Borsacchio, l'estrema sinistra balla da sola: «riperimetrazione ha solo scopi speculativi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani nell'occhio del ciclone nell'ultima settimana per i 500 emendamenti presentati in Consiglio regionale sulla riperimetrazione del Borsacchio.

Dopo le contestazioni dei giorni scorsi da parte di Pdl, Pd e Fli per le manovre ostruzionistiche dell'estrema sinistra, il consigliere Maurizio Acerbo ha commentato ironicamente sul suo profilo Facebook: «certi complimenti mi rincuorano».

Oggi l'esponente di Rc ma anche il collega Antonio Saia continuano sulla loro strada e spiegano che la battaglia a suon di emendamenti è servita «non solo a far rinviare lo sciagurato progetto di legge di Rabbuffo, sostenuto da Pdl e Pd, ma anche a fare chiarezza sulle reali intenzioni di chi vuole a tutti i costi la riperimetrazione della Riserva. Speriamo che il tempo del rinvio sia utilizzato dai consiglieri e dai pariti per riconsiderare  la propria posizione».

Secondo i due sarebbe venuto fuori in maniera evidente «anche a ciechi e sordi» che il reale obiettivo del «partito trasversale del cemento» non è la soluzione dei problemi generati dal ritardo nell’approvazione del Piano di Assetto Naturalistico, «ma lo sblocco di aree vincolate per realizzare nuova edificazione privata. Se, come abbiamo dimostrato, tutti i problemi sono risolvibili senza modificare il perimetro della Riserva perché bisogna cambiarlo a tutti i costi? Per dirla con Francesco Rosi o Italo Calvino: speculazione edilizia!»

«La realtà», continuano Acerbo e Saia, «è che tante famiglie sono state prese in ostaggio da politicanti senza scrupoli che hanno usato il loro disagio per ottenere ben altri risultati. Noi in Consiglio abbiamo proposto per l’ennesima volta di approvare una norma che consenta agli edifici esistenti di realizzare tutti gli interventi previsti nel Prg al momento dell’approvazione della Riserva e per quanto riguarda i camping abbiamo proposto che godano della stessa normativa prevista per le altre strutture che si trovano fuori del perimetro della riserva».

Quindi, spiegano Rifondazione e Comunisti italiani, «da parte nostra nessun ostacolo al “rilancio delle attività ricettive” esistenti né ai legittimi diritti dei cittadini residenti».

Per quanto riguarda il Comune di Giulianova «abbiamo proposto che siano resi possibili tutti gli interventi previsti dal contratto di quartiere, dal Prg. Per consentire tutto questo basta un emendamento di tre righe».

Acerbo e Saia si dicono poi amareggiati che l’operazione coinvolga anche il Pd e «che il consigliere Ruffini abbia contribuito a tenere il numero legale per una serata intera».

E occasione del dibattito in aula, Italia Nostra, Wwf ed il Comitato Cittadino per la Riserva Naturale Regionale del Borsacchio avevano inviato a tutti i consiglieri regionali una nota nella quale, grazie ad una relazione tecnica prodotta dai professori dell’Università de L’Aquila, Gianfranco Pirone e Giovanni Pacioni, hanno elencato le ragioni che «impongono la conservazione di questa importante area, comprendente uno degli ultimi tratti di costa sabbiosa rimasti liberi dalla cementificazione».

«La discussione in aula ha fatto emergere in maniera chiarissima», commentano le associazioni, «come alcuni Consiglieri Regionali si siano trasformati in semplici portavoce delle istanze di alcuni proprietari di campeggio che vogliono a tutti i costi uscire dalla riserva. Questa volontà è molto strana: in tutte le aree protette, infatti, sono presenti campeggi».

«È avvilente», continuano Wwf, Italia Nostra e il Comitato cittadino, «vedere Consiglieri Regionali, che dovrebbero rappresentare tutta la collettività, andare a prendere “suggerimenti” da coloro che portano avanti esclusivamente i propri interessi personali. Consiglieri che, anziché preoccuparsi della tutela degli interessi comuni e della salvaguardia di una Riserva Naturale che lo stesso Consiglio Regionale ha istituito, cercano invece di accontentare chi vuole speculare sugli ultimi tratti di costa rimasta libera».

25/03/2011 11.00