Piano sanitario regionale, il consiglio dice sì tra le polemiche

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo una lunga notte di discussione, diventa legge il Piano sanitario 2008-2010 approvato all’unanimità dalla 5° commissione consiliare (“Affari sociali e tutela della salute”) nella seduta del 29 febbraio scorso. 380 pagine per definire il nuovo corso della sanità abruzzese e programmare «gli interventi per gli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi» in risposta alle esigenze della popolazione regionale. TUTTI I COMMENTI


ABRUZZO. Dopo una lunga notte di discussione, diventa legge il Piano sanitario 2008-2010 approvato all'unanimità dalla 5° commissione consiliare (“Affari sociali e tutela della salute”) nella seduta del 29 febbraio scorso.
380 pagine per definire il nuovo corso della sanità abruzzese e programmare «gli interventi per gli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi» in risposta alle esigenze della popolazione regionale.


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Il Consiglio regionale lo ha approvato a maggioranza.
La votazione finale è arrivata dopo che in aula, tra maggioranza e opposizione, sono stati discussi 90 emendamenti tutti respinti.
Un progetto di legge che assorbe 198 dei 310 emendamenti proposti, 306 dei quali proposti dai consiglieri di maggioranza.
Ma quello del Piano Sanitario è stato l'ultimo punto all'ordine del giorno di una intensa giornata per il consiglio regionale, riconvocato nel pomeriggio dopo il dibattito mattutino sul centro Oli.
Si ricomincia dopo le interrogazioni a risposta immediata, con cambio di programma sui lavori che procedono prima con l'approvazione del progetto di legge 402/08 su “Interventi urgenti per lo stato di emergenza irrigua del Fucino”.
Nel secondo passaggio, via libera anche al progetto 398/08 sulle norme di macellazione per il consumo degli animali a destinazione autonoma; nel terzo, passa anche il provvedimento 99/07 sul “Programma operativo per le città e sistemi insediativi e per la riqualificazione dei tessuti urbani”.
Si arriva al Piano Sanitario.
Si cerca di rimandare la discussione, invocando (in primis Di Stefano-An-) il ritardo in termini regolamentari di arrivo del piano per poterlo discutere nella seduta del giorno.
Ma Del Turco mette avanti «l'impegno con il governo» nel dover approvare un piano che già doveva essere chiuso al 31 dicembre.
De Matteis (Idm) cerca la mediazione e chiede una sospensione di mezz'ora per «concordare le modalità per arrivare alla discussione».
Riunione in sala Michetti dai capigruppo di minoranza e seduta che riprende alle 17.30 con la relazione di presentazione di Antonella Bosco (Pd).
«Piano che arriva dopo sei anni di ritardo» spiega la Bosco,«determinando un immobilismo che ha paralizzato la sanità e procurato effetti sulla crescita della spesa sanitaria. Dunque, passaggio fondamentale per riportare, in meno di due anni, la sanità regionale all'interno della legalità».
«Centralità del benessere psico-fisico del cittadino, che diventa l'obiettivo per costruire un sistema di garanzie della salute di qualità. Obiettivo -sottolinea la Bosco- da raggiungere con strumenti e logiche nuove».
In tal senso, il piano introduce i concetti di “sistemi e reti assistenziali”, “continuità e progressività delle cure”, la carta dei servizi (che fissa gli obiettivi delle Asl e ne accerta l'attuazione in rapporto ai cittadini), il governo clinico (coerenza tra bisogni delle persone e costi economici).
Tappe correlate e funzionali al punto centrale del piano che è quello di «spostare l'asse dal macrolivello ospedaliero a quello territoriale», partendo dalla ridefinizione dell'offerta ospedaliera e il potenziamento dei servizi territoriali per andare al rafforzamento degli interventi di prevenzione e alla valorizzazione delle cure primarie.

LE ASL DIVENTANO 4

In tale direzione, è anche la ridefinizione dell'organigramma del sistema, con quattro Aziende Sanitarie Locali: n° 1- L'Aquila, Sulmona, Avezzano, Sulmona; n° 2- Chieti, Lanciano e Vasto; n° 3- Pescara; n° 4- Teramo.
Prevista anche l'istituzione delle Aziende universitarie Ospedaliere di Chieti e L'Aquila, i cui termini sono fissati al 31 dicembre 2009.
Vengono, inoltre, dettate le linee guida per le autorizzazioni e l'accreditamento, si mette mano alla stabilizzazione dei precari della sanità, nuova attenzione e risorse alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, maggiore rappresentatività e concertazione del terzo settore, si introducono clausole valutative in diversi settori (con garanzie di revisioni nel caso di risultati non soddisfacenti).
Per quanto riguarda il quadro delle risorse finanziarie per l'attuazione del piano nel triennio, a fronte di un incremento complessivo del 9,7% (195 mln di euro)dal Fondo Sanitario Regionale, è previsto un limite di incremento dei costi pari (nel triennio) a 86 milioni di euro. In dettaglio, 2258 mln nel 2007 (+ 48 mln), 2268 nel 2008 (+11 mln), 2296 nel 2009 (+ 28 mln).

Angela Di Giorgio 05/03/2008 9.38

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«E' stata una bella e proficua giornata per il Consiglio regionale e per l'intero Abruzzo - ha commentato il presidente Regione, Ottaviano Del Turco al termine della seduta - In undici ore di discussione questo Consiglio ha risolto in maniera eccellente due emergenze che stavano spaccando la regione. Abbiamo approvato una legge che dà una speranza ai contadini del Fucino sull'emergenza idrica e poi abbiamo votato il provvedimento dell'assessore ai Lavori pubblici che dà respiro finanziario a tutti i comuni abruzzesi che ora potranno avviare progetti di ammodernamento urbano. E poi da ultimo - ha proseguito - il Consiglio regionale ha votato il Piano sanitario».
«Un risultato eccezionale», ha aggiunto con enfasi, «e per questo desidero ringraziare il presidente del Consiglio regionale che ha tenuto alto il livello del dibattito, l'assessore alla Sanità per la tenacia e infine il presidente della commissione regionale Sanità che ha portato tutta la sua tenacia e la sua competenza per la redazione di un documento legislativo che segna una tappa importante e vitale per la sanità regionale. Ringrazio infine la maggioranza per la sua compostezza e perché ha dato testimonianza di compattezza e serietà e di grande e civile confronto con l'opposizione».

«Ci aspettavamo delle risposte alla nostra interrogazione», ha detto Fabrizio Di Stefano (An) «presentata lo scorso mercoledì e oggi all'ordine del giorno del question time inerente un necessario approfondimento sui rapporti intercorsi tra Regione, sanità privata e Deutsche Bank, rapporti fatti oggetto di indagine della magistratura».
«Vincendo un comprensibile imbarazzo e senza alcun intento speculatorio, avremmo voluto ricevere», ha detto il consigliere An, «delucidazioni riguardo al disatteso parere dell'avvocatura e ai motivi che hanno indotto la giunta a procedere all'erogazione dei 14 milioni di euro di cui alla delibera 58/2008 malgrado i pareri dei manager Asl. Manager - lo ricordiamo - chiamati per svolgere il loro incarico da fuori regione perchè evidentemente ritenuti da questa giunta regionale molto più bravi dei professionisti abruzzesi ma chissà perchè inascoltati quando si permettono di dissentire. Ferma restando l'inopportunità che a seguire tutta la pratica sia stato il Segretariato che fa capo a Lamberto Quarta, struttura politica e non tecnica, rimaniamo in attesa che la giunta faccia la dovuta chiarezza restituendo all'istituzione regionale quell'autorevolezza che è patrimonio di tutti e garanzia di credibilità per il futuro stesso della nostra regione».



RIFONDAZIONE:«5 MOTIVI PER ESSERE CONTENTI. MA E' SOLO IL PRIMO PASSO»

E' positivo il commento al nuovo piano di Rifondazione.
Cinque sono gli argomenti, secondo il segretario regionale Marco Gelmini, che giudicano principali e che hanno spinto i due consiglieri a votarlo.
«Vengono riservati 20 milioni di € in favore della sicurezza sui luoghi di lavoro (tra cui l'assunzione di ispettori)», spiega Gelmini, «ci pare argomento particolarmente importante ed un'iniziativa finalmente concreta. Si avvia la stabilizzazione dei lavoratori precari nel settore.Vengono posti dei paletti importanti per limitare i fenomeni negativi e le distorsioni, cui stiamo assistendo in questi giorni, da parte di alcuni soggetti privati in relazione ad accreditamenti, all'occupazione dei posti letto etc...»
Infine si strutturano finalmente l'Agenzia Sanitaria regionale (ASR) e l'Osservatorio regionale.
«Sono queste le condizioni», continua Gelmini, «per definire le prestazioni effettivamente necessarie in regione Abruzzo sulla base dei bisogni dei cittadini. Viene ridotto il numero delle ASL, vengono definiti i Distretti, viene rafforzata l'attività sanitaria territoriale e definiti i tempi per le Conferenza d'Area, al cui risultato subordinare l'aziendalizzazione ed il rapporto tra ASL e Università».
Ma restano altri problemi: «con l'approvazione del Piano Sanitario si pongono però le condizioni per proseguire nella strada del risanamento e del miglioramento del servizio».
05/03/2008 12.04

PROVINCIA DI TERAMO:«GRAVI I COMPORTAMENTI DI DEL TURCO E MAZZOCCA»

«Un nodo politico, un'insensibilità grave». Questo il commento del presidente D'Agostino rispetto all'approvazione, ieri, in Consiglio Regionale, del nuovo Piano sanitario.
«Avevamo chiesto di incontrare il presidente Del Turco e l'assessore Mazzocca e di rinviare l'approvazione del Piano – dichiara – non siamo stati nemmeno contattati. Quanto è accaduto rappresenta un nodo politico, un'insensibilità grave rispetto alle proposte avanzate da un territorio; proposte condivise dalle istituzioni e dagli operatori sanitari, formalizzate in un documento ufficiale approvato dal Consiglio Provinciale. Passaggi ignorati. Rimane la preoccupazione per alcune scelte contenute nel Piano; nell'intento di risanare, sicuramente condivisibile, lo strumento approvato dal Consiglio regionale penalizza un sistema, quello teramano, che da sempre ha privilegiato il servizio pubblico rispetto a quello privato. Ci preoccupa in particolar modo la decisione di istituire due aziende ospedaliere e universitarie a Chieti e all'Aquila mentre si riducono le risorse per la sanità teramana; una sanità in ginocchio per errori e sprechi di altri. Non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci e non riteniamo chiuso il confronto con la Regione».
05/03/2008 12.10

ACETO (UDEUR):«UN CENTRO TRAPIANTI FEGATO A CHIETI»

«Il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale ad individuare, attivare e coordinare anche attraverso l'apporto della V Commissione consiliare permanente tutte le attività necessarie per la realizzazione di un centro di trapianti di fegato nella Regione Abruzzo»,lo ha detto Liberato Aceto (Udeur) .
Il documento presentato da Aceto, che di professione è Dirigente medico presso la Chirurgia laparoscopica dell'Ospedale S.S. Annunziata di Chieti, trae spunto dal fatto che negli ultimi anni si è assistito nella Regione Abruzzo «ad uno sviluppo del programma di donazione e trapianto di organi e tessuti e che è avvertita da più parti l'assenza di un centro trapianti di Fegato visto anche il costante aumento delle malattie epatiche (Cirrosi Epatiche da Epatite C, le Cirrosi da Alcool e i Tumori del Fegato) che rendono necessario il trapianto di fegato».
«Come possibile sede del centro trapianto di fegato», si legge sempre nel documento, «viene individuato il P.O. SS. Annunziata di Chieti poiché in possesso di tutte le potenzialità per assolvere a tale funzione, in quanto una commissione del Ministero della Salute nel 2004, ha dichiarato la struttura tecnicamente idonea per i trapianti epatici, alla luce anche del fatto che dall'anno 2000 si eseguono trapianti di Cuore e che nello stesso Policlinico esiste un'equipe multidisciplinare (chirurghi, rianimatori, radiologi, infettivologi, oncologi ed epatologi) che da anni si occupano con successo di diagnosi e terapia dei tumori epatici».
05/03/2008 14.28