Inaugurato a Perth (Australia) il più grande monumento all'emigrante

Alessandro Biancardi

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PERTH (AUSTRALIA). L’imponente Monumento all’Emigrante e’ stato inaugurato domenica 13 gennaio al lago “Vasto” di Perth (Australia).
Cinque mesi di cantiere, da quel giorno di agosto in cui si celebro' anche la posa della “prima pietra” per scoprire, finalmente - alla presenza delle autorita' australiane, italiane e abruzzesi – l'opera scultorea che per altezza (8,5 metri) ha osato superare in citta' persino la storica statua della regina Vittoria in Kings Park.
A volere il più grande monumento della storia dell'emigrazione italiana nel mondo e' stata l'Abruzzese emigrant associacion of Australia, guidata da Albert Di Lallo, originario di Vasto come altri 12mila (fra emigrati e discendenti) cittadini della Capitale del Western Australia, primo porto, venendo dall'Italia, della gigantesca isola dell'Oceania, divisa da ben tre fusi orari. Oggi Perth si raggiunge da Roma, con scalo asiatico a scelta, anche con 15-16 ore effettive di aereo, ma nel Dopoguerra, quando tanti italiani del centro-sud furono costretti a emigrare imbarcandosi dal porto di Napoli, erano necessari 23 giorni di nave.
Fra i tanti emigrati molti abruzzesi e, in particolare, tanti abitanti di Vasto (Chieti) citta', appunto, gemellata con Perth. Per l'occasione, e' giunta nel Western Australia dalla citta' adriatica una delegazione senza precedenti (35 persone), guidata laicamente dal vicesindaco Nicola Del Prete e dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte e spritualmente da don Decio D'Angelo, parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore.
Per la prima volta nella sua storia vastese, infatti, e uscita dalla chiesa, per l'inaugurazione del Monumento piu' importante realizzato per gli italiani emigrati in ogni continente, la preziosa Sacra Spina della Corona di Cristo, con la quale nella mattinata si e' tenuta messa e processione nella e attorno alla chiesa Sacro Cuore di Perth.
Roberto Spadaccini, giovane e brillante imprenditore figlio di Giuseppe, fondatore della Spadaccini Homes (vastesi di origine, manco a dirlo), e' il progettista e costruttore dell'opera.
“Rob”, come e' stato ribattezzato da queste parti, ha dovuto sostanzialmente ridisegnare il bozzetto originario dello scultore di Vasto Antonio Di Spalatro (che ha abbandonato per “paura dell'aereo” e perche' il suo progetto non ha superato i test tecnico-normativi del Comune di Perth), entrambi, pero', ispirati al monumento nel Belvedere Romani di Vasto: la scultura in bronzo definitiva ritrae una coppia di giovani emigranti con figlia e valige (immaginiamo di cartone) al seguito, che, circondati da una sfera di tubi che idealizza il Globo, guardano lontano. La sculturea e' montata sopra due “vele” realizzate in cemento armato e rivestire una di granito della Majella giunto direttamente da Pacentro (L'Aquila); l'altra dello “stone” australiano Donney Brook.
Costo totale dell'opera: 500mila dollari australiani (300mila euro), budget realizzato con fondi privati raccoilti in loco ma giunti anche da alcune imprese abruzzesi. L'unico denaro pubblico sono stati i 10mila euro donati dal Comune di Vasto che Del Prete ha consegnato direttamente e pubblicamente all'Associazione la sera precedente, in occasione della cena di gala al Vasto Club di Perth, dove Linda Bottega, donna impegnata nel sociale, per gli anziani, ha vinto il Premio “Abruzzese dell'anno” (con un statuina Guerriero di Capestrano e un viaggio in Italia, offerto dalla Provincia di Chieti).
Donato Di Matteo, presidente del Cram Regione Abruzzo, ha parlato di un monumento che e' «un fatto e un simbolo dell'integrazione italiana in Australia, nazione cresciuta anche grazie a noi».
Il Presidente degli Abruzzesi nel mondo si e' detto sicuro che d'ora in poi s'intensificheranno le relazioni «positive e commerciali» fra la terra dei canguri e quella del Gran Sasso, della Majella e del bel mare. Di Matteo la sera prima aveva anche invitato i tanti giovani presenti alla cena di gala (piu' di 500 invitati) a “«continuare l'opera dei padri di tenere alta la bandiera delle radici abruzzesi, perche' sara' questa, sempre, la vostra grande forza» e che il Monumento servira' loro «a ricordarsi sempre dei sacrifici fatti da genitori e nonni».
15/01/2008 10.48