D’Amico:«vogliamo solo 11 Comunità Montane invece che 19»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Passerà da 19 ad 11 il numero delle Comunità montane in Abruzzo, secondo un Piano di accorpamento condiviso. Di tagli e risparmi, nell'ottica della riorganizzazione prevista dalla Finanziaria nazionale, si è parlato all'Aquila.
L'incontro-confronto voluto dall'assessore regionale agli Enti locali, Giovanni D'Amico, con rappresentanti delle quattro Province, sindaci dei Comuni ricadenti negli enti intermedi, responsabili di Anci, Uncem, Lega delle autonomie ed Unione delle Province.
Il filone si inserisce in quello di moda al momento dei “costi della politica”. Dopo aver creato enti su enti,consigli di amministrazione e poltrone per inserire amici e parenti e allargare il proprio consenso elettorale oggi si tenta di fare marcia indietro per andare verso «quello che chiedono i cittadini», ha detto il presidente della Regione qualche giorno fa.
Resta da vedere e da valutare l'effettiva valenza delle comunità montane abruzzesi.
Ed in Abruzzo possiamo vantare un record (meglio paradosso) di una comunità “montana” in riva al mare: accade in provincia di Teramo.
«Le difficoltà derivanti dalle norme dello Stato in fatto di riduzione di Comunità e costi sono comuni a tutte le Regioni italiane - ha detto l'assessore D'Amico - e non escludo interventi correttivi. Ma per il momento ci attende la scadenza del 30 giugno. In quella data dovremo essere in grado di produrre un progetto di legge con tutte le indicazioni richiesteci dalla Finanziaria". L'accorpamento suggerito dall'Assessore consentirà un risparmio di un milione e 700 mila euro nell'anno in corso; di 3 milioni e 400 mila euro nel 2009. Saranno dimezzate le Comunità montane nell'Aquilano (da 8 a 4) e nel Chietino (da 6 a 3) e solo due saranno operative rispettivamente nel Teramano e nel Pescarese. "Si è adottato, come criterio selettivo, quello di escludere i comuni della fascia collinare - ha spiegato ancora D'Amico - che tuttavia potranno restare associati come ambiti montani. Le stesse Comunità montane si trasformeranno in Unioni dei comuni montani. Non prevediamo una sofferenza da parte del territorio, ma solo una diversa gestione di esso».
Quanto ai possibili effetti sul personale tuttora impiegato nelle Comunità, l'assessore ha assicurato che «si tratterà esclusivamente di una riduzione dei costi della politica che non andranno ad intaccare gli stipendi dei dipendenti, comportando solo l'eliminazione delle indennità". D'Amico ha auspicato una serena risoluzione del problema, nella consapevolezza che "gli organi competenti sapranno dare un senso ad una misura che per ora è solo contabile».

16/04/2008 10.01