Nasce il Comitato abruzzese "Vota sì per fermare il nucleare"

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Obiettivo 25 milioni. Precisamente 25 milioni di firme per dire no al nucleare.

E’ questo l’ambizioso progetto del Comitato nazionale “Vota sì per fermare il nucleare”, costituitosi anche in Abruzzo, dove si punta almeno a 600mila firme.

 Il Comitato è formato da una coalizione di oltre 25 associazioni che abitualmente si battono per la tutela del territorio, e che da oggi faranno fronte comune in vista del referendum del 12 e del 13 giugno 2011, in particolare per la voce che dà la possibilità di abrogare la norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”.

 Inutile, rischioso e controproducente: sono queste le motivazioni che hanno spinto il Comitato a costituirsi contro il nucleare.

Innanzitutto inutile. Secondo il comitato, infatti, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt.

Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta a importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti.

La scelta del nucleare continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione Epr, infatti, in costruzione sono emersi gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini.

Secondo il Comitato non c’è bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.

In Abruzzo sono già numerose le adesioni al Comitato “Vota sì per fermare il nucleare”: ASud – Rigas, Abruzzo Social Forum, Alleanza per il clima, Alternativa Abruzzo, Animalisti Italiani, Cgil Abruzzo, Costituente Ecologista, Ecologisti democratici, Fare Verde, Fiom Abruzzo, F.P. Cgil Abruzzo, Greenpeace gruppo locale di Pescara, Italia Nostra, Lav, Lega del cane, Legambiente, Libera Abruzzo, Lipu Abruzzo, Mare libero, Mountain Wilderness Abruzzo, Movimento Difesa del Cittadino, Pro Natura Abruzzo, Slow Food Abruzzo, Wwf.

 25/03/2011 9.29