Opere Pubbliche. Api Edil:«subito una legge regionale "sblocca cantieri"»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Opere pubbliche ferme causa burocrazia. Lungaggini che costano molto in termini di ricadute negative su tutta la regione. L’Api Edil Abruzzo lancia l’allarme e chiarisce che 1,103 miliardi di euro di risorse disponibili per opere ed infrastrutture pubbliche sono ferme «per ritardi e lungaggini burocratiche».
Tutto questo genererebbe disagi e forti crisi nel settore. «Il settore edilizio è sceso del 40%», dichiara il presidente di Api Edil Abruzzo Dino Gavioli.
Anche l'assessore regionale alle opere pubbliche Mimmo Srour aveva parlato di «utilizzare in tempi rapidi le risorse disponibili».
Ed ora è «piena emergenza»
«Dai recenti incontri con gli imprenditori», spiega Gavioli, «emergono forti segnali di crisi, accompagnati da riduzione di personale e, quindi, ulteriore frammentazione del settore.
Difatti le imprese strutturate con oltre 15 dipendenti, in previsione della crisi, stanno ridimensionando la struttura in funzione del portafoglio commesse, praticamente vuoto in alcuni casi».
Gavioli afferma che le piccole e medie imprese più organizzate, in regola con gli adempimenti di legge, «stanno perdendo progressivamente il proprio patrimonio di professionalità».
Nascono con troppa facilità nuove imprese senza un valido percorso formativo, costituite solo dal titolare, le quali costituirebbero una specie di formicaio che sottrae quote di mercato importanti alle PMI rispettose delle regole.
«Queste imprese sono sostanzialmente invisibili», denuncia il presidente, «poichè escono completamente dal controllo dell'applicazione delle disposizioni normative vigenti in materia di sicurezza, di regolarità contributiva e fiscale e inoltre creano concorrenza sleale alle imprese in regola. Nei cantieri di edilizia privata, anche nella realizzazione di grandi complessi immobiliari, si riscontrano maggiormente fenomeni di irregolarità, ove spesso le opere vengono affidate ad una miriade di microimprese, in cui, di fatto, è impossibile effettuare controlli».
Nel corso dell'ultima riunione del Centro Regionale di Monitoraggio e Controllo in materia di appalti pubblici (costituito da Regione Abruzzo-Assessorato Lavori Pubblici, Associazioni di Categoria, Organizzazioni Sindacali del lavoratori, Associazioni degli enti locali e Ordini professionali) è stata evidenziata la difficoltà da parte delle amministrazioni locali di utilizzare le risorse finanziarie stanziate e disponibili per la realizzazione di opere pubbliche.
«Ben venga la costituzione di una task force da attivare in seno all'assessorato alle opere pubbliche per accelerare l'iter degli appalti, come chiesto dall'Assessore Srour», sostiene Api Edil, «ma dobbiamo evitare di creare sovrastrutture a quelle già esistenti ed ulteriori meccanismi di controllo. Viviamo quotidianamente le esperienze fallimentari di commissari straordinari e figure analoghe. Un primo importante principio è che tutti facciano il proprio dovere. Per questo occorre un'operazione di trasparenza, ovvero evidenziare le amministrazioni locali che non riescono ad utilizzare le risorse per fare appalti. Vanno resi noti alla collettività i ritardi e perdite di finanziamenti sul territorio».
Da questa fase di pubblicità ne deriverebbe un'assunzione di responsabilità dei politici locali a far funzionare la macchina amministrativa, spesso, peraltro, ostaggio dei dirigenti amministrativi, secondo Gavioli.
C'è poi il capitolo dell'apporto tecnico alle amministrazioni che mancherebbe, altra falla da colmare.
Infine il Presidente Gavioli lancia una proposta:«ritengo che per uscire dalla situazione di stallo e per poter utilizzare in tempi brevi le enormi risorse disponibili occorra pensare ad una legge regionale speciale, una sorta di legge “sblocca-cantieri”, già utilizzata a livello nazionale, per favorire soluzioni di semplificazione amministrativa per gli enti locali».

17/01/2008 8.51