Ospedali d’Abruzzo bocciati: carenze strutturali e scarafaggi

Alessandro Biancardi

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Ospedali d’Abruzzo bocciati: carenze strutturali e scarafaggi
PESCARA. Gli ospedali d'Abruzzo bocciati dai Nas. Una tendenza in piena linea con la situazione italiana, ma resta il rammarico di non veder nessuno dei 22 presidi della regione passare indenni al controllo ispettivo. Ognuno ha dei nei ed ogni responsabile amministrativo di vertice dovrà risponderne. LA SPESA FARMACEUTICA DIMINUISCE DEL 9,7%
A disegnare la mappa della «malasanità» regione per regione è il dossier dei carabinieri del Nas al termine dell'indagine ordinata agli inizi dello scorso anno dal ministro della Salute Livia Turco.
La Turco chiese di fare una ispezione approfondita dopo l'inchiesta- denuncia dell'Espresso del giornalista Fabrizio Gatti sull'Umberto I di Roma a gennaio dello scorso anno.
Quello che emerge oggi dai risultati abruzzesi è una situazione strutturalmente carente.
A 22 presidi su 22 viene contestata la «mancanza di requisiti minimi dei locali in vari reparti» e per questo motivo sono state denunciate all'autorità amministrativa 22 persone.
Quei requisiti che rientrano nei parametri stabiliti dalle Legge Regionale Abruzzo N.62 del 29/07/1998.
Tra questi vi sono la razionalizzazione della rete ospedaliera, l'integrazione dei servizi territoriali con i programmi di cura per i malati in fase terminale, l'innovazione e il potenziamento della dotazione tecnologica esistente, (con particolare riferimento alla radioterapia), la sistemazione di spazi per l'esercizio della libera professione, l' adeguamento delle strutture e delle tecnologie alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

A PESCARA FARMACI SCADUTI

La situazione è apparsa più grave all'ospedale civile di Pescara dove oltre alla carenza strutturale è stata accertata la presenza di farmaci scaduti.
Per questo sono state segnalate 2 persone all'autorità giudiziaria.
In tutto sono state sequestrate 31 confezioni di farmaci che avevano superato la data di scadenza e che quindi non si sarebbero dovuti trovare più all'interno dell'ospedale.
Il valore approssimativo delle merce è di circa 400 euro.

OSPEDALE PER OSPEDALE. MANCANZA DI REQUISITI MINIMI DEI LOCALI IN VARI REPARTI

Presidio ospedaliero Guardiagrele, (1 persona segnalata all'autorià
amministrativa), Ospedale civile "San Pio di Pietralcina", Vasto, (1) "San Massimo" di Penne (1) "San Liberatore" di Atri (1) Presidio ospedaliero con divisione cardiologia e sala operatoria "San Camillo", Chieti (1) Castel Di Sangro (1) "Umberto I" di Tagliacozzo (1) Ospedale di Pescina (1) "G. Consalvi" di Casoli (1) Ospedale di Atessa (1) Presidio Gissi (1) "Sant'Omero" Teramo (1) Presidio di Avezzano (1) "Ss Annunziata" di Chieti (1) "Ss Annunziata" di Sulmona (1) "Maria Ss dello Splendore" di Giulianova (1) "San Salvatore" dell'Aquila (1) "Mazzini" di Teramo (1) "Renzetti" Lanciano (1) "Bernabeo" Ortona (1) Civile Ss trinità popoli (1)

IL RACCONTO. «LA MIA DEGENZA TRA GLI SCARAFAGGI»

E proprio oggi la signora Clara Brunozzi racconta a PrimaDaNoi.it la sua disavventura all'ospedale civile di Pescara.
La signora ricoverata fino a qualche giorno fa nel reparto ginecologia-ostetricia ha avuto uno spiacevole incontro.
«Sabato sera stavo per entrare nel bagno, quando aprendo la porta mi sono trovata davanti tre scarafaggi. Non credevo ai miei occhi», racconta, «ho chiamato subito l'infermiera che li ha uccisi e portati via».
Nessuna disinfestazione è stata fatta, assicura la malcapitata, «ma subito l'infermiera si è affrettata a dirmi che scarafaggi non ce ne sono mai stati in questo reparto… insomma, mi è sembrato un po' strano che si siano arrampicati su per cinque piani. Magari se qualcuno si fosse preoccupato di controllare meglio magari ne avrebbero trovati anche degli altri».
«Una cosa del genere non me la sarei proprio aspettata», ha raccontato ancora la signora Clara.
«Già il bagno dovevo condividerlo con altre cinque persone, e visto la "delicatezza" del nostro reparto mi è sembrato assurdo, ma ritrovarci anche gli animali è stato sconvolgente. Tanto che avevo deciso di tornarmene a casa, ma poi ho desistito dal momento che dovevo sottopormi ad un intervento chirurgico».
La signora ha scritto anche una lettera all'ufficio relazioni dell'Asl, al Comune, alla Provincia e alla Regione, ai vari assessorati competenti ma non ha ancora ricevuto risposte.
«Quel reparto è fatiscente da troppi anni, io ho partorito lì 3 anni fa e la situazione è rimasta la stessa. Non ci sono spazi adeguati nemmeno per il personale e non so come facciano a lavorare. Ma i medici e gli infermieri si lamentano sotto voce…loro lì devono pur continuare ad andare tutte le mattine»

31/01/2008 12.24

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LA SPESA FARMACEUTICA DIMINUISCE DEL 9,7%

Nel 2007 si è attestata al 12,2% del Fondo sanitario regionale (FSR) la spesa farmaceutica convenzionata della regione Abruzzo.
Un dato inferiore al tetto ministeriale del 13% che, oltretutto, fa registrare un decremento del 7,9% rispetto al 2006.
La differenza in termini di livello di contenimento della spesa netta è di quasi 23 milioni di euro.
Per la precisione, 22 milioni 747 mila 138 euro.
A questa cifra vanno, però aggiunti 5 milioni e 330 mila euro di "pay back" versato dalle case farmaceutiche alla Regione Abruzzo in alternativa alla possibilità per le stesse di praticare sui farmaci uno sconto del 5%, così come ha previsto la Finanziaria 2007.
Per cui, alla luce di ciò, il livello di contenimento effettivo è arrivato a ben 28 milioni di euro, il 9.7 per cento, con una spesa reale pari a 260 milioni 479 mila euro.
Sono i dati salienti relativi alla spesa farmaceutica dell'anno appena trascorso che pur confermando l'Abruzzo al settimo posto tra le regioni con la maggiore spesa netta pro capite, nel periodo gennaio-settembre 2007, la vede in quinta posizione in termini di decremento di spesa che ha fatto segnare un -11,5% passando da 166,48 euro a 147,37 euro pro capite.

MAZZOCCA:«DUE ANNI DI LAVORO: ECCO I FRUTTI»

A presentare il quadro generale è stato, questa mattina, a Pescara, l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, affiancato da Stefania Melena, responsabile del servizio farmaceutico.
«Rispetto alla quota fissata nell'ambito del Fondo sanitario regionale per l'Abruzzo, abbiamo avuto un risparmio di quasi 17 milioni di euro - ha esordito Mazzocca - frutto di una politica del farmaco che ci ha portato ad avviare una serie di azioni da due anni a questa parte. In particolare, - ha sottolineato l'assessore - mi riferisco all'incentivazione all'aumento della distribuzione diretta dei farmaci nei presidi ospedalieri pubblici, all'incremento del consumo dei farmaci generici, il rispetto del criterio dell'appropriatezza prescrittiva. Insomma, risultati tutt'altro che casuali che stanno alla base di un lavoro estremamente duro - ha aggiunto - che, peraltro, ci ha visto attaccati in più circostanze dai ricorsi di multinazionali del farmaco con richieste di annullamento di atti e di risarcimento danni».
Intanto, nel caso dovessero essere rispettate le previsioni di recupero degli sforamenti di spesa degli anni precedenti nei prossimi mesi di aprile e maggio, l'assessore Mazzocca ha confermato la volontà di revocare «quell'odioso balzello rappresentato dal ticket di 50 centesimi benchè un quarto dei cittadini abruzzesi ne siano totalmente esenti per reddito o patologia».

31/01/2008 14.55