I problemi più grossi per l'Abruzzo nelle mani di Letta e Matteoli

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Emergenza ricostruzione, le dimissioni di Cialente, l'alluvione teramana, il pedaggio della asse attrezzato Pescara-Chieti, la vertenza dei dipendenti AirOne Technic: Chiodi si affida all'intervento dei piani alti della politica nazionale.

E' stata una giornata importante quella di ieri per l'Abruzzo. In regione sono arrivati due esponenti del governo Berlusconi che hanno affrontato i problemi più delicati di questo momento. Probabilmente il legame tra governo regionale e governo centrale non era così forte da molto tempo. Dopo il terremoto aquilano, ma anche a seguito dell'elezione di un presidente dello stesso colore politico del governo centrale, le questioni locali sono spesso affrontate direttamente dai 'piani alti'.  Una situazione emersa anche qualche settimana dal secondo rapporto 'Camere Aperte' dell'associazione openpolis.it che certificava appunto il potere dell'Abruzzo in Parlamento, cresciuto esponenzialmente dopo il terremoto. E così la politica nazionale si interessa ai problemi della regione, i politici vengono sul territorio e si spendono per risolverli. Se poi ci riescono è un'altra storia.

Sicuramente molto intensa è stata la giornata di ieri del sottosegretario Gianni Letta che dal 6 aprile del 2009, giorno del sisma che ha travolto la provincia aquilana, è tornato più volte nel capoluogo per seguire la ricostruzione.  Da mesi il premier Silvio Berlusconi, invece, non si fa vedere (a dispetto della ventina di sopralluoghi fatti nel primo anno post apocalisse) ma il suo fido uomo ombra non ha abbandonato la regione, tra l'altro sua terra di origine.

E così ieri Letta è arrivato a L'Aquila per parlare di terremoto ma anche per incontrare il sindaco dimissionario Massimo Cialente che ha altri 3 giorni di tempo per poter tornare sui propri passi.

Eppure l'incontro non sarebbe andato come sperato dal primo cittadino perchè il "caso" delle dimissioni è stato affrontato dai due in un breve scambio di opinioni.

«Ci siamo visti un attimino - ha detto Cialente - ci vedremo meglio sabato. Ho posto con lui una serie di problemi. Ho detto che noi ci sentiamo molto commissariati, in questo momento non abbiamo la possibilità di affrontare alcune decisioni, è una situazione che non vede neppure chiarezza tra gli stessi cittadini. Credo sia arrivato il momento di capire quali sono i diversi ruoli».

Poco prima era toccato sempre a Letta sedare un accenno di polemica tra il presidente della Regione Abruzzo e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il sindaco.

Motivo dello scontro sarebbe stato il problema del piano di riqualificazione del centro storico dell'Aquila, non ancora presentato dal Comune alla Struttura tecnica di missione, che in questo senso agisce in nome e per conto del commissario.

Letta ha ricordato ai due, chiudendo sul nascere ogni tensione, che il tavolo non si occupa di questioni politiche, ma sono in ballo figure istituzionali che devono provvedere alla ricostruzione.

Poi il sottosegretario è andato a Teramo per intervenire all'inaugurazione del Lotto Zero. In quella occasione ha parlato anche dell'alluvione teramana confermando che sarà il presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, il commissario straordinario, così come auspicato da Chiodi nei giorni scorsi.

«Il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza affidando al prefetto Gabrielli (Protezione Civile Nazionale) le risorse necessarie», ha assicurato Letta. Tutti soggetti che hanno avuto ed hanno un ruolo importante in Abruzzo e tutti comunque a pieno titolo nell’area Pdl vicina al premier Berlusconi.

E approfittando della presenza del sottosegretario il governatore lo ha informato anche della vertenza dei dipendenti della AirOne Technic, l'azienda di Pescara del gruppo Cai-Alitalia che si occupa della manutenzione degli aeromobili e che rischia di chiudere l'attività nello scalo abruzzese dal primo aprile prossimo.

«Sulla questione ho raccolto le sollecitazioni dei presidenti delle Province di Chieti e Pescara – ha riferito il presidente -, ho già contattato i vertici di Alitalia e ho informato il sottosegretario Gianni Letta per individuare, in tempi brevi, un piano per uscire dall'impasse e verificare, concretamente, quali progetti imprenditoriali siano possibili, quali i tempi e quali gli strumenti da definire. La vertenza - conclude Chiodi - si preannuncia di non facile soluzione, poiché si tratta di imprese private che rispondono a ben definite logiche industriali e commerciali, ma tenteremo comunque ogni possibilità».

All'inaugurazione del Lotto Zero ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che ha toccato uno dei temi più spinosi degli ultimi mesi: il pedaggio sull'asse attrezzato e ha spiegato: «Dal primo maggio non so se si pagherà un ticket. Però, se vogliamo fare infrastrutture bisogna affidarsi ai pedaggi perchè i soldi non ci sono. Terremo conto dei residenti e di coloro che quotidianamente la utilizzano».

E sul fronte infrastrutture regionali, lo stesso titolare del dicastero ha detto di lavorare a fianco del governatore Chiodi per chiudere una serie di cantieri attesi in Abruzzo: dalla Pedemontana al collegamento ferroviario Pescara -Roma. «Su questa opera il presidente Berlusconi mi sta esortando a lavorare e ad andare avanti».

Problemi seri ed in alcuni casi urgenti. La classe politica regionale spinge affinchè vi possa essere una “eccezione Abruzzo” che possa in qualche modo elevare e privilegiare la regione rispetto al trattamento del resto d’Italia. Vedremo chi la spunterà.

a.l.   25/03/2011 9.37