L’Abruzzo dei rifiuti: problemi non risolti e denunce alla procura

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Rimane d’attualità il problema dello smaltimento dei rifiuti anche nella nostra regione. I fronti caldi rimangono quelli della provincia dell’Aquila dove la battaglia politica si è spostata su presunte irregolarità inerenti l’impianto di smaltimento di Bazzano. Nei giorni scorsi era stata minacciata una denuncia alla procura che è arrivata puntualmente. Mentre da Teramo arriva la notizia che almeno per un altro anno occorrerà esportare i rifiuti prodotti.


ABRUZZO. Rimane d'attualità il problema dello smaltimento dei rifiuti anche nella nostra regione. I fronti caldi rimangono quelli della provincia dell'Aquila dove la battaglia politica si è spostata su presunte irregolarità inerenti l'impianto di smaltimento di Bazzano. Nei giorni scorsi era stata minacciata una denuncia alla procura che è arrivata puntualmente. Mentre da Teramo arriva la notizia che almeno per un altro anno occorrerà esportare i rifiuti prodotti.Verificare se nella realizzazione dell'impianto di pre-trattamento dei rifiuti solidi urbani (Rsu) presso il nucleo industriale di Bazzano si sono verificate delle irregolarita'. E' quanto ha chiesto il senatore di Alleanza nazionale, Marcello De Angelis al Procuratore capo delle Repubblica dell'Aquila, attraverso una lettera-denuncia nella quale l'esponente di Allenza Nazionale ha sollevato una serie di perplessita' sull'operato dell'amministrazione comunale, come aveva fatto nei giorni scorsi lo stesso presidente provinciale di An, Gianfranco Giuliante.
«Si tratta di un atto di richiesta di chiarezza – ha detto De Angelis - visto che tale richiesta era stata avanzata non molto tempo fa al sindaco Cialente e ad oggi non ci e' arrivata alcuna risposta, ho deciso di alzare il livello di interlocuzione facendo intervenire la magistratura».
Alla base dell'esposto secondo De Angelis e Giuliante il fatto che il Comune ha provveduto ad erogare la somma di 1,5 mln di euro, senza una gara pubblica, senza la valutazione di impatto ambientale (Via) della Regione, obbligatorio per quantita' di rifiuti superiori a 100 tonnellate ed il fatto che la struttura si trova nelle vicinanze di obiettivi sensibili per la salute.
Sempre secondo De Angelis e Giuliante il prezzo che sarebbe stato pattuito per il trattamento a Bazzano, sarebbe il doppio di quello che si pagava a Lanciano (Chieti).
La giunta avrebbe infine autorizzato il trasporto dei rifiuti con mezzi propri mentre secondo i denuncianti il servizio avviene anche con mezzi privati.
«Spero - ha concluso il senatore De Angelis - che Cialente sia stato mal consigliato da altre persone della maggioranza che magari avevano interessi privati su questa vicenda. Credo - ha aggiunto il parlamenatre di An - dell'onesta' di Cialente e spero che il sindaco voglia darci delle risposte dissociandosi da questo tipo di cattiva gestione».

PD:«PASSATA AMMINISTRAZIONE DISASTROSA»

«I nove anni della precedente amministrazione sono passati senza che sia stata trovata la soluzione al problema annoso dei rifiuti solidi urbani. Nel corso del mandato i politici allora al governo della città si sono avvitati tra proclami, annunci e costituzioni di società (che oggi pesano come potenziali debiti sul bilancio comunale) per il posizionamento di impianti di trattamento, che ignoravano i requisiti minimi, come le distanze da luoghi sensibili».
Lo dice Pietro Di Stefano capogruppo del Pd in consiglio comunale che parla di «totale fallimento».
«Si è andati avanti con ben tre ordinanze regionali», spiega,«auspicando una soluzione che mai arrivava, sino al luglio scorso, dove, nel chiedere una ulteriore proroga, la nuova amministrazione ha messo in piedi un progetto che al 24 dicembre 2007, data di scadenza della quarta ed ultima proroga possibile, prevedeva il pre-trattamento dei rifiuti al fine di poterli conferire in discarica autorizzata al di fuori dell'Ato provinciale di riferimento».
«An, con il suo esposto alla Procura, intende riportare indietro le lancette del tempo, forse consumare anche una sterile vendetta, ma questa volta ai danni delle famiglie aquilane e ben oltre tutti gli aumenti della Tarsu che ci sono stati negli anni», commenta Di Stefano.
«La verità è che la procedura adottata è corretta e l'affidamento del pre-trattamento è informato allo stesso comportamento che ebbe la precedente amministrazione quando fece pre-trattare i rifiuti a Lanciano pur non essendo obbligata per legge come in questo caso. Con serenità», conclude, «bisogna andare avanti e risolvere definitivamente il problema dei rifiuti perseguendo il fine di un progressivo abbassamento della tassa e di una virtuosa crescita del servizio a partire dalla raccolta differenziata, ereditata oggi al 12%. E' di uno spirito positivo che ha bisogno la città, sempre piegata da nodi che nessuno sembra in grado di sciogliere. Gli Aquilani non ne possono più di piccoli interessi e di vedute ristrette, di un clima degli uni contro gli altri armati, sempre e comunque, costi quel che costi, anche quando di mezzo c'è il benessere collettivo».

13/02/2008 10.45

TERAMO: ANCORA PER UN ANNO I RIFIUTI DOVRANNO ESSERE PORTATI ALTROVE

Una serie di scelte, assunte in maniera condivisa. Dalla prima riunione della cabina di regia Provincia-Sindaci-Consorzi, esce un piano di azione con delle importanti novità e alcune conferme.
«Un clima costruttivo che ci conforta rispetto al ruolo positivo che la cabina di regia potrà svolgere da qui alla costituzione dell'Ato provinciale» ha dichiarato il Presidente.
Ancora per un anno i rifiuti teramani dovranno essere portati altrove, tanto il tempo che serve per riaprire quegli impianti sui quali c'è già stata una ricognizione di Provincia e Regione e che alla luce dei sopralluoghi compiuti in questi giorni risultano utilizzabili: Atri, Tortoreto e Grasciano di Notaresco.
Sulla base della ricognizione compiuta dalla Regione, nel caso di Atri entro tre mese sarebbero utilizzabili 21 mila metri e nell'arco di 6 mesi altri 90 mila metri cubi; per Tortoreto si andrà avanti con il piano di adeguamento (che deve essere sottoposto a tutte le procedure amministrative) che prevede un ampliamento per circa 250 mila metri cubi; a Grasciano si dovrebbe modificare il progetto di ampliamento, riducendolo da 90 mila a 70 mila metri cubi, in maniera da non incorrere nel vincolo del Pai.
Queste le cose da fare subito per la cabina di regia composta dal sindaco del capoluogo, Gianni Chiodi; da quello di Pineto, Luciano Monticelli; dal primo cittadino di Roseto, Franco Di Bonaventura; dal commissario pro-tempore del Consorzio Piomba – Fino, Guerino Cilli, dal presidente dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata, Emiliano di Matteo, dall'assessore provinciale all'ambiente, Antonio Assogna. La riunione è stata coordinata dal presidente della Provincia e coadiuvata dai tecnici dell'ente e della Regione.
«Occorre recuperare almeno 200 mila metri cubi per due anni – si è detto – in attesa dei nuovi impianti».

FUORI GIOCO NOTARESCO

Fuori gioco, per ora la discarica di Irgine di Notaresco.
Come ha annunciato il dirigente regionale, Franco Gerardini, presente all'incontro, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Notaresco contro il provvedimento regionale di autorizzazione mentre per Corazzano di Isola del Gran Sasso, ricandente in zona Sic (vincolo ambientale) a fine mesi si procederà ad una valutazione di incidenza ambientale.
«E' stata serenamente valutata anche la questione della discarica La Torre del Comune di Teramo – afferma il presidente D'Agostino – e tutti abbiamo convenuto che non essendoci pregiudiziali politiche possiamo rimetterci alla Regione per una valutazione tecnica e amministrativa circa la possibilità che venga rivisto il vincolo posto dal Pai. Una valutazione alla quale tutti ci atterremo».
«Condivisione sulle scelte ma preoccupazione sui tempi» è stata espressa dal sindaco Chiodi.
«Vi potrebbero essere maggiori certezze se vi fosse una condivisione sostanziale e non solo formale sull'ampliamento di La Torre, un sito che può dare risposte alla maggior parte delle esigenze del territorio provinciale. Molto soddisfatto per il definitivo abbandono dell'ipotesi Colle Addina, un sito particolarmente problematico, soprattutto se paragonato a quello di La Torre».
Da domani, intanto, la Provincia, dovrà attivarsi per proporre a Chieti e a Pescara di sottoscrivere appositi Accordi di programma che consentano di continuare a trasferire nelle altre due Province i rifiuti teramani, almeno per i prossimi mesi.
Questa, in sintesi, le prime due fasi del piano operativo individuato nella riunione di ieri pomeriggio.
La Cabina di regia, poi, in vista anche della costituzione dell'Ato provinciale, ha concordato di iniziare a valutare, in maniera condivisa, la scelta di siti per le nuove discariche.
«Escludendo Fonte Baio a Bellante e Colle Addina a Teramo, dove ci sono già stati pronunciamenti negativi, studieremo insieme altre soluzioni ripartendo dallo studio già realizzato dalla Provincia». La cabina di regia, infine, chiederà alla Regione di sostenere finanziariamente i progetti di raccolta differenziata «perché solo diminuendo il volume dei rifiuti da conferire in discarica si potrà continuare a mantenere un equilibrio accettabile fra il servizio di smaltimento e i suoi costi».


12/02/2008 8.30