Abruzzo, «dietro le discariche abusive e i rifiuti tossici non c'è la camorra»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Discariche abusive e rifiuti illeciti in Abruzzo ma non si tratta di camorra. La criminalità organizzata, quindi, non gestirebbe il traffico illecito di sostanze pericolose e inquinanti in regione. SMALTIMENTO ILLEGALE DI RIFIUTI, DUE DENUNCE A LANCIANO
Ieri un'indagine della Dda, la direzione distrettuale antimafia di Napoli ha accertato il diretto coinvolgimento della camorra nella gestione illecita dell'immondizia italiana, ma la nostra regione non viene menzionata. Dimenticanza o realtà?
Non sono rimasti indenni, però, regioni come Campania, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Sicilia, Veneto, Marche e Lazio.
Anche se non si tratta di camorra, quella abruzzese è sicuramente una situazione di emergenza. Negli ultimi due anni sono stati numerose le indagini che hanno accertato uno smaltimento illecito di spazzatura. E spessosi è trattato anche di rifiuti pericolosi.
Sui veleni di Bussi (dove è stata rintracciata la discarica più grande d'Europa) e Piano dell'Orta, la Forestale sta indagando per risalire ai responsabili.
Nel 2006 fu invece la volta di Lanciano, dove venne scoperto che i rifiuti tossici venivano direttamente scaricati nel mare. Era l'inchiesta "Mare Libero" e le indagini parlavano chiaramente di associazione per delinquere.
Ma ancora prima, negli anni 90, fu il caso di Scurcola Marsicana (90 mila tonnellate di rifiuti ritrovati) a sconvolgere la tranquilla vita dell'entroterra abruzzese e il racconto dei casellanti dell'A25 all'uscita di Magliano dei Marsi sul continuo passaggio di camion che trasportavano ciò che poi veniva scaricato illecitamente.
E per quel territorio si prospettava proprio l'invasione da parte dell'Ecomafia e .
Il caso in questione, infatti, è stato tirato più volte in ballo da Legambiente che puntualmente inseriva il sito tra quelli gestiti da organizzazioni criminali.
Oggi, però, si scopre che per la Dda napoletana l'Abruzzo può dirsi indenne dalle mani della camorra.
L'inchiesta più grossa in Italia è sicuramente quella nelle mani della procura di Napoli, in merito alle presunte irregolarità nel ciclo di smaltimento nella regione: 28 gli imputati, tra i quali il governatore della Campania, Antonio Bassolino ed i vertici di Impregilo.
In Liguria, invece, è stato sgominato un traffico illecito di 350 mila metri cubi di
rifiuti speciali da demolizione, a Bologna è stata sgominato un'organizzazione che camuffava come compost (sparso come concime in alcuni frutteti) migliaia di tonnellate di
scorie pericolose. In Umbria, a metà gennaio è stato sequestrato il termovalorizzatore di Terni per prelevare alcuni campioni da analizzare mentre a Palermo è stata segnalata la presenza di
discariche abusive sia sul suolo pubblico che in aree private. Nelle Marche sono stati trovati cento siti e 12.000 traversine ferroviarie dismesse (da considerare rifiuti speciali) erano stoccate o installate in varie aziende agricole, ristoranti, abitazioni nella provincia di Macerata.
26/02/2008 12.18


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SMALTIMENTO ILLEGALE DI RIFIUTI, DUE DENUNCE A LANCIANO

LANCIANO. Sono rimasti coinvolti i responsabili della discarica consortile
La Guardia Forestale di Lanciano ha denunciato nei giorni scorsi L. M. R., 59 anni presidente di un consorzio di smaltimento rifiuti, e C. M., 64 anni rappresentante legale e gestore di una discarica, entrambi di Lanciano.
«E' abbastanza grave», ha commentato il comandante provinciale della Forestale, «che i responsabili di un consorzio, che svolge un servizio pubblico, smaltiscano in discarica pneumatici fuori uso trattati anziché recuperarli realmente. Si tratta di un comportamento con solo illegale, ma anche inefficiente ed antieconomico».
Agli indagati sono state comminate diverse sanzioni amministrative, per oltre 65.000 €, per violazioni al Decreto Ambientale del 2006.
L'accusa a carico loro è di concorso in smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi (pneumatici), avvenuto in "Contrada Cerratina".
Le indagini sono partite dalla denuncia di un gommista: grazie alla segnalazione, infatti, sono stati scoperti 19 trasporti di rifiuti già recuperati (pneumatici fuori uso triturati) effettuati da parte del consorzio, per fini di smaltimento, presso la discarica consortile, in assenza delle autorizzazioni e delle iscrizioni necessarie.
Tra le altre violazioni, oltre alla impossibilità di smaltire rifiuti già recuperati, è stata evidenziata anche la non corrispondente sovrapposizione delle iscrizioni dei due enti all'Albo Gestori Ambientali: infatti uno era iscritto con procedura semplificata e l'altro con procedura ordinaria.
Inoltre, al rappresentante del consorzio è stata contestata anche la raccolta e il trasporto per il recupero di varie tipologie di rifiuti urbani e assimilabili, nel corso dell'anno 2007, avvalendosi di un'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali per la classe "D" (intervallo di abitanti compreso tra 20.000 – 50.000 abitanti) non rispondente al comprensorio servito, che invece comprende 78.000 abitanti (rientranti nella classe "C").
La condotta degli indagati ha portato quindi alla denuncia per illecito smaltimento di rifiuti non pericolosi in quanto il trattamento di triturazione, al quale sono stati sottoposti gli pneumatici, costituisce a tutti gli effetti un'operazione di recupero che genera materie prime secondarie (MPS), combustibili o prodotti che di certo non possono essere smaltiti ma vanno effettivamente riciclati.

26/02/2008 15.48