Sanità. La Procura indaga, la Regione fa sparire i documenti

Alessandro Biancardi

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Sanità. La Procura indaga, la Regione fa sparire i documenti
ABRUZZO. Un giallo o «un guasto tecnico», dipende da come la si vuole vedere. Dal sito dell'Agenzia Sanitaria Regionali sono scomparse da qualche settimana delle schede tecniche. Non schede tecniche qualsiasi, ma quelle su cui ruota ormai da molto tempo il pasticciaccio della sanità privata. Insomma la fotografia dettagliata, compresi ricoveri e dimissioni dalle cliniche, quelli pagati con soldi pubblici. ASSESSORATO ALLA SANITA’:«I DATI CI SONO MA DA UN’ALTRA PARTE»
Si parla delle così dette Sdo, schede di dimissione ospedaliere del 2004, 2005, 2006.
Proprio in coincidenza delle ultime denunce di Rifondazione Comunista, della decisione di Vincenzo Angelini di chiudere i reparti "incriminati" di Villa Pini, i documenti ufficiali spariscono.
Alquanto bizzarro. L'ennesima mazzata alla trasparenza (che sarebbe sempre obbligatoria e mai facoltativa).
I documenti c'erano fino a qualche tempo fa: erano visibili e consultabili. Poi la ritirata per apparenti «motivi tecnici» ma nelle stanze dell'assessorato qualcuno ammette «c'è stata esplicita richiesta di farli criptare».
Di sicuro la prima è una versione non veritiera di come stanno effettivamente le cose, una versione probabilmente troppo semplice per giustificare la sparizione dei numeri.
Anche perché «guasto tecnico» è una definizione che non si può proprio applicare al caso specifico.
Se per gli Sdo del 2004-2005 non c'è più alcun riferimento (nemmeno cercando all'interno del motore di ricerca), per il 2006 è rimasto invece un link (ancora esistente al momento in cui si scrive e verificabile a questo indirizzo) che non porta da nessuna parte.
Ma è ovvio che la scusa dei motivi tecnici non regge: infatti il guasto avrebbe colpito guarda caso solo quegli specifici contenuti. Tutto il resto del sito funziona senza intoppi.
Quindi le cause sono due: o il link del 2006 è errato (basterebbero quindi 30 secondi per sistemarlo) o i file sono "saltati" accidentalmente (e anche in questo caso basterebbero 30 secondi per ripristinarli. Al massimo dieci minuti di tempo se, vogliamo proprio esagerare, si devono ritrovare gli originali, scannerizzarli e metterli on line).
I tempi dilatati della riparazione, quindi, appaiono davvero incomprensibili. Tecnicamente il link non raggiunge più il file zippato che dunque non c'è.
Sulla questione Rifondazione Comunista ha formalizzato una interrogazione a firma dei consiglieri regionali Daniela Santroni e Angelo Orlando a cui probabilmente seguirà una risposta nel prossimo consiglio. Ma magari il guasto sarà già riparato, chissà…

«Come mai», scrivono i due, «nel momento in cui si sta discutendo del nuovo Piano Sanitario Regionale, sul sito dell'Agenzia Sanitaria Regionale non sono più disponibili le Schede di Dimissione Ospedaliere 2004 e 2005 e sia presente solo l'icona, senza alcun file ad essa connesso, relativamente alle Schede di Dimissione Ospedaliera 2006».
Santroni e Orlando chiedono inoltre di sapere «quali iniziative si intendano assumere per garantire la pubblicizzazione e l'accessibilità di tali documenti da parte di cittadini, utenti, associazioni e degli stessi consiglieri regionali».

GLI SDO PUNTO CARDINE DELL'INCHIESTA SULLA SANITA' E SULLE CARTOLARIZZAZIONI

Certo questa ennesima prova di mancanza di trasparenza (a scoppio ritardato, tra l'altro) non avviene proprio in un momento tranquillo per la Sanità abruzzese e coinvolge certamente uno dei punti nodali su cui sta indagando la magistratura pescarese ma presto anche le altre procure si potrebbero attivare.
Quelle schede, infatti, sono quelle da cui si possono evincere le "anomalie" e la super utilizzazione di posti letto nelle cliniche private anche per discipline non accreditate.
Numeri che consultati da una persona non esperta probabilmente non dicono nulla, ma che valutate da persone competenti possono fornire un quadro specifico di come sia stato gestito l'accreditamento sanitario.
E questo giallo avviene sicuramente in uno dei periodi più duri per la sanità regionale che fa parlare di sé più per i risvolti giudiziari che per altro.
Villa Pini, intanto, ha chiuso tutti quei reparti non accreditati, tra le proteste dei medici e degli utenti. E a breve potrebbe risolversi anche la complicata situazione della clinica privata aquilana Sanatrix, che potrebbe essere rilevata da Enrico Vittorini, imprenditore della sanità già proprietario di Villa Letizia.
Il prossimo 4 marzo, intanto, il consiglio regionale dovrà approvare il nuovo piano sanitario regionale. Probabilmente non c'è tutta la tranquillità per farlo nel migliore dei modi.
Intanto non si placano le polemiche sulla famosa delibera di giunta regionale che ha liquidato 14 milioni di euro da pagare alla Deutsche Bank che ha rilevato i crediti di Angelini. Ma quali crediti? Quelli maturati proprio in funzione dei super ricoveri mai controllati dalla Regione e contestati solo di recente dopo decenni di “sonno”.

L'AGENZIA SANITARIA E IL SITO

L'Agenzia Sanitaria Regionale dell'Abruzzo è una "tecnostruttura" a cui collaborano 30 dipendenti (quasi tutti precari) dieci dei quali assorbiti dalla Fira dopo lo scandalo Masciarelli.
Tra i valori e gli obiettivi perseguiti dalla struttura c'è «l'organizzazione di percorsi di miglioramento continuo della qualità del sistema sanità Abruzzo, la tutela e la garanzia pubblica dell'equità e della qualità delle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali erogate, lo sviluppo di logiche integrate di sistema per creare e potenziare le reti di supporto formali e informali ai processi assistenziali degli assistiti ed infine il coinvolgimento dei cittadini nei sistemi di valutazione della qualità percepita dagli utenti e dai pazienti».
E' opportuno che tutti gli operatori controllino il sito ufficiale (www.asrabruzzo.it) per essere aggiornati e valutare il servizio offerto sul web costato diverse decine di migliaia di euro. Diverse le sezioni consultabili: quella dei documenti,le news che per il 2008 conta però solo una notizia,i progetti, il piano sanitario in via di approvazione. Alcune sono più scarne di altre e prive di contenuti.
Ma quello che oggi fa indignare è il sospetto di un tentativo di offuscare il diritto costituzionale dei cittadini di sapere e controllare l'operato di chi amministra.
L'attuale assessore alla sanità Bernardo Mazzocca è indagato dalla procura di Pescara con l'accusa di “falso per sottrazione” perché avrebbe fatto sparire un verbale di una riunione con l'associazione delle cliniche private. Verbale poi saltato magicamente fuori dopo l'intervento della magistratura.

Alessandra Lotti

28/02/2008 11.14

Di seguito PrimaDaNoi.it pubblica i dati spariti e supplisce alle carenze della Regione.

ECCO I NUMERI DELLE SCHEDE DI DIMISSIONE OSPEDALIERA RELATIVE AL 2006

SCHEDA NUMERO 1 SDO 2006
SCHEDA NUMERO 2 SDO 2006
SCHEDA NUMERO 3 SDO 2006
SCHEDA NUMERO 4 SDO 2006





ASSESSORATO ALLA SANITA':«I DATI CI SONO MA DA UN'ALTRA PARTE»


«Da parte dell'Assessorato Regionale alla Sanità non c'è alcuna volontà di far sparire, o occultare, documenti di alcuna natura».
In una nota scritta il responsabile dello staff dell'assessore Bernardo Mazzocca, Angelo Bucciarelli, fa notare che i dati degli Sdo ci sono ma da un'altra parte.
Nella sua email Bucciarelli precisa che:«le schede di dimissione ospedaliere(Sdo) del 2004, 2005, 2006, con relative relazioni integrali, di cui parlate nell'articolo, si possono facilmente trovare facilmente sul nostro sito www.sanitab.it, cliccando su “osservatorio epidemiologico”».
In realtà per un errore di battitura il sito è quello dell'assessorato alla sanità che è http://sanitab.regione.abruzzo.it.
I dati relativi al 2006 infatti, una volta ricevute le indicazioni, si possono trovare esattamente qui http://sanitab.regione.abruzzo.it/osservatorio/index.htm .
Resta da capire per quale ragione, nonostante sollecitazioni, da alcune settimane sul sito della Agenzia («che è cosa diversa» dice Bucciarelli) non vi siano più.
Lasciando, per giunta, un link non funzionante e non fornendo alcuna indicazione su dove reperire i dati.
Adesso almeno lo sappiamo.
L'assessore Mazzocca dovrà comunque rispondere alla interrogazione di Rifondazione Comunista e fornire chiarimenti.

28/02/2008 21.25