Pnalm. Corte dei Conti:«Nessun investimento. Si spende il 76% per il personale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Corte dei Conti ha analizzato i bilanci del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise nella sua attività consueta di controllo confermando in gran parte quanto già rilevato lo scorso anno. Il 31 dicembre 2006 si è conclusa la gestione del Commissario ad acta (nominato dal Ministro dell'Ambiente nel 2003), allo scopo di risanare la grave situazione di dissesto finanziario e gestionale del Parco verificatasi negli anni precedenti.
In questi giorni è stata resa nota la relazione sul risultato del controllo.
Dal documento della Corte dei Conti si evince che il percorso di risanamento e di consolidamento finanziario dell'Ente si è compiuto grazie all'erogazione di contributi straordinari da parte dello Stato (9,5 milioni di euro) e alla stabilizzazione prevista dalla legge del personale precario assunto (77 unità di personale non di ruolo).
«Gli strumenti di disciplina e di programmazione dell'attività dei parchi» (in particolare il Piano per il parco, il Regolamento ed il Piano pluriennale economico-sociale), si legge nella relazione finale, «ancora oggi, a distanza di sedici anni dall'entrata in vigore della legge-quadro, non risultano definitivamente approvati».
«Negli anni oggetto di referto», si chiarisce, «l'assetto istituzionale degli organi dell'Ente non è stato caratterizzato dalle necessarie condizioni di stabilità, certezza e continuità nell'esercizio delle funzioni, in quanto non sono state rispettate le disposizioni legislative per le quali gli organi amministrativi degli enti devono essere ricostituiti entro il termine della loro durata, o al massimo entro il periodo della proroga legale».
«Il rendiconto generale non è stato mai deliberato nel termine prescritto (aprile successivo alla chiusura dell'esercizio) e la relazione del Collegio dei Revisori dei conti, è intervenuta dopo la delibera approvativa dello stesso, tranne che per il 2006».
La principale fonte di finanziamento dell'Ente è costituita dai trasferimenti statali (90%).
«Pressocché inesistente», sottolinea la Corte dei Conti, «se si eccettua un finanziamento della Regione Lazio nel 2006, è stata invece la partecipazione contributiva degli enti territoriali, che pur beneficiano delle attività del parco. Come scarsamente significativa si è rivelata la quota delle entrate da autofinanziamento (vendita di beni, prestazioni di servizi, redditi patrimoniali), oltretutto in sensibile, continuo decremento».
Sul fronte delle uscite, l'incidenza maggiore è esercitata dalla spesa per il personale in attività, che registra negli anni una crescita continua, «attestandosi nell'esercizio 2006 al 76% della spesa corrente e addirittura all'86,6% dell' entrata corrente».
Ne risulta fortemente limitata la possibilità per l'Ente di destinare soldi «alle prestazioni istituzionali o agli investimenti».
Nella relazione finale, inoltre, si sottolinea come «risulta evidente la sproporzione tra le risorse destinate al perseguimento delle finalità istituzionali dell'Ente e quelle assorbite dai costi fissi per il personale e per il funzionamento».
Per quanto riguarda i risultati , «la gestione finanziaria di competenza si chiude con un forte avanzo finanziario nel 2005 (2.242 mila euro circa) e con un disavanzo nel 2006 pari 937.194 mila euro.
La situazione patrimoniale vede un risultato positivo (netto patrimoniale) in continua crescita, tranne che per il 2006, registrando i valori di 6.384 mila euro circa nel 2004, 8.633 mila nel 2005 e 7.116 mila nel 2006. Il conto economico chiude con un saldo attivo di 3.947 euro e di 48 mila euro nei primi due anni in considerazione, mentre registra un disavanzo economico pari a 1.516 mila euro nel 2006, dovuto all'aumento obbligatorio dei fondi di ammortamento».

21/01/2008 9.34