Precari Centro Regionale Beni Culturali, in 10 attendono stabilizzazione

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Nella giornata dello sciopero dei lavoratori precari del Pubblico Impiego, siamo andati presso il Centro Beni Culturali della Regione Abruzzo, che si trova a Sulmona, dove lavorano attualmente 10 collaboratori, tutti rigorosamente precari con contratto a progetto.


SULMONA. Nella giornata dello sciopero dei lavoratori precari del Pubblico Impiego, siamo andati presso il Centro Beni Culturali della Regione Abruzzo, che si trova a Sulmona, dove lavorano attualmente 10 collaboratori, tutti rigorosamente precari con contratto a progetto.
La struttura, l'unica presente nella regione, si occupa di promozione dei beni culturali, lavorando prima alla catalogazione e, a partire dagli ultimi due anni, anche a ricerche a tema su diversi aspetti del patrimonio culturale abruzzese (pubblicate sul portale regionale).
A mandare avanti il centro ufficiale di riferimento della Regione per il settore beni culturali, sono, però, 10 precari, precisamente collaboratori a progetto. Per loro la strada per arrivare qui è stata lunga, come ci ha spiegato il direttore del Centro, Mario D'Eramo.
«Questo ufficio ha iniziato la sua attività grazie all'assunzione di lavoratori a tempo determinato, precisamente 23, in quella che era una fase di start up. Assunzione avvenuta nel 2002 attraverso selezione pubblica per titoli ed esami. Nel 2004», ha spiegato, «è stato indetto un nuovo concorso, che prevedeva la riduzione del numero degli assunti, da 23 a 13, con un contratto questa volta a progetto».
Una rincorsa alla stabilizzazione, dunque, per un personale che vive da otto anni sotto il segno della precarietà e che svolge un'attività, «senza la quale- come ha ribadito il direttore-questo centro verrebbe chiuso».
I precari del Centro Regionale Beni Culturali di Sulmona hanno deciso, però, di stare oggi quasi al completo al loro posto: «Siamo molto sensibili al tema della precarietà, ma anche perché non c'era una manifestazione organizzata, abbiamo deciso di mandare due collaboratori a L'Aquila come nostri rappresentanti, per tenerci informati su eventuali sviluppi», ha spiegato Giovanna Ruscitti, responsabile scientifico della struttura, aggiungendo che, proprio per la loro specifica posizione contrattuale, le ore di assenza andrebbero comunque recuperate.
Da parte sua, anche una precisazione sulle polemiche che spesso investono proprio i precari: «Siamo tutti laureati in archeologia o storia dell'arte e abbiamo superato selezioni pubbliche per stare qui. Bisognerebbe stare attenti sulla stampa regionale o testate on line a dare giudizi su di noi, che ci danneggiano e non aiutano neppure la Regione a fare il suo lavoro per la stabilizzazione».
Ultime, ma forse più importanti, le valutazioni dei collaboratori del centro.
«Questa struttura regionale, l'unica in Abruzzo, dovrebbe essere motivo di orgoglio per la nostra città- dicono. Invece, siamo tenuti in scarsa considerazione e, forse, paghiamo anche il fatto di essere all'interno di una realtà come Sulmona rimasta ai margini della vita politica regionale e locale».

Angela Di Giorgio 05/04/2008 8.39

LO SCIOPERO DI IERI

In tutta Italia ed anche in Abruzzo si sono svolte decine di iniziative contro la grave situazione determinata delle norme “ammazzaprecari” previste dalla Finanziaria 2008, da cui deriva il licenziamento per mancato rinnovo di migliaia di precari storici del Pubblico Impiego che da anni, a copertura delle forti carenze di organico, portano avanti servizi pubblici essenziali.
Le partecipatissime manifestazioni di Torino, Genova, Milano,Varese, Bologna, Parma, Grosseto, Pescara, Napoli, Potenza, Messina e Palermo, che si sono tenute davanti alle sedi di Regioni e Prefetture, hanno posto con forza la richiesta di disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni della Finanziaria relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co., e l'attivazione immediata dei tavoli di confronto, sia con le Amministrazioni locali che con il Ministero della Funzione Pubblica, per affrontare con soluzioni concrete le tematiche relative alla proroga e alla reale stabilizzazione di tutti i precari e gli esternalizzati.
«La grande e diffusa partecipazione alle manifestazioni di oggi lancia chiaro monito a chi si candida a governare il paese», dichiara Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB-CUB. «Il problema della precarietà», sostiene, «non potrà essere liquidato con le boutade sui buoni matrimoni o sulle mance ad integrazione del reddito di questa campagna elettorale. Chi da anni vive in una situazione di mancanza di certezze e di estrema ricattabilità vuole risposte concrete, ed è pronto a mobilitarsi ancora per porre il nuovo Governo di fronte a precise responsabilità e ad una piattaforma unitaria e chiara: sanatoria generalizzata e fine del precariato con l'abolizione delle leggi Trenta e Treu».

05/04/2008 8.52