Confindustria, «nel 2008 staccarsi dal meridione»

Alessandro Biancardi

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Confindustria, «nel 2008 staccarsi dal meridione»
ABRUZZO. Un anno difficile quello appena trascorso per l'Abruzzo. Nel 2008, chiede Confindustria, «ci vuole il cambio di rotta». Per l'Abruzzo, la crescita del Pil nel 2007 è stata di poco superiore all'1,0%, mentre nel 2008 tenderebbe ad un tasso di crescita del 1,4 / 1,5,% LA VIGNETTA DI GIO
Le esportazioni in Abruzzo nei primi nove mesi del 2007 sono cresciute dell'11,1%, rispetto ai primi nove mesi del 2006, in linea con l'Italia (+11,5%) e meno che nel mezzogiorno (+13,2%).
Nei primi nove mesi del 2007, rispetto ai primi nove mesi del 2006, le province che aumentano la percentuale di esportazione sono Chieti, Pescara e Teramo (+23,4 +14,7 e +8,8), mentre è netta la flessione per L'Aquila (-28,8%). Per il 2008 gli scenari di previsione danno una diminuzione dello 0,8%.
Sul fronte della nati-mortalità delle imprese nel registro delle Camere di commercio si conferma un generale rallentamento del tasso di sviluppo per l'Italia (da 0,33 a 0,21 per mille per il terzo trimestre).
Ancora più penalizzata la situazione per l'Abruzzo che passa da un tasso dello 0,48 del 2006 a 0,21 per il corrispondente terzo trimestre del 2007. Tra le varie province l'andamento del tasso di sviluppo varia dai migliori risultati per le province di Teramo e Pescara (oltre lo 0,50) allo 0,38 dell'Aquila ed al –0,39 della provincia di Chieti.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro a livello regionale: il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2007 è del 5,5%, con una diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2006. In Italia il dato è di 5,6% (-0,5%) e nel Mezzogiorno 10,3% (-0,4%).

Per il 2008 gli scenari di previsione danno un tasso di disoccupazione al 5,6% e un tasso di occupazione del 38,7%.

Il monte ore della cassa integrazione guadagni in Abruzzo nei primi nove mesi del 2007 ha subito un decremento del 13,6% rispetto ai primi nove mesi dell'anno precedente. A livello provinciale si
registra: - 45% nella provincia di Chieti, -5% nella provincia di L'Aquila, + 26% nella provincia di Pescara e 0% nella provincia di Teramo.

«ABRUZZO SCHIACCIATO DAL MERIDIONE»

«Nel nostro sistema», ha evidenziato il presidente di Confindustria Abruzzo Marrollo, «ad un aumento dei costi e della pressione fiscale, non corrisponde, una crescita nell'offerta di servizi, e nell'efficienza amministrativa.
Questo vale soprattutto per l'Abruzzo, schiacciato tra un meridione, verso cui stiamo arretrando, e un nord più avanzato».
Di fatto, questa situazione di svantaggio è ben rappresentata anche dai dati statistici, che dimostrano come l'Abruzzo, nell'ultimo decennio, sia retrocesso di molte posizioni, rispetto alle altre regioni europee.
«È necessario quindi affrontare senza più rinvii e con urgenza le criticità che vincolano la crescita del territorio». Prima cosa da fare «rilanciare la produttività e la competitività del paese, affrontando tutte quelle problematiche e aggredendo tutti quei nodi strutturali che ostacolano o ritardano lo sviluppo».

LE PRIORITA'

I temi principali su cui Confindustria Abruzzo chiede di intervenire nel quadro di un Progetto strategico di sviluppo organico riguardano:
«il bisogno di costruire un sistema di relazioni sindacali, valorizzare il territorio e la dotazione infrastrutturale, attivare i Sistemi Turistici Locali.
Tra le altre questioni scottanti l'associazione richiama nuovamente «la necessità della riforma degli Enti strumentali regionali, dei Consorzi ed ai Distretti industriali e del risanamento del bilancio regionale».


15/01/2008 9.45