Promozioni e precari, ancora clima pesante alla Regione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In tre anni avranno il salto di carriera tutti i 1.300 dipendenti della Regione. Una bella notizia ufficializzata qualche settimana fa dopo l'accordo tra Regione e sindacati. In Sicilia, per un analogo provvedimento, l'amministrazione Leanza (post Cuffaro) ha dovuto fare marcia indietro…


ABRUZZO. In tre anni avranno il salto di carriera tutti i 1.300 dipendenti della Regione. Una bella notizia ufficializzata qualche settimana fa dopo l'accordo tra Regione e sindacati. In Sicilia, per un analogo provvedimento, l'amministrazione Leanza (post Cuffaro) ha dovuto fare marcia indietro…
Intanto proseguono le indagini sul fronte della stabilizzazione dei precari mentre sarebbero molti già gli esposti recapitati alle procure.
Una importante mole di lavoratori che lavorano in Regione avrà un bel premio per la dedizione al proprio impiego e nessuno ne resterà fuori.
Come funzionerà?
A leggere i numeri, forse, non si percepisce che è un provvedimento praticamente per tutti e facendo due calcoli è evidente: l'idea, approvata con l'accordo, è quella di indire concorsi per la promozione di oltre 450 lavoratori.
Le graduatorie saranno valide per tre anni: questo vuol dire che fino al 2010, il premio arriverà a tutti.
Il costo dell'operazione è di 70 milioni di euro.
Sindacati e Regione brindano e assicurano che era dal lontano 1999 che non c'erano promozioni.
Adesso in tre tranches si rimedierà ad un decennio di immobilismo e malcontenti.
La Regione Sicilia, invece, proprio in questi giorni ha annunciato di voler fare marcia indietro sulla promozione di massa, con annesso aumento di stipendio, dei suoi 18 mila dipendenti.
Un numero nettamente superiore di lavoratori rispetto a quello abruzzese.
Ma alla fine è la spesa dell'operazione che conta: la Sicilia avrebbe dovuti sborsare 45 milioni di euro, la metà di quelli di Del Turco.
E adesso non se la sentono più.
Perché? Perché dopo l'approvazione della delibera è scoppiata la bufera per un articolo apparso sul quotidiano Libero dal titolo "Papponi della Regione".
Il giornale aveva denunciato «aumenti a pioggia con bonus che vanno dai 63 ai 123 euro».
Secondo il quotidiano la promozione verticale con annesso aumento di stipendio dei dipendenti aveva solo un nome «mossa elettorale»: 18 mila dipendenti coinvolti, ed è evidente che ci si trova di fronte ad un gran bel pacchetto voti (a ridosso delle elezioni che eleggeranno il dopo Cuffaro) a cui adesso bisogna però rinunciare.
La Regione Sicilia risparmierà questi 45 milioni di euro per la collettività, Libero si è beccato una querela per aver scritto nell'articolo termini quali "papponi" e "scrocconi". E alla querela si sono associati tutti i dipendenti che dovranno rinunciare ai soldi e tenersi "solo" gli aumenti già previsti dal contratto nazionale del lavoro.

PRECARI E COCOCO

In Abruzzo, invece, i dipendenti pubblici sono sul piede di guerra. Per venerdì prossimo una sigla sindacale ha promesso uno sciopero mentre il malumore dilaga tra i precari della Regione ma non solo. Il clima è pesante ed insostenibile; le clientele sono in agitazione sia perché in campagna elettorale bisogna spingere sull'acceleratore sia perché c'è molto timore per l'attenzione improvvisa sulla gestione del personale.
Molte preoccupazione ci sono per i lavoratori a contratto e a tempo determinato, alcuni verranno stabilizzati per sempre, altri invece rischiano…
Meno preoccupati ormai gli ex precari della Provincia di Pescara dove per circa 70 di loro è arrivata una stabilizzazione che tuttavia non ha sollevato polemiche di nessun genere.
Il consigliere di Forza Italia Giuseppe Tagliente alcune settimane fa aveva presentato un esposto alla procura dell'Aquila ed erano scattati i sequestri di documenti per cercare di capire cosa sia successo negli ultimi anni sul fronte delle assunzioni e delle stabilizzazioni.
Ma da notizia non confermate ufficialmente sarebbero molti gli esposti presentati sull'argomento alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti. Molti segnalano una sequela infinita di presunte violazioni: spesso, però, lo si fa anonimamente e probabilmente non serviranno a nulla e saranno cestinati.
Tuttavia gli inquirenti si stanno muovendo in questi giorni per appurare come mai in Regione vi sia una percentuale così alta di parenti di politici e dirigenti proprio dello stesso Ente (la cosiddetta Parentopoli), se insomma siano fondate le voci di clientele e raccomandazioni che avrebbero raggiunto un livello mai eguagliato prima d'ora.
Sta di fatto che fino al 2005 moltissimi dirigenti hanno fatto richiesta di altro personale che però doveva essere scelto tra quello ad alta professionalità e che non poteva essere reperibile all'interno dell'amministrazione. Invece sarebbero stati assunte decine di neolaureati senza specifiche competenze né particolari esperienze.
Sempre le indagini dovranno poi stabilire se vi siano state delle violazioni per esempio nelle formazioni delle commissioni giudicatrici di questo o quel concorso, di questa o di quella graduatoria.
E chissà se in qualche caso non vi sia stato il paradosso di qualche genitore, marito, parente che abbia giudicato un proprio figlio o moglie o amico...
La procura dovrà anche accertare per quale ragione molti dei precari siano stati poi riconfermati nonostante la scadenza dei contratti più volte.
Per esempio ci sono i dipendenti a progetto che avevano il compito di realizzare il fascicolo digitale riguardante il personale, cioè immettere tutti i dati relativi alla gestione del personale e creare una banca dati elettronica.
Il progetto pare sia stato portato a compimento ma le stesse persone sarebbero comunque rimaste con un contratto trasformato a tempo determinato e senza aver prima sostenuto un'ulteriore selezione pubblica.
Saranno gli inquirenti a stabilire quale norma sia stata applicata ed eventualmente se vi siano state violazioni.
Si tratta poi di verificare se altri lavoratori sempre precari siano stati attinti da graduatoria scadute mentre anche in questo caso si sarebbero dovute tenere nuove selezioni.
C'è poi un fatto che avrebbe da subito attirato l'attenzione di chi indaga: in alcuni casi è capitato che venissero istituiti dei bandi per la copertura di un certo numero di posti ma le graduatorie sarebbero state scorse per un numero superiore a quello inizialmente stabilito. In pratica sarebbero state scelte dalla graduatoria futuri lavoratori anche in numero maggiore, magari proprio per arrivare alla persona che “doveva” essere sistemata.
Illazioni e voci che solo la procura dovrà verificare e accertare anche se la collaborazione di moltissimi dipendenti sarà fondamentale.
Forse decisiva.

31/03/2008 8.33