Balneatori in agitazione. L'Adriatico unito contro il caro-canoni

Alessandro Biancardi

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Balneatori in agitazione. L'Adriatico unito contro il caro-canoni
MONTESILVANO. Oltre 300 imprenditori balneari provenienti da Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise si sono radunati questa mattina nel Sea Lion Hotel di Montesilvano, per partecipare alla manifestazione promossa dalla Fiba-Confesercenti del Medio Adriatico contro il caro-canoni.
Una partecipazione decisamente superiore alle aspettative ha riempito la sala conferenze, dove hanno voluto esserci anche i parlamentari Giovanni Legnini e Nicola Crisci e il sindaco di Francavilla al Mare (Ch) Roberto Angelucci , nelle vesti di vicepresidente dell'Anci Abruzzo.
Al microfono è risuonato il grido d'allarme delle imprese balneari delle quattro regioni, che denunciano di dover pagare in molti casi canoni superiori agli stessi fatturati delle aziende, aumenti determinati – come già denunciato da Fiba Confesercenti – dall'adeguamento Istat con valore retroattivo a partire dal 1994 e dalla richiesta di pagamento di un canone commerciale e non più tabellare per le concessioni titolari delle cosiddette pertinenze.
Il risultato è che alle imprese, che nella stragrande maggioranza dei casi sono a conduzione familiare, vengono recapitate cartelle di pagamento che oscillano fra i 25 mila ed i 130 mila euro. Il 70 per cento delle 550 imprese abruzzesi – rivela ad esempio il Centro studi di Confesercenti Abruzzo – rischia di abbassare la saracinesca.
«Qui saremo costretti a chiudere» ha esordito Antonio La Torre, presidente di Fiba Confesercenti Abruzzo, aprendo i lavori della manifestazione, «eppure le piccole e medie imprese balneari hanno rivoluzionato l'economia di interi territori e trasformato il turismo, che da elitario è diventato di massa. A loro si devono occupazione e reddito: ma abbiamo il sospetto che si voglia consegnare il settore nelle mani del grande capitale finanziario, uccidendo la tipicità e insediando villaggi turistici uguali in tutto il mondo. Ma questa strada si è rivelata negativa ovunque e infatti la tendenza odierna è quella di tornare alla tipicità che solo le Pmi possono garantire».
Sul tavolo dei relatori, accanto a La Torre, erano presenti per l'Abruzzo il coordinatore regionale di Fiba Ciro Gorilla e il responsabile di Fiba Teramo Flaminio Lombi, per le Marche il segretario di Confesercenti Paolo Perazzoli, per il Molise il segretario regionale Graziano d'Agostino e per l'Emilia Romagna il segretario di Confesercenti Ravenna Roberto Lucchi.
A concludere i lavori è stato chiamato Claudio Albonetti, imprenditore marchigiano e presidente nazionale di Assoturismo-Confesercenti, la federazione delle associazioni che raccolgono le imprese turistiche. «Determinare un aumento del 1.200 per cento non è un leale» ha scandito, «qui è in gioco il futuro delle piccole e medie imprese: oggi tocca ai balneatori, domani può capitare ad altre categorie».
«Questa è la battaglia di tutte le piccole e medie imprese dell'Adriatico» gli ha fatto eco Enzo Giammarino , segretario di Confesercenti Abruzzo, «perché il rischio è troppo alto. Oggi occorre riportare a casa questo risultato: la tenuta del turismo adriatico dipende anche dalla tenuta della sua imprenditoria diffusa».
A conclusione dei lavori l'assemblea ha approvato all'unanimità un ordine del giorno (che si allega) nel quale viene proclamata una giornata nazionale di protesta, il 12 febbraio, con un'iniziativa a Roma con le imprese di tutto l'Adriatico.

NASCE IL COMITATO

Le imprese balneari di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, riunite a Montesilvano per la manifestazione promossa da Fiba-Confesercenti «Chiusi causa canone», si costituiscono in Comitato del Medio Adriatico, per unire e coordinare le azioni di protesta contro l'aumento dei canoni demaniali marittimi, determinato dall'adeguamento con valore retroattivo a partire dal 1994 e dall'applicazione dei canoni commerciali e non tabellari per le concessioni titolari delle pertinenze.
I dirigenti Fiba delle regioni partecipanti si impegnano ad ampliare il coordinamento anche alle altre regioni dell'Adriatico, in modo da operare un'azione congiunta dell'intero litorale orientale italiano.
Il Comitato del Medio Adriatico chiede la costituzione di un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri così come richiesto dalle Regioni italiane.
Il Comitato del Medio Adriatico si impegna inoltre a promuovere azioni di protesta in tutto il territorio interessato, per far comprendere all'opinione pubblica la gravità dell'attacco sferrato alle piccole e medie imprese balneari, che hanno costruito il turismo italiano rendendolo accessibile a tutti e imprimendo una svolta all'economia di intere regioni. Il Comitato conferma la richiesta rivolta a governo e parlamento di rivedere le norme contestate che rischiano di mettere fuori mercato oltre il 70 per cento delle Pmi balneari.
Il Comitato si impegna a promuovere azioni di confronto con il governo nazionale ed il parlamento indicando in martedì 12 febbraio la Giornata di protesta nazionale con iniziative a Roma.

19/01/2008 10.03