Il 26% degli abruzzesi fuma

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Riorganizzare in modo definitivo e razionalizzare in Abruzzo i Centri antifumo per assicurare interventi efficaci e continui nella lotta al tabagismo.



CHIETI. Riorganizzare in modo definitivo e razionalizzare in Abruzzo i Centri antifumo per assicurare interventi efficaci e continui nella lotta al tabagismo.
E' questo l'obiettivo di un'iniziativa congiunta dell'Azienda sanitaria locale di Chieti e della Regione Abruzzo, sulla quale esperti del settore faranno il punto lunedì prossimo, 21 aprile, dalle ore 14 presso la sede della Direzione Sanità della Regione, a Pescara, alla presenza dell'assessore Bernardo Mazzocca.
In Abruzzo i fumatori sono il 26% della popolazione residente dai 18 anni in su, gli ex-fumatori rappresentano il 21% e i non fumatori il 53%: sono questi gli ultimi dati regionali disponibili relativi al tabagismo, che indicano come l'abitudine al fumo sia più alta tra gli uomini che tra le donne (31% contro il 21%). Tra le persone che non hanno mai fumato prevalgono invece le donne (65% contro il 41%).
Il fenomeno in realtà si è ridotto tantissimo tra i maschi negli ultimi decenni, mentre è rimasto sostanzialmente stabile tra le donne: secondo una stima del 1980, in Abruzzo oltre il 50% degli uomini sopra i 18 anni erano fumatori, rispetto a un 15-20% di donne.
Un ruolo importante nella prevenzione e nella cura delle patologie da fumo ha avuto l'istituzione dei Centri antifumo e l'organizzazione sul territorio regionale di servizi di prevenzione e disassuefazione, grazie alla legge innovativa sulla lotta al tabagismo che la Regione Abruzzo approvò nel 1998, anticipando il Piano sanitario nazionale e tutte le altre Regioni, eccetto la Toscana.
«La progressiva erosione delle risorse assegnate a questa legge regionale – spiega il direttore dell'unità operativa complessa di Pneumologia dell'Ospedale Policlinico di Chieti, il professor Fernando De Benedetto – ha però determinato negli ultimi anni una discontinuità nelle prestazioni offerte, riducendo in maniera sostanziale l'efficacia globale degli interventi offerti. Fortunatamente questa esperienza è servita per realizzare e verificare presso ogni Asl un modello organizzativo. Ora, secondo le indicazioni del nuovo Piano sanitario regionale, si dovrà giungere a una definitiva riorganizzazione delle attività dei Centri».
Secondo uno studio promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, i tassi più alti di fumatori si riscontrano tra i più giovani, mentre non vi sono differenze in riferimento al livello di istruzione. L'età media di inizio dell'abitudine al fumo è 18 anni. In media si fumano circa dodici sigarette al giorno. Tra le sei Asl abruzzesi, la percentuale più alta di fumatori è indicata nel territorio di quella di Teramo (32%), la più bassa a Chieti (22%).
Le persone intervistate hanno dichiarato che nelle proprie abitazioni non si fuma nel 63% dei casi (nel 35% delle situazioni non è permesso, nel 28% non c'è nessuno che fuma). Nel restante 37% dei casi si fuma ovunque o in parte della casa. Nei luoghi di lavoro il divieto di fumare è sempre rispettato nel 54% dei casi (rispetto al 76% della media nazionale), con punte del 69% nella Asl di Pescara.

19/04/2008 12.02