La Regione paga 14mln per i ricoveri di Villa Pini. Rc:«un regalo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I consiglieri regionali di Rifondazione Comunista, Daniela Santroni e Angelo Orlando, hanno presentato una interrogazione all'assessore Mazzocca in riferimento alla Delibera di Giunta Regionale n. 58 del 29 gennaio sulla convenzione di pagamento per crediti al Deutsche Bank. E intanto i Nas sequestrano documenti su Villa Pini.
Si ritorna a parlare di cartolarizzazioni e di crediti della sanità, ma anche di inchieste penali e di sospetti.
Un nuovo caso sospetto riguarda ancora una volta i ricoveri e ancora una volta la clinica di Vincenzo Angelini.
Già a marzo 2007 Santroni e Orlando avevano segnalato una «anomalia e una super utilizzazione di posti letto presso l'operatore "Villa Pini", anche per discipline non accreditate».
Tra l'altro a quella interrogazione non c'è stata mai risposta.
Adesso i due tornano alla carica e chiedono lumi sulla delibera del 29 gennaio 2008.
I consiglieri di Rc si chiedono se la giunta sia intervenuta «a favore del pagamento di crediti sanitari avanzati da Villa Pini» e chiedono anche di sapere «a quale periodo, a quali quantità e prestazioni siano riferiti».
La cifra dovrebbe ammontare a 14 milioni e mezzo di euro che la Deutsche Bank chiede di avere essendo in possesso di crediti sanitari ceduti da Angelini.
Il meccanismo è semplice.
Attraverso l'accreditamento della Regione, Villa Pini ha svolto visite e ricoveri in convenzione dovendo avere per questo una certa somma dalla Asl e dunque dalla Regione.
Ma come più volte evidenziato i dati dei ricoveri ad una prima occhiata sembravano quanto meno sorprendenti poiché si attestava che per ogni letto ci sarebbero stati addirittura 3 o 5 pazienti per volta.
Un sovraffollamento che è stato pagato caro dalle casse pubbliche anche perché della stranezza non si è mai accorto nessuno.
Così nel caso di specie l'imprenditore Angelini ha ceduto i suoi crediti alla banca tedesca (che si presume abbia liquidato l'ammontare) e che ora batte cassa alla Regione per rientrare nel suo debito.
Inoltre, i consiglieri Santroni e Orlando chiedono di sapere se «questi crediti in qualche modo siano riferibili a quelli da tempo contestati dalla stessa ASL di Chieti ed in tale caso quali siano le motivazioni per tale intervento e quali siano le tutele per il bilancio regionale e se siano stati preventivamente verificati la legittimità dell'erogazione ed il riconoscimento delle prestazioni».
Il sospetto allora è chiaro: vuoi vedere che la Regione ha pagato proprio quei ricoveri tanto dubbi, contestati e persino sotto inchiesta della magistratura, quella penale e quella contabile?
Anche per questo i due consiglieri di Rc richiedono di avere copia delle relazioni della Commissione ispettiva riferite alle prestazioni accreditate alla casa di cura Villa Pini che testimonino la regolare richiesta di pagamento delle prestazioni cui si fa riferimento nella Delibera n. 58 del 29.1.2008.
Infatti la delibera di giunta (che non è pubblicata sul web come tutte le altre) farebbe riferimento ad una relazione che attesterebbe la regolarità dei numeri…

Intanto, ieri mattina i Nas sono andati negli uffici dell'assessorato regionale alla Sanità di via Conte di Ruvo e hanno sequestrato tutte le schede di dimissioni ospedaliere della clinica Villa Pini.
Il blitz rientra nella serie di indagini che la Procura sta portando avanti sulla cartolarizzazione dei debiti della Sanità.
Gli inquirenti vogliono verificare i dati e valutare se vi siano state omissioni nel controllo o se si possa ipotizzare l'abuso d'ufficio o reati più gravi.
I documenti sequestrati sono riferibili al periodo 2004 al 2007, quindi ben oltre la prima cartolarizzazione della giunta di centrodestra ma anche a quella attivata da Del Turco e Mazzocca.
Per ora si parlerebbe di somme vicino ai 100 milioni di euro che sarebbero stati pagati con soldi pubblici a privati e non dovuti.
Pochi giorni fa una inchiesta della finanza aquilana aveva accertato altri 63 milioni di euro finiti già nelle tasche dei privati della sanità illegittimamente.
Nella inchiesta sulla sanità ci sarebbero molti indagati, uno dei primi fu proprio l'ideatore della cartolarizzazione abruzzese, Giancarlo Masciarelli, da poco vi è finito anche l'assessore Mazzocca, ufficialmente solo per un fatto marginale (l'ipotesi è quella che avrebbe nascosto un verbale, l'accusa è infatti “falso per sottrazione”).
Il tema accusatorio della procura è quello di un continuum ininterrotto di certe pratiche e certi metodi in campo sanitario che si sarebbero trasferiti dal centrodestra di Giovanni Pace al centrosinistra di Ottaviano Del Turco.

15/02/2008 16.07

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13533]LE TABELLE CON I RICOVERI[/url]