Uil Penitenziari Abruzzo: «è emergenza per i nostri agenti»

Alessandro Biancardi

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L'ALLARME. Ancora una volta il corpo di Polizia penitenziaria piange l'ennesimo collega suicida. Dalla preoccupazione si è passati alla vera e propria emergenza.
Dopo i poliziotti penitenziari colpiti dalla stessa tragica sorte nelle scorse settimane, ieri si è registrato un ennesimo caso di suicidio a Ferrara che ha visto coinvolto un ispettore superiore di Polizia Penitenziaria di 47 anni, trovato impiccato nella sua abitazione.
«Da quello che è dato sapere», racconta Mauro Nardella, vice segretario regionale Uil Abruzzo, «l'ispettore era persona mite e gentile e mai avrebbe fatto pensare ad un gesto così estremo».
Quello che la Uil penitenziari lancia è un autentico grido di allarme e che si somma a quelli fatti non più di qualche settimana fa.
«Gli appelli lanciati in quella occasione sono andati deserti», continua Nardella, «e l'unica speranza che si ha è di trovar giustificazione nel disastroso clima politico che negli ultimi tempi ha riguardato l'intero scenario Italiano».
La Uil Penitenziari nei prossimi giorni invierà un documento sul tema del Burn Out del poliziotto penitenziario al presidente Napolitano.
«La scelta nasce dal fatto», spiega Nardella, «che per la Uil il suicidio di un poliziotto penitenziario proprio per la peculiarità del lavoro che svolge ed allo stress al quale lo vede sottoposto non può che essere catalogata come morte bianca. Non possiamo aspettare altro tempo. La realtà potrebbe non migliorare nel prossimo futuro giacchè non esiste uno studio approfondito sul tema».
La Uil Abruzzo ha già preso contatti con alcuni esponenti dell'Università degli studi D'Annunzio con i quali nei prossimi giorni discuterà di un progetto che potrebbe avere come oggetto appunto il disagio psichico del poliziotto penitenziario.


02/02/2008 9.56