Emergenze Ambiente, «6mila in piazza per salvare la natura»

Alessandro Biancardi

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Emergenze Ambiente, «6mila in piazza per salvare la natura»
  PESCARA. Seimila persone, secondo gli organizzatori, hanno sfilato a Pescara sabato scorso per invocare la tutela dell'ambiente e della salute e la partecipazione alle scelte sul territorio. Grande la soddisfazione del Coordinamento "EmergenzAmbiente Abruzzo" che adesso chiede precise risposte alle proposte avanzate dai manifestanti per risolvere concretamente i problemi ambientali. FOTORACCONTO:I COLORI DELLA PROTESTA DI SABATO
6000 persone in un lunghissimo e coloratissimo corteo, che si è gonfiato lungo il percorso ha attraversato sabato pomeriggio le vie di Pescara per la manifestazione "EmergenzAmbiente Abruzzo".
I manifestanti, ad un anno dal sequestro delle discariche di Bussi, hanno chiesto reali e concreti interventi per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della salute.
Gli organizzatori, un cartello a cui aderiscono oltre 50 associazioni, movimenti, radio, sindacati e comitati, si sono detti ampiamente soddisfatti per la riuscita della manifestazione, partita dal basso con la collaborazione di cittadini e associazioni.
«Per la prima volta nella storia abruzzese», hanno raccontato soddisfatti i rappresentanti del Wwf, «è nata una vertenza generale e regionale sulle questioni ambientali con una piattaforma di ben 75 richieste, a cui ora tutti sono chiamati rispondere visti i drammatici dati ambientali della cosiddetta regione verde d'Europa».
Decine e decine i cartelloni che sono sfilati per le vie del centro e che lanciavano vere e proprie grida d'allarme: "lo sviluppo è vero solo se sostenibile", "del nostro territorio decidiamo noi", "tuteliamo la nostra salute", "in Abruzzo è emergenza ambientale e democratica", "le leggi ci sono, mancano solo i controlli".
«E' un Abruzzo formidabile quello sceso in piazza sabato 15 marzo a Pescara», hanno commentato soddisfatti anche i rappresentanti di Natura Verde che si batte da mesi per bloccare il Centro Oli di Ortona.
«Ormai», spiegano, «siamo un movimento composito che non ha più argini. Contagioso, vivace, concreto, efficace nelle azioni e roboante nelle proteste. Stupisce e incoraggia la sua natura composita».
E il comitato è composto da persone di ogni età e professione: «ci sono uomini, donne, anziani, ragazzi, avvocati, commercialisti, contadini, operai, impiegati, imprenditori, commercianti, artigiani, biologi, giornalisti, scienziati, politici, rappresentanti, imprenditori agricoli.... Questo fa riflettere, davvero. Perchè significa che non è una categoria a sentire l'esigenza di protestare, non è un gruppo politico, non è un'associazione. E' un'intera società che manifesta. Scende in piazza e grida il suo NO a questa politica scellerata e sciagurata che non è in grado di indirizzare adeguatamente il nostro sviluppo e non sa valorizzare le risorse umane, naturali e paesaggistiche che abbiamo».

LA DESTRA CHIEDE UN CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO

Il consigliere regionale de La Destra Benigno D'Orazio ha invocato la convocazione urgente del Consiglio regionale per approvare due punti, e cioè l'istituzione della riserva naturale Il Feudo a Ortona e l'abrogazione della legge approvata di recente in Consiglio e già contestata da sindaci e Confindustria.
La richiesta sarà formalmente avanzata al presidente del Consiglio regionale Marino Roselli e D'Orazio ha precisato che già giovedì prossimo, prima di Pasqua, si potrebbe ottenere il consiglio straordinario.
Il consigliere de la Destra ha definito la legge approvata dal Consiglio «cervellotica e pasticciata», facendo notare come le norme abbiano scontentato tutti, con un provvedimento in grado di bloccare l'agricoltura, infliggendo un colpo mortale a questo settore.
Secondo il Coordinatore Regionale del partito il provvedimento «frettolosamente arzigogolato in Consiglio, è stato voluto per accontentare l'elettorato di quella zona e per incassare consensi sono state poste le premesse per rovinare agricoltura e industria. Così e'
stato fatto un pasticcio inaudito, che va immediatamente riparato. La convocazione di un consiglio straordinario - ha concluso D'Orazio - costituisce una provocazione per scoprire chi ha veramente a cuore le sorti di una zona di pregio della nostra agricoltura e chi invece si erge a paladino di queste zone solamente a parole».

17/03/2008 9.25
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/racconti_fotografici111/slide.php?cartella=centro_oli]IL FOTORACCONTO: LA PROTESTA CONTRO IL CENTRO OLI ALL'AQUILA[/url]