La politica dei rifiuti: solidarietà, allarmismi e «sistemi malati»

Alessandro Biancardi

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2021

La politica dei rifiuti: solidarietà, allarmismi e «sistemi malati»
ABRUZZO. «Gli impegni presi con Prodi e De Gennaro sono e rimangono inderogabilmente limitati a quattro mesi e alle 15 mila tonnellate di rifiuti». Recita così un odg approvato a maggioranza dal Consiglio regionale straordinario riunito ieri a Pescara sul tema dei rifiuti campani. CORROPOLI, 45 MILA METRI QUADRATI DI RIFIUTI ABUSIVI
Nell'odg si garantiscono «tutti i controlli tecnici necessari a tutela della salute delle popolazioni locali e della sicurezza dei lavoratori addetti alla gestione dell'impianto».
Soddisfatto il governatore Del Turco che ha assicurato: «l'Abruzzo esce bene da questa vicenda. Ci sono ragioni morali, politiche e culturali che ci imponevano la scelta».
L'assessore all'Ambiente Franco Caramanico ha ribadito infatti le motivazioni che hanno spinto la Regione ad accettare di offrirsi in aiuto della Campania: «noi non viviamo una situazione di tranquillità», ha detto facendo una analisi lucida, «ma quando c'è di mezzo l'immagine del nostro paese siamo obbligati ad offrire la nostra solidarietà».
Ed è stato un po' come sentir parlare Del Turco.
Caramanico ha inoltre chiarito che la quantità in arrivo non è poi così esosa come sembra, soprattutto se confrontata con i quantitativi in arrivo nelle altre regioni italiane: «15 mila tonnellate da conferire in quattro mesi nella nostra Regione dalla Campania, equivalgono al quantitativo prodotto dall'utenza abruzzese in una settimana. Qualcosina in più che nessuno avrebbe accettato se non fosse esplosa in tutta la sua urgenza la vicenda campana».
Caramanico, pur apprezzando lo sforzo solidaristico compiuto dalla Regione, non ha sottaciuto una «carenza infrastrutturale per il trattamento dei rifiuti ed una carenza gestionale».
La questione, secondo l'assessore, ha «padri antichi ed una totale assenza di pianificazione».
Per il futuro, «il Piano regionale approvato è virtuoso ed in quanto tale consentirà di affrontare le problematiche nel migliore dei modi».

«SUI TERMOVALORIZZATORI DECIDEREMO PRESTO»

«Non dite che vado a cena con Prodi per uno scambio sulla monnezza. Mi dispiace che si possa pensare a una politica fatta così», ha detto ancora Del Turco.
E ancora, sul tema della termovalorizzazione «decideremo prima di quanto si possa credere».
Per il presidente, la vicenda campana ha avuto almeno il pregio di aver prodotto «uno shock che ha fatto fare un scatto in avanti al dibattito politico».
Il presidente, rispondendo alle sollecitazioni dei consiglieri di opposizione, ha spiegato di aver avuto «tre ragioni morali e politiche» per dare la disponibilità dell'Abruzzo a Palazzo Chigi. La prima sta nella natura «cattolico-democratica del nostro Paese», la seconda ragione sta in un «patriottismo che nasce dall'idea che il mondo si è fatto di noi guardando dal pertugio campano», e infine – ha spiegato - la «vittoria dello Stato è un tema che riguarda destra e sinistra».
Il presidente ha, infine, replicato alle accuse di chi lo avrebbe visto decidere «senza ascoltare i sindaci».
«Non è vero - ha ribadito con forza - ho avuto con il sindaco Paolini il più bel colloquio mai avuto con un sindaco abruzzese, ma poi é successo quello che è successo».

A CERRATINA? «TUTTO SOTTO CONTROLLO»

Il Consorzio comprensoriale smaltimento rifiuti di Lanciano è impegnato a salvaguardare l'impatto ambientale a seguito dell' arrivo dei rifiuti dalla Campania.
A tal proposito sono stati messi in atto «severi controlli di sicurezza sul pattume in ingresso alla discarica consortile di Cerratina».
«L'alta sorveglianza giornaliera è effettuata dall' ing. Sandro Fantini, mentre le analisi chimiche di laboratorio vengono effettuate dalla società Biochem» dice il presidente ing. Riccardo La Morgia.
«Sin dai primi arrivi dei rifiuti campani, il Consorzio si è reso particolarmente attento alle preoccupazioni espresse da cittadini del comprensorio, rendendo subito operativo un protocollo di verifica in merito alla sicurezza ambientale dei rifiuti provenienti dal napoletano mediante controlli quotidiani, sia sulla qualità del rifiuti da smaltire, sia dell'esame chimico degli stessi. Controlli - aggiunge la Morgia - che vengono effettuati ad orari prestabiliti, d' intesa con altri enti supervisori, come la Polizia Provinciale, al fine di poter svolgere controlli ed esami sotto l' alta sorveglianza dell' ing. Fantini. Ed è proprio in base a tali controlli che per primi abbiamo scoperto alcune irregolarità, segnalando immediatamente alle autorità competenti verbali sulla presenza di rifiuti non idonei al codice dei rifiuti urbani( ad esempio gomme per auto), e rilevate inefficienze sugli autocarri di trasporto per la perdita di percolato, non essendo tali mezzi a tenuta stagna. Questioni denunciate, con prescrizioni a non fare più ingresso in discarica se non dopo revisione e certificazione di conformità. Sull' aspetto sicurezza dei rifiuti in arrivo dalla Campania il Consorzio Rifiuti - aggiunge La Mogia - ha mostrato particolare sensibilità al fine di poter tranquillizzare l' opinione pubblica».

500MILA EURO DI INCENTIVI

Nel frattempo la Regione Abruzzo ha ufficializzato l'assegnazione di circa mezzo milione di euro per il progetto di incentivi a favore dei comuni, singoli o associati, per la diffusione della raccolta differenziata domiciliare ed il riciclaggio dei rifiuti.
«La questione», ha spiegato stamane La Morgia, «era inerente al falso problema della perdita di finanziamenti da parte di otto comuni ed enti consortili, tra cui il Consorzio rifiuti di Lanciano, denunciato nel luglio 2007 dai Verdi provinciali. Come ebbi modo di affermare all'epoca», rimarca La Morgia, «non c'è stata alcuna perdita di finanziamenti, ma solo un passaggio tecnico che ha permesso la rimodulazione dei progetti mantenendo fermi i finanziamenti; che allora non furono possibili per l' indisponibilità di alcuni comuni a mettere a disposizione terreni per realizzare Piattaforme ecologiche per la differenziata. La Regione ci ha nuovamente assegnato 454 mila euro, pari al 60 per cento del progetto da 756 mila € da noi redatto che ci vede impegnati nello sviluppo dei servizi di raccolta differenziata. Il Consorzio provvederà ora ad acquistare mezzi appositamente equipaggiati per la raccolta differenziata itinerante a favore dei piccoli comuni, specie quelli montani. Un ulteriore aiuto sarà dato con l' acquisto di attrezzature varie, tra cui cassoni, cassonetti e buste per poter effettuare tale raccolta».

A TERAMO: «MA QUALE EMERGENZA, QUESTA SI CHIAMA FALLIMENTO»

Nella provincia di Teramo la questione rifiuti è sempre all'ordine del giorno. E dopo le polemiche sulla discarica La Torre, oggi l'associazione “Impronte” attacca gli attuali vertici amministrativi locali.

«Piuttosto che di "emergenza", come D'Agostino, Chiodi e Ruffini si affannano a chiamarla», sostiene Enrico gagliano, «sarebbe più corretto parlare di “risultato fallimentare” dell'azione di Sindaci, Presidenti della Provincia ed Assessori che negli ultimi dieci anni hanno scelto la via dell'irresponsabilità e delle scelte basate sul quieto vivere. Pochi hanno avuto il coraggio di dire che il nostro sistema stava divorando risorse e che stava producendo troppi rifiuti; pochi “pazzi” hanno investito seriamente sulla raccolta differenziata subito dopo l'approvazione del Decreto Ronchi che risale all'ormai lontano 1997; quasi nessuno ha avuto il coraggio di mettere da parte false pregiudiziali “rosse”, “nere”, “bianche” o “verdi” e di aprire un confronto serio sui termovalorizzatori, che ci avrebbe portato comunque a fare una scelta, in un senso o nell'altro.
Come nel resto del Paese, in tema di rifiuti anche in Provincia di Teramo imperversa il relativismo assoluto (mi scuso per l'ossimoro). Notate bene: a novembre la “portavoce” del Cirsu, Lunella Cerquoni, verosimilmente consigliata dall'inossidabile Presidente Nardinocchi, invita Teramo, alle prese con il caso La Torre, a portare i rifiuti alla discarica di Grasciano (ma non era saturo il sito di Grasciano?).
Trascorrono appena 2 mesi e, sull'onda lunga del disastro della Campania, da Teramo e da Giulianova si leva un grido di dolore: "Nel giro di 6/8 mesi avremo le discariche piene e faremo la fine di Napoli!", fu detto e fu scritto a caratteri cubitali. Infine l'epilogo da tragedia greca: Claudio Ruffini –autentico deus ex machina- sbroglia la situazione con il famoso “Modifichiamo il PAI!”, in modo da poter ampliare le discariche del Cirsu a Notaresco e La Torre a Teramo, entrambe già al centro delle attenzioni della magistratura e di ben 2 interrogazioni al Senato che attendono ancora risposta».
Pertanto, la vera “emergenza” di cui tutti dovrebbero occuparsi, secondo l'associazione culturale, sarebbe «quella di un “sistema” malato, sistema di cui sono parte integrante Consorzi, Comuni, Provincia, Società Miste, Soci Privati, Consigli di Amministrazione, Assemblee di Soci, Sindaci ed Assessori; di un "sistema" che non è stato in grado di affrontare per tempo le situazioni, che ci lascia in eredità decine di milioni di euro di debito e che è pronto ad una nuova trasformazione di facciata dal nome ATO UNICO. Questo spiega anche perchè tra i contendenti di ieri (TeAm e Cirsu) è scoppiata la pace. In questa fase di transizione la guerra non conviene a nessuno».

30/01/2008 9.11

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CORROPOLI, 45 MILA METRI QUADRATI DI RIFIUTI ABUSIVI


CORROPOLI (TE). Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Teramo, militari della Guardia di Finanza di Nereto hanno proceduto al sequestro di un'area di 45.000 mq destinata a discarica abusiva, nel comune di Corropoli. I terreni erano nella proprietà di una nota società operante nel settore immobiliare.
Una volta entrati all'interno dell'area, le Fiamme Gialle si sono trovate di fronte ad una moltitudine di cumuli di materiale catalogabili come "rifiuti speciali": materiale derivante da demolizione di edifici, cumuli di asfalto, lastroni di cemento armato, detriti, nonchè tondini di ferro, tubi in plastica e quanto utilizzato di solito nel settore edile.
I primi accertamenti, svolti in collaborazione con i tecnici dell'Arta di Teramo, hanno permesso inoltre di appurare la presenza di una grande quantità di rifiuti nascosti sotto terra.
Sono stati effettuati rilievi fotografici per «cristallizzare» lo stato dell'area; ulteriori accertamenti sono stati indirizzati all'identificazione dei mezzi pesanti utilizzati per le operazioni di scarico.
L'attività di controllo è stata estesa inoltre alla verifica del rispetto dei vincoli paesaggistici, della normativa edilizia, e del "piano difesa alluvioni", anche alla luce degli ultimi accadimenti in tema di esondazione di corsi d'acqua. L'area è difatti prospiciente il torrente Vibrata.
Il gestore del sito non autorizzato è stato segnalato all'Autorità Giudiziaria per violazione al decreto legislativo 152/2006 (testo unico ambientale).
Negli ultimi anni numerosi sono stati i sequestri compiuti dalle Fiamme Gialle nel teramano: tra tutti quello nei comuni di Colonnella, novembre 2003 (12.000 mq), Civitella del Tronto, dicembre 2004 (4.000
mq) e Corropoli, gennaio 2006 (6.300 mq), nonché gli interventi effettuati nei confronti del depuratore di Corropoli e Teramo e di un irregolare bacino di raccolta di liquami animali gestito da una azienda sita nel Comune di Civitella del Tronto.

30/01/2008 9.57