«Tra 4 mesi l'Abruzzo come Napoli». Trattori e manifestanti bloccano i tir

Alessandro Biancardi

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. ABRUZZO. Le dimissioni del dirigente regionale dei settore rifiuti, Franco Gerardini, sono state chieste dai partiti dell'opposizione regionale di centrodestra che hanno anche annunciato una manifestazione pacifica, questa mattina a partire dalle 9, non autorizzata dalla Questura di Chieti, in località Cerratina di Lanciano, presso la discarica. ORE 14.00. RIFIUTI: SIT-IN A LANCIANO, TRATTORI BLOCCANO STRADA IMPIANTO ECCO L’ACCORDO: 15.000 TONNELLATE PER 375.000 EURO


. ABRUZZO. Le dimissioni del dirigente regionale dei settore rifiuti, Franco Gerardini, sono state chieste dai partiti dell'opposizione regionale di centrodestra che hanno anche annunciato una manifestazione pacifica, questa mattina a partire dalle 9, non autorizzata dalla Questura di Chieti, in località Cerratina di Lanciano, presso la discarica.

ORE 14.00. RIFIUTI: SIT-IN A LANCIANO, TRATTORI BLOCCANO STRADA IMPIANTO

ECCO L'ACCORDO: 15.000 TONNELLATE PER 375.000 EURO


Questa mattina a partire dalle ore 9 tutti i sindaci del comprensorio frentano aderenti al consorzio di smaltimento rifiuti di Lanciano si ritroveranno davanti alla discarica di Cerratina con la fascia tricolore per protestare contro l'alto quantitativo di rifiuti provenienti dalla Campania pattuito dalla Regione Abruzzo con il governo.
«L'autorizzazione per la nostra manifestazione di protesta è stata negata dalla questura», ha detto il sindaco di Lanciano Paolini. «In maniera pacifica noi ci saremo comunque», ha aggiunto Di Stefano.
«L'augurio e' che anche in questa occasioni ci siano a protestare i Verdi e anche esponenti di centrosinistra contrari a questa soluzione», ha aggiunto il primo cittadino di Lanciano.
Il sindaco di Teramo ha invece ricordato che tra quattro mesi la situazione abruzzese sara' come quella napoletana.
I coordinatori regionali Fabrizio Di Stefano (An), Paolo Tancredi (Forza Italia), Antonio Menna (Udc) e Giorgio De Matteis (Idm), hanno incontrato ieri a Teramo i giornalisti insieme con i sindaci di Teramo, Gianni Chiodi, Lanciano, Filippo Paolini, e l'assessore ai lavori pubblici di Avezzano, Emilio Iampieri, ed hanno accusato il Governatore Del Turco di «gestione schizofrenica e irresponsabile» che rischia di portare l'Abruzzo alla paralisi rifiuti come in Campania.
Sotto accusa da parte dei rappresentanti politici dell'opposizione ci sono quelle che hanno definito le «contraddizioni di Gerardini che dapprima ha sostenuto che l'Abruzzo è vicino all'esaurimento discariche e che non può ricevere più nemmeno un chilo e due giorni dopo ha dichiarato la disponibilità della nostra regione ad accogliere 15.000 tonnellate dalla Campania: cosa è successo? Gerardini ha subito pressioni? Lo dica, in caso contrario si dimetta».

«REVOCA IMMEDIATA DEL PROVVEDIMENTO»

Sempre ieri è stato deliberato in consiglio provinciale di Chieti di impegnare il presidente della provincia di Chieti e il sindaco di Lanciano ad inviare una nota ufficiale al Governatore Del Turco per la revoca immediata di «qualsiasi decisione assunta dalla Regione Abruzzo relativa allo smaltimento di 15 mila tonnellate di rifiuti campani».
L'assemblea dei sindaci ha inoltre stabilito che «Provincia di Chieti e comuni interessati» si attivino «al fine di valutare la possibilità di accoglimento di un quantitativo di rifiuti minore, ridotti da 15 mila a 5 mila tonnellate, in linea con quelli accettati da altre regioni».
E' stato anche chiesto un intervento immediato di Arta e Asl per classificare qualitativamente i rifiuti in ingresso come imposto da altre regioni.

ANCHE AZIONE GIOVANI CONTRO IL PROVVEDIMENTO

Anche Azione Giovani di Chieti ha espresso «la più totale contrarietà» a quella che definiscono «una scelta stolta, insensata e peraltro inspiegabile».
«La cosiddetta "solidarietà nazionale" nei confronti di una regione in crisi, la Campania», ha spiegato il responsabile provinciale Costanzo Del Vecchio, «non giustifica la scelta presa autonomamente dal Governatore Del Turco e di cui risponderà politicamente nei confronti degli abruzzesi ma che purtroppo sarà pagata dagli abruzzesi e in primis i dai cittadini di Lanciano».

TAVANI IN PRIMA LINEA

Oggi alle 16, è in programma un consiglio provinciale monotematico straordinario sull'emergenza che ha investito numerosi comuni della Campania e che ora si sta riversando su molte regioni, tra cui l'Abruzzo. «Tutte le amministrazioni comunali», ha annunciato il sindaco di Fara San Martino e consigliere provinciale di An Antonio Tavani, «nonché le associazioni ambientaliste, sono invitate a partecipare all'iniziativa».
Tavani ha fatto, infatti, della lotta all'inquinamento prodotto dai rifiuti uno dei baluardi della gestione della vita amministrativa di Fara. Il primo cittadino, con la collaborazione di tutti gli abitanti di Fara, è infatti riuscito a realizzare un'efficacissima gestione di raccolta differenziata, che ormai sfiora il 90 per cento. Una voce autorevole, dunque, insieme a quella di tutti gli altri amministratori locali, per ribadire il proprio no all'ingresso nella discarica di Cerratina dei rifiuti.

15/01/2008 8.49

ORE 14.00. RIFIUTI: SIT-IN A LANCIANO, TRATTORI BLOCCANO STRADA IMPIANTO


LANCIANO. Sit-in di protesta questa mattina, come previsto, all'ingresso della discarica "Cerratina" di Lanciano dove devono essere smaltiti parte dei rifiuti della Campania, circa 120 tonnellate al giorno per 4 mesi, la durata della decretata emergenza.
Ma questa mattina il sit in pacifico si è formata in vero e proprio ostruzionismo.
La strada, infatti, è stata bloccata da numerosi trattori che si sono messi di traverso.
Oltre agli agricoltori a protestare si sono presentate in tutto circa 200 persone tra cui diversi sindaci del comprensorio con il primo cittadino di Lanciano, Filippo Paolini, in testa.
Come ieri la zona è stata presidiata dai poliziotti del Nucleo mobile di Roma e dai carabinieri della Brigata mobile di Bari.
Altri tir partiti da Napoli e diretti in Abruzzo sono stati prudenzialmente bloccati dalle forze ordine all'uscita dell'autostrada A14, in attesa della conclusione della manifestazione, prevista per le 13.
Per tutta la mattina i manifestanti hanno gridato attraverso i megafoni frasi di protesta soprattutto contro l'elevata quantità di rifiuti (15 mila tonnellate) che la Regione Abruzzo si è detta disposta a smaltire.

SI CHIEDE INGRANDIRE DISCARICA

Ha chiesto l'aumento della volumetria della discarica il presidente del consorzio dei rifiuti di Lanciano, Riccardo La Morgia. «Ora vogliamo l'aumento della volumetria della discarica dopo che in tutti questi anni siamo stati solidali sia con i comuni dell'Abruzzo in difficoltà sia extraregionali» ha detto, intervenendo alla manifestazione di protesta indetta per stamani in località Cerratina di Lanciano.
Il vice sindaco di Ortona (Chieti), Remo Di Martino, si è detto invece disponibile a «solidarizzare con i cittadini della Campania non con la camorra. Ora - ha aggiunto - vogliamo il termovalorizzatore».
Il presidente dell'Associazione Frentania Provincia, Pino Valente, ha sottolineato che la protesta è stata «assolutamente pacifica» a differenza delle azioni violente in atto in altre parti d'Italia e «volta soprattutto a tutelare la sicurezza ambientale del nostro comprensorio».
Molto critico con la Regione Abruzzo il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, che ha puntato il dito contro il mancato coinvolgimento dei sindaci del comprensorio, proprietari della discarica, in un tavolo tecnico che stabilisse la quantità di rifiuti campani da smaltire.

«VOGLIAMO SOLO 5 MILA TONNELLATE»

«Vogliamo che la quantità sia ridotta da 15 mila a 5 mila tonnellate», ha chiesto il sindaco Paolini, «in linea con le altre regioni. Massima dovrà essere la vigilanza sulla tipologia di rifiuti in ingresso a Cerratina, evitando un possibile conferimento di rifiuti pericolosi».
Il sindaco non ha escluso che per sabato prossimo possa tenersi un Consiglio comunale straordinario all'interno dell'impianto di Cerratina.

DEL TURCO: «STUPITO DELLA PROTESTA»

«Sono stupito che la Giunta comunale di Lanciano guidata dal sindaco Filippo Paolini abbia voluto manifestare un dissenso che non era stato nemmeno preannunciato da una cortese telefonata tra me e il sindaco stesso».
Lo ha detto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, commentando la decisione dell'amministrazione comunale frentana di partecipare alle azioni di protesta in atto in prossimità della discarica di Cerratina a Lanciano. «Voglio ricordare - sottolinea Del Turco - che questo non accadde quando a chiedere aiuto agli abruzzesi fu, nel 2004, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il sostengo della Giunta Pace. Non vorrei - conclude il presidente della Regione - che la solidarietà, che è un valore universale, a Lanciano diventi un lusso che si concede solo agli amici».

15/01/2008 15.19

IL SINDACO DI LANCIANO:«NON ACCETTO LEZIONI DI SOLIDARIETÀ DA PARTE DI NESSUNO»

«Sono molto perplesso rispetto alle dichiarazioni del Presidente Ottaviano Del Turco, il quale, a mio avviso con le sue affermazioni, lascia trasparire un inaspettato nervosismo».
Replica così Filippo Paolini al governatore della Regione.
«Che il sottoscritto fosse contrario al conferimento dei rifiuti campani presso la discarica di Cerratina, nei termini previsti dal Governatore Del Turco, era ed è di dominio pubblico. Sfugge al Presidente che quella di questa mattina, è stata una protesta organizzata spontaneamente da numerosi cittadini indignati da come la Regione Abruzzo ha condotto la vicenda e i sindaci -compreso il sottoscritto- sono stati invitati a partecipare, decidendo così, di essere solidali con i manifestanti (decisione presa in sede di Assemblea Consorzio Smaltimento Rifiuti)».
«Non capisco», ribadisce il sindaco, «quale “cortese” telefonata avrei dovuto fare. Il Governatore di una Regione non può assumere toni da bar, poiché gli sfugge che nel 2004, il Presidente Pace unitamente al sottoscritto, diedero parere contrario all'arrivo dei rifiuti, e anche in quell'occasione fu un commissario straordinario che ne determinò l'arrivo, nessuna concessione ad amici, ma coerenza assoluta nel rispetto dell'interesse esclusivo della nostre Comunità».

15/01/2008 16.30

DESIATI:«ESTERNAZIONE DEL TURCO INCREDIBILE. NOI DICEMMO SI SOLO A 500 TONNELLATE»

«Sono veramente incredibili le dichiarazioni del Presidente Del Turco in ordine alla solidarietà “espressa ad amici”», commenta Massimo Desiati de La Destra, ex assessoe delle giunta Pace, «in occasione del conferimento di rifiuti provenienti dalla Campania, nel 2004, da parte della Giunta Pace! Al tempo, infatti, il quantitativo accolto da Cerratina fu solo simbolico: di 500 tonnellate a fronte delle 15.000 odierne. Ed il “piacere” non fu certo fatto all'allora Presidente Berlusconi bensì allo stesso attuale Presidente della Regione Campania Bassolino che, telefonicamente, intervenne presso l'On. Pace affinché gli fosse data una mano. Partecipai personalmente alla riunione dei rappresentanti delle Regioni, in qualità di Assessore all'Ambiente, a Roma, e fu forte la nostra determinazione nel non accettare un quantitativo maggiore, con l'impegno, da parte della Conferenza Stato/Regioni, di non maturare altre aspettative, per il futuro, dalla nostra Regione in caso di successive criticità ed emergenze».
Desiati ricorda inoltre come l'attuale Piano rifiuti abruzzese, approvato un mese fa dal centrosinistra, non fa previsione di impianti di termovalorizzazione, limitandosi a non escluderli.
«E come si può pensare, oggi», conclude Desiati, «di ampliare le capacità ricettive della discarica di Cerratina di Lanciano quando il nuovo Piano abruzzese, così come i Piani di tutte le Regioni d'Italia, prevedono la graduale scomparsa delle discariche considerando queste proprie di un sistema desueto e realmente inquinante. Bisogna fermarli».

15/01/2008 17.32



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ECCO L'ACCORDO: 15.000 TONNELLATE PER 375.000 EURO

Sono 15 mila, come anticipato nei giorni scorsi, le tonnellate di rifiuti campani trattati preventivamente che, con una media di 120 al giorno, verranno conferite nella discarica di Cerratina a Lanciano (Chieti).
E' questo l'accordo che la Regione Abruzzo e la società di gestione della discarica di Cerratina hanno concluso con il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro.

Si tratta di rifiuti urbani indifferenziati con codice 200301, ma nell'accordo con De Gennaro, chiarisce il responsabile Franco Gerardini, «la Regione Abruzzo ha disposto che tali rifiuti vengano preventivamente trattati anche ai fini di una corretta identificazione merceologica».
Ai rifiuti si applica oltre alla tariffa di conferimento, l'ecotassa pari a 25 euro a tonnellata, in quanto rifiuto da extra regione come stabilito dalla legge regionale 17/2006 sul tributo speciale.
«Sul piano tecnico - spiega Gerardini - abbiamo disposto vincoli più rigidi rispetto alle disposizioni nazionali che non prevedono la preventiva caratterizzazione dei rifiuti solidi urbani. È il caso di ricordare- conclude Gerardini - che la Finanziaria 2008 ha prorogato per tutto l'anno 2008 la possibilità di conferire rifiuti urbani in discarica in modo indifferenziato».

IL CENTROSINSITRA: SOLIDARIETA' A DEL TURCO

«Maggioranza unanime e solidale sulla disponibilità data dalla Regione Abruzzo al presidente del Consiglio, Romano Prodi, per l'emergenza rifiuti in Campania». Lo ha detto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, a margine della riunione di maggioranza in corso a palazzo Centi, all'Aquila.
L'incontro ha affrontato esclusivamente dal punto di vista tecnico i tempi di discussione ed approvazione in Consiglio regionale del nuovo Piano sanitario. Presente alla discussione anche il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli.

LA DISCARICA DI CERRATINA

La discarica consortile di Cerratina è l'opera più importante realizzata dalla Ecologica Sangro, la società che la gestisce.
l lavori di costruzione dell'impianto sono iniziati nel gennaio del 1995 e a luglio dello stesso anno è entrata in funzione con un primo settore dell'estensione di circa 13.000 mq.

15/01/2008 7.55

TERAMO. D'AGOSTINO «NON BASTA DIRE SOLO DEI NO, BISOGNA COMINCIARE A FARE DELLE PROPOSTE»

TERAMO. Sulla gestione dei rifiuti è arrivato il momento di fare chiarezza su fatti e competenze per superare: «la canea di polemiche irresponsabili mentre corriamo il rischio che l'emergenza si trasformi in dramma». E' quanto dichiarato dal presidente Ernino D'Agostino, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa.
Una risposta agli accenti polemici di questi giorni da parte d'istituzioni e comitati rispetto allo studio della Provincia sui siti «potenzialmente idonei» ad accogliere nuovi impianti di smaltimento, ma anche un appello alla «responsabilità e alla collaborazione» in vista di due appuntamenti significativi in materia rifiuti: il vertice di lunedì insieme alle altre Province con il Presidente Del Turco e la riunione con i Sindaci e il Consorzi, il prossimo 25 gennaio per avviare le procedure per la costituzione dell'Ato unico provinciale e superare gli attuali quattro Consorzi.
«La Provincia ha solo compiti di programmazione», ha ribadito D'Agostino, «scelte e gestione sono in capo a Comuni e Consorzi che hanno come controparte la Regione, l'ente che rilascia le autorizzazioni sugli impianti. In nessun caso la Provincia può imporre un sito specifico piuttosto che un altro ma solo indicare delle opzioni all'interno delle zone previste dal Piano Provinciale dei rifiuti. Abbiamo realizzato lo studio sui siti solo perché Consorzi e Comuni sono in un'evidente situazione di difficoltà e gli impianti sono stati posti sotto sequestro o sono inutilizzabili».
Nella redazione dello studio, ha sottolineato D'Agostino «il nostro settore ha collaborato con i tecnici dei Comuni e dei Consorzi tanto è vero che il sito di Colle Addina, nel capoluogo, viene individuato come il migliore fra quelli possibili anche dalla relazione rimessaci dal Comune di Teramo il 17 marzo del 2006. Dichiarare che è una nostra imposizione è fuori dalla realtà».
D'Agostino, l'assessore e i tecnici hanno molto insistito sul concetto di «potenzialmente idonei». Sui siti elencati nello studio, hanno sottolineato, vanno effettuate tutte le indagini geognostiche e ambientali previste dalla legge.
Dopo che in questi giorni si sono susseguite le prese di posizione di istituzioni come il Comune di Isola e della Comunità Montana del Gran Sasso contro l'eventuale utilizzazione della discarica di Corazzano; le dichiarazioni di amministratori, comitati cittadini ed esponenti politici contro l'eventuale realizzazione di una discarica a Fonte Baio di Bellante e a Colle Addina, D'Agostino ammonisce: «non si può continuare a dire solo dei no, bisognerà cominciare anche a fare delle proposte. Non si può continuare ad invocare ogni tipo di allarme per qualsiasi impianto e per ogni luogo. Stiamo parlando di discariche di ultima generazione, dove andranno solo rifiuti trattati indispensabili a raggiungere quei 2 milioni di metri cubi di cui abbiamo bisogno per l'autosufficienza nello smaltimento. Noi abbiamo dato delle indicazioni sulla base dei pareri tecnici; siamo disponibili a confrontarci, aspettiamo delle proposte».
Considerando, però, che la progettazione di nuovi impianti suscita sempre paure e allarmi, è indispensabile, ha chiosato il Presidente, «recuperare credibilità operando un “cambiamento radicale nella gestione accompagnandolo con una adeguata opera di informazione nei confronti del cittadino”».
Per questo la Provincia ha promosso e sostenuto il superamento dei quattro Consorzi e l'avvio di un unico organismo di gestione così come deliberato dalla Regione Abruzzo. Dell'ATO unico si comincerà a parlare il 25 gennaio, in Provincia, nel corso di una riunione con i Sindaci e Consorzi, alla presenza dell'assessore regionale Franco Caramanico.
«Non ci sono ricette miracolose ma alcuni passaggi ineludibili – continuato – raggiungere gli obiettivi sulla raccolta differenziata, realizzare gli impianti di bioessiccazione e di compostaggio, adeguare gli impianti esistenti che hanno ancora delle potenzialità e individuare dove realizzare nuove discariche se servono».
A gestire questa partita dovrà essere il nuovo organismo, l'Ato unico, appunto, nel frattempo, però: «Consorzi e Comuni devono collaborare e trovare soluzioni comuni per gestire l'emergenza».
15/01/2008 10.27