Il debito delle cartolarizzazioni alla Cassa Depositi e Prestiti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Cassa Depositi e Prestiti assumerà il debito delle cartolarizzazioni della sanità abruzzese e provvederà a ristrutturarlo. La notizia è stata resa nota dal segretario generale della Presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta.
L'occasione è stata fornita durante l'incontro che il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, insieme all'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, all'assessore al Lavoro, Fernando Fabbiani, ed a a quello al Sociale, Betti Mura, hanno avuto, nella sede della Regione, a Pescara, con i sindacati.
C'erano anche i rappresentanti del mondo dell'industria, del commercio, dell'artigianato, dell'agricoltura e della cooperazione sociale.
La possibilità che si apre viene presentata dalla giunta come una opzione più che vantaggiosa.
«C'è, dunque, la possibilità concreta», ha spiegato Lamberto Quarta, «di un allungamento del debito e di un abbattimento della rata di ammortamento».
Peraltro, è stato ricordato che l'allungamento del periodo di ammortamento delle cartolarizzazioni è già previsto all'interno del Piano di rientro del deficit sanitario.
«Tutto ciò determinerà minori costi e quindi consentirà un'ulteriore riduzione dei tassi», ha detto Quarta.
Non sono però stati chiariti i particolari dell'operazione che, come tutte le altre di questo tipo, sono “top secret”, per cui il cittadino -che pure ci mette i suoi soldi- non può in alcun modo conoscere i parametri dell'operazione finanziaria.
E ci si domanda come possano effettivamente scendere i costi.
Perché la Cassa Depositi e prestiti dovrebbe assumersi un onere gratuitamente e come è possibile che -sfidando tutte le più basilari regole economiche- allungando il periodo di pagamento della rata il costo totale diminuisca invece che aumentare?
L'unico effetto che pare certo è una diminuzione immediata della rata anche se -come accade con le banche- la somma totale da sborsare sarà alla fine maggiore.

LA PIATTAFORMA ILLUSTRATA DAL SINDACATO

Il Sindacato ha poi illustrato la propria piattaforma sui temi del bilancio regionale, della fiscalità e della politica delle tariffe.
«Occorre una definizione di una strategia», ha ribadito Roberto Campo della Uil, «contestuale al risanamento dei conti della Sanità, di rientro dagli aumenti dell'addizionale regionale Irpef e dell'Irap scattati a copertura del deficit della Sanità; una modulazione di dette tasse, fino a che non sarà possibile abbatterle, in favore dei redditi più bassi accertati tramite ISEE e/o dei redditi da lavoro dipendente, ad invarianza di gettito complessivo. E' necessaria anche una modulazione delle tariffe regionali in favore dei redditi più bassi accertati tramite ISEE e/o dei redditi da lavoro dipendente, ad invarianza di gettito complessivo. E inutile dirlo, occorre l'abolizione dei ticket farmaceutici».
Per quanto riguarda i Fondi Strutturali e il FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate), si sta concretizzando un obbiettivo caldeggiato dal Sindacato: l'istituzione di una sede di indirizzo e monitoraggio presso la Presidenza della Giunta, con la partecipazione delle parti sociali.
Sulle richieste del Sindacato in materia di fisco e tariffe, ha avuto luogo un primo scambio di opinioni, con qualche apertura da approfondire.
«Il banco di prova lo avremo nell'incontro tecnico che verrà convocato per la prossima settimana», ha spiegato Campo, «solo allora sarà possibile esprimere un giudizio sui risultati concreti che questa ripresa di dialogo può effettivamente portare».
19/02/2008 8.50