Il Governo impugna la nuova legge abruzzese sul piano rifiuti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il 14 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge regionale n. 45/2007 (Piano rifiuti) in quanto presenta diversi profili di incostituzionalità. Una batosta inaspettata per la legge che ha avuto una gestazione molto lunga e che è stata approvata dal consiglio regionale sul finire dello scorso anno.
«Un'altra dimostrazione della scarsa capacità di governare di questo centrosinistra in regione» è il commento del consigliere dell'Italia del Centro Giorgio De Matteis, «infatti – afferma De Matteis - come si evince dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri, sono stati formulati duri rilievi nei confronti del Piano di gestione dei rifiuti elaborato da Del Turco e dalla sua maggioranza; i punti di illegittimità costituzionale sono numerosi e vanno dal mancato rispetto del principio della potestà legislativa esclusiva nazionale in specifici settori, ossia nell'obbligo per la Regione di attenersi alla normativa nazionale sui rifiuti, alla definizione dei “punti di raccolta” e “centri di trasferenza” in contrasto con la normativa comunitaria e nazionale, al potere demandato al Presidente della Giunta di localizzare nuovi siti per realizzare impianti di gestione dei rifiuti e di disporre la realizzazione diretta, da parte della Regione, di interventi per lo smaltimento dei rifiuti in deroga delle previsioni del piano di gestione dei rifiuti, che contrasta col dettato costituzionale in quanto eccede dai poteri ordinari previsti dalla legge».
«Sarà, quindi, necessario – conclude De Matteis - modificare e portare di nuovo in consiglio regionale il Piano dei rifiuti per l'approvazione, fatto che sta a testimoniare ancora una volta l'incapacità di amministrare di questo centrosinistra confusionario, in particolare su argomenti di tale importanza da non ammettere errori».

16/02/2008 14.02