Emergenza Ambiente: prima manifestazione regionale contro gli scempi abruzzesi

Alessandro Biancardi

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Emergenza Ambiente: prima manifestazione regionale contro gli scempi abruzzesi
IL DOSSIER. PESCARA. Il prossimo 15 marzo 2008 a Pescara si terrà la manifestazione regionale per l’ambiente. Associazioni e comitati presentano un dossier con 75 proposte concrete per affrontare la gravissima crisi ambientale della Regione. «Per la prima volta nella storia abruzzese», è stato detto, «decine di associazioni e comitati si presentano uniti per chiedere tutela dell’ambiente e della salute e partecipazione nelle scelte che riguardano il loro territorio».
L'Abruzzo, la cosiddetta Regione dei Parchi, è alla bancarotta ambientale.
Per questo decine di associazioni, comitati e movimenti hanno deciso di scendere in piazza collettivamente il prossimo 15 marzo a Pescara per chiedere una svolta radicale nelle politiche della Regione.
Quella scelta è una data fortemente simbolica: è infatti passato un anno dal sequestro delle megadiscariche di Bussi.
Il dossier “EmergenzAmbiente”, presentato oggi costituisce non solo la piattaforma unitaria della manifestazione ma anche una «pietra miliare nella storia dei movimenti nati per la difesa dell'ambiente e della salute nella regione».

865 SITI A RISCHIO INQUINAMENTO

I dati ambientali riportati nel documento sono agghiaccianti: 865 siti a fortissimo rischio di inquinamento (siti industriali e discariche dismesse, discariche abusive);
il 50% delle falde della Regione compromesse da nitrati e composti cancerogeni;
il 35% del territorio ormai dato in concessione per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi;
centinaia di cave fuori controllo molte delle quali approvate recentemente senza che da 30 anni questa regione sia dotata di un piano cave;
la costa ormai cementificata per il 90%; la qualità delle acque dei fiumi in fortissimo trend negativo, il mare con qualità dell'acqua nelle classi tra “mediocre” e “fortemente contaminato”;
gran parte delle discariche per i Rifiuti Solidi Urbani con gravissimi problemi ambientali;
le emissioni, concesse magnanimamente, praticamente fuori controllo;
la raccolta differenziata lontanissima dagli obiettivi di Legge;
la Direttiva Severo Ter largamente inapplicata pur riguardando ben 23 stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante presenti nella Regione (come lo stabilimento Thyssenkrupp di Torino, per intenderci);
le bonifiche al palo, con le discariche di Bussi neanche messe in sicurezza ad un anno di distanza dal loro sequestro; le procedure relative alla trasparenza negli atti del tutto non trasparenti.

«LA CLASSE DIRIGENTE NON RISOLVE I PROBLEMI»

«Nonostante ciò, la classe dirigente non cerca di risolvere questi problemi», hanno detto gli esponenti dei comitati, «ma continua a proporre interventi devastanti: strade sulla linea costiera, nuovi impianti industriali a gravissimo rischio ambientale come la Orim a Bussi e il Centro Oli ad Ortona, l'uso dei cementifici come inceneritori.
Per associazioni e comitati la nostra Regione «sta vivendo un periodo buio».
«L'incapacità della classe politica a governare», sostengono, «il prevalere dei particolarismi sull'interesse generale, la mattanza che il territorio subisce quotidianamente, la violazione delle regole, la commistione tra politica e affari, la scarsa trasparenza e la moltiplicazione dei conflitti di interesse, le infiltrazioni criminali organizzate non lasciano dubbi: in Abruzzo è emergenza ambientale e democratica».
«Gli amministratori», continuano, «neanche si sono accorti della rilevanza dell'iniziativa che per la prima volta nella storia della regione hanno stretto un'alleanza basata su chiari obiettivi da perseguire nei prossimi anni. La manifestazione del 15 marzo è l'inizio di un cammino comune per una riforma ecologica che richiede scelte di cambiamento radicale. L'Abruzzo ha bisogno di scelte conflittuali che penalizzino gli interessi di parte e premino gli interessi collettivi».

LE PROPOSTE

Comitati e associazioni si presentano con una piattaforma con ben 75 proposte concrete per cambiare realmente in maniera sostenibile la gestione del territorio e i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini.
Si va, tra le tante proposte, dalla richiesta della raccolta differenziata “porta a porta” da realizzare in tutti i comuni entro un anno alla redazione della Carta della Natura; dalla redazione del Piano di Tutela delle Acque e del Piano Cave all'immediata bonifica dei siti inquinati; dall'applicazione della Legge Severo TER alla partecipazione dei cittadini e delle associazioni nei procedimenti autorizzativi; dalla riforma del Comitato Valutazione di Impatto Ambientale e degli organismi di controllo alla realizzazione di indagini epidemiologiche nei siti a rischio; dal raddoppio dei fondi destinati alle attività di monitoraggio e prevenzione all'adozione di un nuovo Piano Paesistico che fermi il consumo del territorio; dal ribaltamento della proporzione attuale tra investimenti per le infrastrutture viarie extraurbane e per infrastrutture urbane (da 3 a 1 a 1 a 3), privilegiando interventi per la mobilità su ferro e per quella collettiva nelle aree urbane alla certificazione ambientale dello sfruttamento delle foreste entro il 2012.

L'appello è poi rivolto alla cittadinanza «affinché il prossimo 15 marzo a Pescara scenda in piazza per ottenere una migliore qualità della vita e la tutela concreta dell'ambiente».
L'appuntamento è alle ore 15:00 alla Madonnina presso il Porto Nord, da cui il corteo si snoderà per le vie di Pescara per concludersi a Piazza Salotto.

12/03/2008 14.42



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