invece, per il 2006 il cui disavanzo non coperto ammonta a 197 milioni di euro».
«Il risultato di gestione 2006, in particolare», sostiene ancora la direzione sanità,«è influenzato dal debito pregresso del Sistema sanitario regionale per il quale sono in pieno svolgimento tutte le attività finalizzate alla certificazione dei debiti delle Asl al 31.12.2005 e al 31.12.2006. In prospettiva, si sta ponendo in evidenza la insussistenza di debiti e la sopravvenienza di crediti da parte del sistema sanitario regionale».
Lo stesso Piano di rientro, spiega la direzione bilancio, avrebbe definito in 851 milioni di euro i debiti al 31 dicembre 2005 a fronte di coperture finanziarie, comprensive di risorse regionali, di 964 milioni con maggiori risorse disponibili, quindi, pari a 113 milioni.

CASTIGLIONE (AN):«MENZOGNE CONSAPEVOLI»

«Il deficit - osserva il capogruppo regionale di An, Alredo Castiglione - che è aumentato a dismisura con la gestione del centrosinistra sino ad avvicinarsi ai 250 milioni di euro. In due anni sono stati capaci di superare il debito dei precedenti cinque anni, peraltro ripianato quasi del tutto dalla Giunta Pace. Del Turco è riuscito persino a fare peggio della Regione Lazio, che pure ha un'estensione territoriale di 5 volte più grande. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa l'ex ministro della sanità Livia Turco, che in campagna elettorale ebbe la sfrontatezza di venire a raccontare agli abruzzesi che la nostra sanità godeva di buona salute».
«Mentiva sapendo di mentire», ha ripetuto, «così come mentiva la giunta regionale quando - sino a pochi giorni fa e malgrado l'allarme da noi lanciato al riguardo - continuava a garantire che le tasse non sarebbero state aumentate. Non è accumulando la spazzatura sotto al tappetto e nascondendo l'evidenza che si rende un servizio ai cittadini, anche perchè i nodi vengono sempre al pettine ed è un bene che sia stato proprio Romano Prodi - il cosiddetto governo amico - a certificare nero su bianco l'inadempienza della giunta regionale rispetto agli impegni assunti nel piano di rientro presentato, altrimenti avrebbero parlato di strumentalizzazioni politiche il governo Berlusconi».

10/05/2008 15.27

LEGNINI-LOLLI:«NO A NUOVE TASSE»

«La comunicazione del Governo alla Regione Abruzzo di avvio della procedura di aumento delle addizionali nella nostra Regione in conseguenza dell'extra-deficit rilevato dalla struttura tecnica del Ministero della Salute nel 2007, costituisce un automatismo previsto dalla normativa sui deficit sanitari delle Regioni, approvata sia dal vecchio governo Berlusconi che da quello Prodi. Il maggior deficit rilevato non è, per quanto si è appreso direttamente dal Ministero della Salute, frutto di una cattiva gestione del Piano di Rientro, bensì effetto di rilievi contabili legati all'utilizzo del Fondo Sanitario Nazionale nel 2006 e all'entità della rata di ammortamento del debito pregresso».
La precisazione è dei senatori Giovanni Lolli e Giovanni Legnigni (Pd) dopo verifiche personali direttamente negli uffici del ministero.
«Le imprese e i cittadini abruzzesi», aggiungono, «non possono permettersi un ulteriore aumento della pressione fiscale e quindi la Regione e il Governo nazionale dovranno individuare una soluzione per evitare che ciò avvenga. Bene ha fatto il Presidente Del Turco a interessare immediatamente il nuovo Governo, nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e bene stanno facendo gli assessori Mazzocca e D'Amico a portare avanti il Piano di Rientro che sta dando i primi frutti e ha già consentito un drastico abbattimento del debito pregresso ereditato dalla Giunta di centrodestra. Infatti, l'extra-deficit costituisce un effetto di trascinamento dell'antica situazione debitoria e dei meccanismi di gestione del Fondo Sanitario da sempre utilizzati dalla Giunta di centrodestra e modificati dal 2007».

10/05/2008 15.33