Assunzioni in Regione: figli e parenti dentro con la scusa dei precari

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sarà una delle operazioni tra le più "scientifiche" e mediaticamente perfetta. Ci sono i precari che protestano, scendono in piazza, con lo stipendio da fame ed i contratti che descrivono un lavoro che in realtà è ben diverso. E' gente che lavora e merita la stabilità. Ma ci sono precari e precari. Ed i precari "imbucati" non sono pochi.  

ABRUZZO. Sarà una delle operazioni tra le più "scientifiche" e mediaticamente perfetta. Ci sono i precari che protestano, scendono in piazza, con lo stipendio da fame ed i contratti che descrivono un lavoro che in realtà è ben diverso. E' gente che lavora e merita la stabilità. Ma ci sono precari e precari. Ed i precari "imbucati" non sono pochi.


 


Figli, parenti, nipoti, mariti vanno per la maggiore, sono quei dipendenti molto speciali con più di un santo in paradiso e mamma o papà su una poltrona chiave con la possibilità di chiedere un favoruccio all'assessore di turno che per fare "cassa" accontenta tutti.
I voti fanno sempre comodo e poi in tempi di saldi valgono il quadruplo: assumi uno ti vota tutta la famiglia.
Tanto mica paga lui.
Sono circa 300 i precari assunti a progetto o a tempo determinato (fino al 2007), molti più di 20, forse 50, forse di più sono quelli che sono stati assunti a chiamata diretta con fortissimi sospetti di irregolarità.
E guarda caso sono pure quelli che hanno cognomi che viaggiano accoppiati.
Ma non si tratta di omonimia ma di parentela molto, ma molto stretta.

Tutto questo accade mentre l'Italia intera (tranne i partecipanti al
banchetto) è indignata per quanto emerge dall'affaire Mastella che sembra confondere la normale attività politica con qualcosa di più.
Ed imporre nomi e fare clientele violando le leggi probabilmente è qualcosa di più rispetto a quella che i politici navigati chiamano "attività lobbistica".
E non sfugga nemmeno lo scandalo di Montesilvano e le tecniche utilizzate ai tempi dell'ex sindaco Cantagallo, tecniche clientelari emerse durante le indagini della polizia.
E non che Pescara ne sia completamente estranea: parenti, figli precari di padri molto vicini alla casta sono ovunque e sbarcano il lunario come possono.
E poi i sospetti sui concorsi taroccati…
Insomma i sentori ci sono tutti anche da noi, anche da noi la tensione è altissima, il malumore è alle stelle ed in quegli stessi uffici regionali il clima diventa sempre più invivibile.
Intanto, l'effetto principale è che la macchina amministrativa si ingolfa e spolpa sempre più soldi ai cittadini.

PROFESSIONE PARENTE PROFESSIONALE

Ma come si fa ad assumere tanta gente quando le assunzioni sono bloccate per gli enti pubblici?
Nulla è impossibile per quei diavoli di amministratori: hanno imparato tutti, così fan tutti, ovunque, dal più piccolo e insignificante paese fin su nei palazzi delle Regioni e dei Ministeri.
La legge però è chiara: c'è la possibilità di ricorrere a rapporti di collaborazione solo per «prestazioni di elevata professionalità», contraddistinta da una «elevata autonomia» nel loro svolgimento tale da caratterizzarle persino come «prestazioni di lavoro autonomo».
Ma siamo proprio sicuri che tutti questi figli di papà abbiano davvero tutta questa professionalità?
Sta di fatto che le clientele si tramandano di padre in figlio: c'è così l'attuale dirigente che ha fatto una carriera bruciante iniziando proprio da "precario" qualche anno fa chiamato a sua volta da papà dipendente regionale ed oggi fa lo stesso con il figlio, in sequenza: nonno, figlio, nipote.
C'è chi ne ha sistemati uno, chi tutti e due, questi poveri figli senza stipendio fisso...
E così dopo la protesta dei precari dell'Arta di ieri (quelli che protestano è molto probabile che abbiano parentele trascurabili) la Regione trova la forza di firmare una delibera che farà discutere.
L'assessore D'Amico ha dato il via libera al piano di stabilizzazione del personale precario.
Così potrebbero essere sanate tutte le posizioni in essere (compreso chi è stato chiamato direttamente senza concorsi e senza quelle scocciature delle graduatorie).
La delibera prevede la possibilità da parte della Giunta di continuare ad avvalesi del personale precario «in ragione proprio dell'approvazione del piano di stabilizzazione, in linea con quanto indicato nella Finanziaria nazionale».
Il provvedimento di Giunta indica anche la fase esecutiva con l'individuazione del piano di fabbisogno del personale che ora dovrà passare al vaglio della concertazione sindacale.
Una volta approvato il piano di fabbisogno si avvieranno le procedure di mobilità verticale per il personale interno e le procedure di stabilizzazione per quello precario, sia esso a tempo determinato sia co.co.co.
«L'atto approvato - commenta l'assessore D'Amico - è la conferma del rispetto degli impegni che questo governo regionale ha assunto con i rappresentanti dei lavoratori. Da una parte il superamento del precariato del personale della Giunta e dall'altro la valorizzazione delle professionalità interne acquisite in tutti questi anni con la mobilità verticale».

STABILIZZAZIONI FINO AL 2010

Il provvedimento votato dalla Giunta rappresenta per gli enti strumentali della Regione un atto di indirizzo mentre, per le Asl autorizza l'assessore Mazzocca a firmare accordi per dare risposta al personale precario delle aziende sanitarie che garantisce i servizi fondamentali.
Nello specifico, fino al 2010 la Giunta stabilizzerà il personale non dirigenziale assunto a seguito di procedure selettive pubbliche, in servizio a tempo determinato, che abbia maturato alla data del 31 dicembre 2007 e alla data del 31 dicembre 2008 almeno tre anni di servizio.
L'immissione in ruolo avverrà dopo l'approvazione del fabbisogno di personale a seguito di domanda e di una graduatoria formata sulla base della maggiore anzianità di servizio acquisita presso la Giunta.
Per il personale Cococo, esclusi quelli di nomina politica, sono interessati alla stabilizzazione quelli che al 29 settembre 2007 abbiano maturato tre anni di attività lavorativa e quelli che contrattualizzati alla stessa data maturino i tre anni nel successivo triennio 2008/2010.
Eppure l'infornata di collaboratori è continuata pure con l'anno nuovo e sarebbero oltre 350 in totale i precari, poco più del 20% dei lavoratori totali della Regione.
I costi della stabilizzazione saranno altissimi e tra loro ci sono i precari storici e i privilegiati…
E a nulla vale che la Regione abbia già un'altissima percentuale di dipendenti superflui.
Le denunce e gli esposti fioccano in procura e chissà che la magistratura non voglia fare chiarezza e spiegarci una volta per tutte la differenza che passa tra "l'attività di lobby" ed i reati penali connessi alle clientele.

22/01/2008 8.42