Le aree protette al verde, i lavoratori pure:in arrivo tagli e crisi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sindaci, associazioni, direttori e cooperative insieme per evitare il tracollo del sistema regionale di aree protette. Appello a Del Turco, Caramanico e D’Amico: subito un incontro per salvare i gioielli naturalistici abruzzesi. E l’assessore Caramanico si impegna per trovare i fondi.


ABRUZZO. Sindaci, associazioni, direttori e cooperative insieme per evitare il tracollo del sistema regionale di aree protette. Appello a Del Turco, Caramanico e D'Amico: subito un incontro per salvare i gioielli naturalistici abruzzesi. E l'assessore Caramanico si impegna per trovare i fondi.Ieri alcuni sindaci in rappresentanza dei 30 Comuni gestori delle riserve naturali regionali, i direttori delle Riserve Naturali Regionali, le cooperative di gestione, insieme alle associazioni WWF, Legambiente ed Ambiente è/e Vita, hanno lanciato l'allarme sulla crisi in atto nelle riserve naturali regionali.
Il Bilancio Regionale 2008 appena approvato ha tagliato del 40% gli stanziamenti per le spese correnti considerando le Riserve Regionali e del 50% le risorse destinate agli investimenti nelle aree protette.
L'entità della diminuzione delle spese ordinarie, con cui si pagano gli stipendi degli operatori delle cooperative impegnate nella difesa della natura, dei ricercatori e dei direttori, comporterebbe nei fatti la paralisi dell'intero settore. Non potendo tagliare alcune spese fisse (luce, riscaldamento, assicurazioni, affitti ecc.), sarà ancora più dirompente –hanno spiegato i gestori delle aree protette- l'effetto dei tagli sulle spese destinate al personale adibito ai servizi tipici delle aree protette, volti ad assicurare il raggiungimento delle finalità istitutive delle stesse (sorveglianza, antincendio, educazione ambientale, cura e i monitoraggio di piante ed animali, ingegneria naturalistica) e quelli all'avanguardia nel settore dell'energia rinnovabile e della valorizzazione delle risorse culturali e della promozione turistica.

«CRISI IRREVERSIBILE DIETRO L'ANGOLO»

I tagli di quest'anno, secondo la Rete delle Riserve, determineranno una crisi irreversibile perché vengono dopo anni di gestione farraginosa a causa delle continue variazioni nelle assegnazioni dei fondi e, soprattutto, a causa del ritardo con cui queste risorse vengono assegnate ai comuni.
Per mesi non vi è alcuna certezza negli stanziamenti e comuni e cooperative sono costretti, nei fatti, ad assumersi oneri incredibili anticipando quasi “al buio” somme spesso ingenti per comuni spesso piccoli.
Questi ritardi hanno determinato in alcune riserve i primi licenziamenti. Persone da anni impegnate nelle difesa del patrimonio naturale di tutti sono state messe alla porta e difficilmente potranno riconquistare il posto di lavoro.
Altre riserve saranno costrette a tagliare il proprio personale, con decine di persone che perderanno il proprio lavoro.
«Paradossalmente nella nostra regione il Consiglio Regionale»,hanno spiegato i sindaci, «continua ad istituire nuove aree protette (si è passati da 17 a 25 nel giro di quattro anni) e nel contempo taglia i fondi, indebolendo e rendendo vane le politiche di conservazione e sviluppo che negli anni hanno fatto l'immagine della Regione Abruzzo. E' la fine del sogno di garantire un futuro sostenibile a molte aree di pregio del territorio abruzzese?»

CARAMANICO:« MI IMPEGNO»

I tagli finanziari nei confronti delle riserve naturali «sono stati dettati da esigenze improcrastinabili legate all'approvazione della Finanziaria».
E' la replica dell'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, agli ambientalisti, che aggiunge: «da parte nostra c'è sempre stato, e continua ad esserci, l'impegno a rimpinguare nel corso dell'anno i capitoli destinati alle riserve utilizzando altri capitoli di finanziamento».
Per L'Assessore «grazie ai nostri sforzi, le riserve hanno potuto usufruire dei fondi di due delibere Cipe, la 35 e la 19, che rispettivamente hanno assegnato cinque milioni e 338 mila euro e un milione e 800 mila euro, destinati ai piani di investimento». Sul fronte delle preoccupazioni per il personale che lavora nelle cooperative che gestiscono le aree protette, le «ipotesi sono premature - ha chiarito Caramanico - visto che questi argomenti sono ancora oggetto di discussioni e di approfondimenti».
In merito poi all'istituzione di nuove riserve, definita «paradossale» dal segretario regionale del WWF, Augusto De Santis, l'assessore Caramanico precisa che «l'istituzione di nuove riserve corrisponde all'esigenza di utilizzare e valorizzare aree di valenza ambientale, meritevoli di essere riconosciute e valorizzate per questi aspetti. Non possono né devono essere mezzo e strumento di discussioni meramente economiche».

01/02/2008 9.17