Deutsche Bank e Abruzzo un connubio consolidato nel tempo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Della Deutsche Bank gli abruzzesi ne hanno cominciato a sentir parlare negli ultimi anni per diverse questioni come la cartolarizzazione, il grande progetto dell'aeroporto di Ortona e ancora la sanità con la cessione dei crediti e la delibera che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati del presidente Del Turco e 7 assessori della sua giunta.
La Deutsche Bank è una banca tedesca, con sede a Francoforte. È uno dei principali gruppi bancari europei e sicuramente l'istituto di credito straniero più radicato in Italia.
Attualmente è presieduta da Josef Ackermann e ha fatto la sua prima comparsa in Italia nel1977 con l'apertura a Milano di un ufficio di rappresentanza, trasformato in filiale due anni dopo.
Il 1986 è l'anno dell'acquisizione della Banca d'America e d'Italia (Bai), ceduta all'istituto tedesco dalla Bank of America.
Sei anni dopo l'acquisizione, nel 1994, la Bai cambia nome in Deutsche Bank Spa e l'anno dopo compra Finanza e Futuro, società che gestisce fondi (anche pensione), e ha poi creato una serie di società operanti in Borsa, come la Sim della banca, nei fondi immobiliari e nel ramo vita.
Oggi la banca conta in tutto il mondo 264 sportelli e quasi 3.200 dipendenti. Al 30 giugno 2007 ha fatto registrare un patrimonio netto di 1.150 milioni di euro e un utile netto, nel 1° semestre del 2007, di 99 milioni di euro.
Cinque sono gli sportelli in Abruzzo, tutti a Pescara.
Di Deutsche Bank in regione si sente parlare per un importante investimento, fortemente voluto dal presidente Del Turco, quello dell'aeroporto abruzzese ad Ortona .
In questo caso si presenta la sottoscrizione di un contratto con la banca tedesca, advisor che ha l'incarico di verificare l'interesse dei privati a realizzare un aeroporto del Mediterraneo, sul mare antistante la cittadina adriatica e adiacente al porto commerciale. Un progetto da molti avversato e faraonico che se realizzato cambierebbe di molto la faccia della regione potendo vantare un aeroporto tra i più grandi in Italia.
Lo stesso istituto di credito spunta anche nella fase dell'operazione di finanza strutturata per il risanamento dell'indebitamento del sistema sanitario regionale con le cartolarizzazioni.
Il via libera della Giunta regionale poteva così consentire al pool di banche internazionali - Dexia Crediop, Banca Intensa, Deutsche Bank, Barclays Bank e Ubs - di completare le operazioni di swap. Successivamente a queste operazioni, la Fira avrebbe effettuato i pagamenti nei confronti dei creditori delle sei aziende Asl abruzzesi che hanno aderito al finanziamento ponte.
Quindi dal punto di vista finanziario, l'operazione consentiva di pagare debiti del sistema sanitario regionale per oltre 327 milioni di euro.
Nella cronaca italiana il nome della Deutsche Bank spunta fuori più volte e in alcuni casi accostata a vicende finite dai palazzi dell'economia a quelle della procura.
La banca tedesca compare nello scandalo dell'estate 2006 della scalata Rcs di Stefano Ricucci.
Sono infatti stati firmati da Deutsche e Société Générale finanziamenti all'imprenditore di Zagarolo (per un totale di 1,8 miliardi di euro) su cui anche la Consob chiese chiarimenti.
Vincenzo De Bustis, responsabile della Deutsche Bank Italia è definito un banchiere amico di D'Alema fin dai tempi della Banca del Salento e di Banca 121, ma poi spiegò -in seguito al caso che travolse i due istituti di credito- di non saperne nulla perchè si trattava di operazioni «decise dal trading desk della sede di Londra».
La banca tedesca si avvicinò anche al banchiere Giampiero Fiorani che guidava la Banca Popolare Italiana: gli offrì garanzie per lanciarsi nell'Opa da 6,3 miliardi su Antonveneta e organizzò l'architettura finanziaria per la cessione di partecipazioni di minoranza di attività della Bpi.
E la Deutsche Bank, in quanto grande banca internazionale, compare ancora come uno dei finanziatori di Consorte per l'Opa sulla Bnl.
La banca tedesca salta fuori anche nel mega crack Parmalat: è anche la banca tedesca, infatti che aiuta Callisto Tanzi poco tempo prima del fallimento.
La storia si conclude con 6 indagati dell'istituto di credito che devono difendersi dall'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta.
04/03/2008 9.54