Venite con noi a fare la spesa: segnalate prezzi e incongruenze

Alessandro Biancardi

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Venite con noi a fare la spesa: segnalate prezzi e incongruenze
UN OCCHIO ALLA NOSTRA SPESA. ABRUZZO. Meno di un etto di prosciutto cotto di marca: 2,25 euro (oltre 4mila delle vecchie lire), pari a 24,50 euro al kg (48mila delle vecchie lire). Capita in un supermercato di Chieti. Lo scontrino è chiaro: marca del cotto, peso 92 gr, data, prezzo.
Ma 24,50 euro/kg mi sembrano un'esagerazione.
Torno dentro: sul bancone c'è un altro prosciutto cotto a 13,90 il kg, oltre 10 euro di meno, 20mila lire in vecchio conio.
Ma quale sarà il prezzo vero del prosciutto cotto?
A 400 metri una salumeria espone il listino.
Stesso prosciutto, stessa marca, stessa qualità: 20,65 euro al kg.
Sempre molto, ma 8 mila lire di meno.
E qui non ci sono discorsi di filiera corta o di km zero a giustificare il costo: c'è solo il ricarico di chi vende, tanto più sorprendente perché ci si aspetterebbe che il supermercato faccia prezzi più vantaggiosi del piccolo negozio.
Stavolta non è così.
L'impressione dunque è che sui prezzi che aumentano ci raccontano un sacco di balle.
E che ci confondono le idee affastellando notizie su notizie: L'Aquila città più "economica", L'Aquila città più "cara".
Inflazione +3,6%, quando al consumo quotidiano il pane aumenta del 30 o del 40%, così il latte, la carne, la pasta.
Senza parlare dei formaggi o della verdura e della frutta.
Però i telefonini diminuiscono, così l'informatica in genere.
Ma per chi vive con una pensione o con un salario dai 500 ai 1500 euro (la fetta più ampia della popolazione) e che non cambia telefonino spesso, un paio di scarpe è inavvicinabile così come un vestito.
La carne diventa un lusso, il pesce è solo per qualche occasione di festa, si va sempre meno a mangiare una pizza o al ristorante.
Perché le statistiche Istat sono fatte con il metodo di Trilussa: tutti mangiano un pollo, ma c'è chi ne mangia due e chi nessuno, cioè uno a testa.
La vera inflazione è quella che si misura sotto casa, nel mercatino rionale o nel centro commerciale di riferimento.
Lì tocchiamo con mano se le uova sono aumentate o no, se il caffè, l'olio, il detersivo dei piatti o della lavatrice sono stazionari, se è meglio aspettare le offerte promozionali.

LA VERIFICA SUL POSTO

Ed allora abbiamo pensato ad un piccolo esperimento, chiedendo l'aiuto anche delle associazioni dei produttori e dei commercianti: verificare di persona il costo di alcuni prodotti, sia nei supermercati che nei mercatini rionali di Chieti e Pescara.
Una specie di piccolo paniere che vi proponiamo e che è aperto anche ad eventuali modifiche. Intanto abbiamo pensato di scegliere, dove possibile, solo prodotti abruzzesi.
Poi di soffermarci sulla frutta e sulla verdura di stagione.
Per la carne ed il pesce solo tagli e varietà comuni e non pregiate.
Quindi niente pere del Cile (che tra l'altro sono carissime), niente banane o ananas (anche se costano meno delle mele, mistero del mercato globale), niente zucchine, melanzane o pomodori di serra.
Oggi è tempo di carciofi e di fragole, le patate e le carote debbono essere del Fucino, il pesce rigorosamente dell'Adriatico.
Per la carne sarà un po' più difficile trovare produzioni locali, ma ci fermeremo sul vitellone o sulla scottona (vitello femmina, mai gravida, di circa 15 mesi), per il pollo indicheremo il prezzo del petto intero, mentre del maiale sceglieremo solo il lombo con osso.
Infine il pane: nella selva dei prezzi, dei formati, dell'integrale o del semintegrale, cercheremo la pezzatura da 1 kg, pane bianco.

UN GIRO AL SUPERMERCATO


Coop Centro d'Abruzzo, tra Chieti e Pescara, ore 19,30 del 22 aprile.

Da dove cominciamo?
IL PANE. Il bancone del pane è il più invitante, ma anche il più difficile da interpretare.
Sono decine le possibilità di scelta: pane arabo, baguette e baguettine, siciliano, toscano, di Altamura, casareccio integrale e semintegrale, pugliese, zoccoletto, di Vicoli, panini al latte, pane tagliato e intero, filone, pagnotta e chi più ne ha più ne metta.
Finalmente troviamo quello che cerchiamo: pane bianco, quasi un kg: costo 1,90.
LA PASTA. Per la pasta la scelta è più semplice: i formati normali De Cecco (da mezzo kg) costano 1,05 euro, la Delverde sta a 0,95.
IL LATTE. Il latte fresco del marchio Coop 0,99 centesimi, altro marchio 1,50.
LE FRAGOLE. Le fragole, confezioni da 250 gr costano 5,16 al kg. Non si riesce a leggere la zona di produzione: un timbro copre scientificamente l'origine. Quindi non sappiamo se è produzione locale.
LE PATATE. Cerchiamo le patate di Avezzano o del Fucino: non ci sono. Quelle dei sacchetti costano 0,57/kg (in un vicino ingrosso le patate di Avezzano costano 37 cent,/kg, in sacchi da 10 kg).
I CARCIOFI. Va meglio con i carciofi: quelli locali (un po' piccoli per la verità, ma forse sono quelli avanzati la sera) costano 1,98 kg (a fianco ci sono i romaneschi a 0,54 l'uno).
L'INSALATA. L'insalata (varietà trocadero) costa 1,29: a fianco ci sono le buste di insalata pronta da 180 gr o meno, che costano dai 7 agli 11 euro/kg. Vengono da Brescia e da Bergamo, altro che filiera corta: l'aumento stratosferico al kg viene giustificato con il taglio, il lavaggio, il confezionamento ed il trasporto: ma da 2500 lire/kg si arriva a 22mila.
LA CARNE. La carne è più leggibile: bistecche di lombo di maiale: 6,25. Petto di pollo intero: 7,40. Spezzatino vitellone: 7,40. Bistecca di lombo con osso (vitellone o scottona) 15,60 euro al kg. Passiamo ai salumi: prosciutto cotto tipo Praga: 15,20, a marchio Coop: 17,04.
IL PROSCIUTTO. Prosciutto crudo, vari tipi medi da 19 – 21- 23 euro. Non registriamo il Parma o il San Daniele, ma non vengono segnalate produzioni locali. Sorpresa: costa meno il prosciutto già tagliato e in vaschetta. Il cotto lo prendi a 9,90, il crudo a 17,50.
I FORMAGGI. Formaggi: mozzarelle locali 6,50 in offerta (erano prezzate 7,90), caciotta locale 8,20, caciotta di Raiano: 10,30. Ma c'è una sorpresa: mozzarelle a marchio Coop, formato da tre pezzi di 125 gr l'uno, costano 7,63/kg, con un cartellino che dice: "Preferiti e scontati. Frena l'inflazione, scegli Coop". Questa campagna promozionale va dal 7 gennaio al 30 aprile: ma come mai costano più di quelle locali?

Sebastiano Calella 23/04/2008 13.44