Inchiesta Ial Cisl: Trerè: «il buco è solo di 16 milioni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il "buco" dello Ial è di "solo" 16 milioni di euro. Lo ha confermato il segretario nazionale dell'Istituto Addestramento Lavoratori-Cisl, Graziano Treré ieri all’Ansa dopo la pubblicazione su PrimaDaNoi.it della notizia di un’inchiesta penale sui conti. A questa cifra, sempre secondo il segretario nazionale, dovrebbero essere in teoria sottratti quattro milioni di crediti vantati presso la Regione Abruzzo. LA NOTIZIA DI IERI 


ABRUZZO. Il "buco" dello Ial è di "solo" 16 milioni di euro. Lo ha confermato il segretario nazionale dell'Istituto Addestramento Lavoratori-Cisl, Graziano Treré ieri all'Ansa dopo la pubblicazione su PrimaDaNoi.it della notizia di un'inchiesta penale sui conti. A questa cifra, sempre secondo il segretario nazionale, dovrebbero essere in teoria sottratti quattro milioni di crediti vantati presso la Regione Abruzzo.

LA NOTIZIA DI IERI 



L'inchiesta di cui PrimaDaNoi.it ha dato ieri la notizia in anteprima viene condotta dal nucleo pescarese della Guardia di Finanza ed è guidata dal pm Andrea Papalia.
Trerè sostiene che le indagini siano iniziate lo scorso anno proprio a causa di una segnalazione alla magistratura da parte della segreteria nazionale del sindacato, preoccupato per le vicende finanziarie della sezione abruzzese.
L'esposto alla procura di Pescara era stato inviato perché «già la Cisl Abruzzo aveva evidenziato uno stato dei conti della Ial regionale davvero preoccupante - ha detto Treré - ma soprattutto incomprensibile».
«I debiti riguardavano somme nei confronti di Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, fornitori. Siccome lo Ial vive di finanziamenti pubblici per i corsi di formazione ai lavoratori, e si era in presenza di un 'buco' strutturale, la scelta della Cisl è stata quella di non lasciare ombre. Se qualcuno ha sbagliato, pagherà», dice riferendosi ai bilanci poco chiari.
«In Abruzzo non è una situazione semplice, anzi siamo preoccupati - ha ripetuto Treré - anche perché pare che dei quattro milioni di crediti regionali non ci sono carte giustificative».
Attualmente la Ial-Abruzzo è commissariata. Il periodo sotto esame va dal 2000 al 2006.
«Se l'ente, che è autonomo, ha ricevuto ancora finanziamenti dalla Regione - ha puntualizzato il segretario nazionale Ial - è perché abbiamo chiesto e ottenuto le rateizzazioni richieste dei debiti nei confronti degli enti creditori».
Ma per ottenere l'accreditamento lo Ial, (come scritto da noi la settimana scorsa qui) deve aver per forza di cose presentato alla Regione documenti che attestino il buono stato di salute dei propri bilanci.
Con questi presupposti non sarà facile uscirne indenne per molti dei protagonisti che a vario titolo e con diverse mansioni hanno gravitato intorno allo Ial dal 2000 al 2007, chissà che non si scopra nella nostra regione un sistema di commistione, magari troppo stretta, tra sindacati e politica.
Peccato che quei finanziamenti pubblici dell'Europa dovevano servire a finanziare corsi di formazione e non altro.

26/01/2008 9.05