Regione vs Regione:si vuole aiutare Napoli ma per i rifiuti è già tutto esaurito

Alessandro Biancardi

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APPROFONDIMENTO. ABRUZZO.L'Abruzzo non può ricevere i rifiuti della Campania perché ha «una situazione molto critica» che tra qualche mese potrebbe «aggravarsi ulteriormente». DEL TURCO:«DICIAMO SI’ A QUESTA GARA DI SOLIDARIETA’ PER LA CAMPANIA» RIFIUTI NAPOLETANI IN ABRUZZO, LE REAZIONI


APPROFONDIMENTO. ABRUZZO.L'Abruzzo non può ricevere i rifiuti della Campania perché ha «una situazione molto critica» che tra qualche mese potrebbe «aggravarsi ulteriormente».

DEL TURCO:«DICIAMO SI' A QUESTA GARA DI SOLIDARIETA' PER LA CAMPANIA»


RIFIUTI NAPOLETANI IN ABRUZZO, LE REAZIONI


Dopo le prime notizie che sembravano dare per certo l'arrivo dei rifiuti del napoletano a Lanciano per essere smaltiti il dirigente del servizio gestione rifiuti dell'Assessorato regionale all'ambiente Franco Gerardini frena.
«Le province dell'Aquila e Teramo non hanno discariche e si servono di quelle del Chietino e del Pescarese, già ai limiti», ha spiegato ieri Gerardini.
Come aiutare quindi un'altra regione se già l'Abruzzo sta per collassare?
Eppure oggi il governatore Del Turco incontrerà Prodi a Roma per parlare di eventuali collaborazioni, per cercare di capire se la regione sarebbe pronta a dare una mano alla Campania.
Ma come ha spiegato il dirigente del settore la situazione qui è critica e per fronteggiarla «il 23 novembre scorso la Giunta ha adottato la delibera n.1190 nella quale si individuano 15 siti che potrebbero essere attrezzati e utilizzati, soprattutto nelle due province che sono prive di impianti».
E se Del Turco dovesse cedere alle proposte romane probabilmente la grave situazione attuale regionale peggiorerebbe ulteriormente. Tutto in cambio di lauti finanziamenti che andrebbero a colmare qualche buco nel bilancio regionale.

L'AQUILA E TERAMO LE SITUAZIONI PIU' CRITICHE

Le attività di smaltimento dei rifiuti oggi sono particolarmente complicate nelle Province di L'Aquila e Teramo e tali difficoltà sono, non solo fonte di aggravi economici non più sopportabili per i bilanci degli Enti Locali interessati, ma stanno causando ulteriori difficoltà
in altri territori (Province di Chieti e Pescara), per la “pressione” esercitata sugli impianti di smaltimento esistenti determinata dal conferimento di consistenti quote aggiuntive di rifiuti urbani provenienti dalle altre province. Questo è quanto ha ripetuto più volte la Regione stessa.


LA MAPPA


Controllando discarica per discarica l'attuale situazione si può notare come i vari siti, soprattutto quelli della provincia di Teramo, siano interessati da parecchi problemi. E questo di fatto paralizza lo smaltimento dei rifiuti.

In provincia di Teramo

La discarica per rifiuti non pericolosi “La Torre”, ubicata nel Comune di Teramo, è stata interessata da un evento straordinario (movimento franoso dei rifiuti). Nel settembre del 2006 è stato nominato il Prefetto di Teramo in qualità di commissario per l'attuazione degli adempimenti disposti.

La discarica di Corazzano per rifiuti inerti è esistente ma non in esercizio.
«Quell'area», ha spiegato l'assessore provinciale Assogna, «era già stata autorizzata dalla Regione per lo smaltimento di inerti e che la stessa Regione l'ha riconsiderata successivamente all'interno di un documento che censisce tutte le discariche esistenti nel territorio
abruzzese. Non è la Provincia, quindi, ma la Regione che sta valutando allo stato attuale la possibilità di convertire il sito in discarica per sovvalli».

La discarica per rifiuti non pericolosi “Salino” (con una capacità stimata di 260.000 mc), ubicata nel Comune di Tortoreto, a causa di situazioni di inquinamento ambientale rilevati dall'Arta – Dipartimento Provinciale di Teramo, è stata sottoposta a sequestro preventivo dall'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo.

La discarica “Ficcadenti”, ubicata nel Comune di Sant'Omero, è chiusa per disposizioni dell'Unione di Comuni “Città Territorio” – Val Vibrata, per interventi di manutenzione dell'impianto ed adeguarlo alle prescrizioni dell'Arta.

La discarica per rifiuti non pericolosi “Conti”, ubicata nel Comune di Cellino Attanasio, è stata chiusa con ordinanza del Sindaco il 7 febbraio 2006, a causa della saturazione del bacino di smaltimento.

La discarica per rifiuti non pericolosi “S. Lucia”, ubicata nel Comune di Atri, benché dissequestrata con Decreto emesso in data 11.01.2006 dal Tribunale di Teramo – Ufficio del Giudice per le indagini preliminari non è stata ancora riattivata.

La discarica per rifiuti non pericolosi “Colle Coccu“, ubicata nel Comune di Castellalto, non è al momento utilizzabile, per disposizioni emanate dal sindaco e per la quale sono in corso verifiche per accertare la residuale potenzialità del bacino di smaltimento;

La discarica per rifiuti non pericolosi in località “Irgine”, ubicata nel Comune di Notaresco, è in fase di completamento della costruzione e non è in possesso dell'autorizzazione all'esercizio.

La discarica per rifiuti non pericolosi, di servizio all'impianto di compostaggio e riciclaggio del CIRSU SpA, ubicata in contrada “Casette di Grasciano”, nel Comune di Notaresco, è stata dissequestrata ma può essere, momentaneamente, utilizzata dai soli Comuni del Consorzio (Bellante, Giulianova, Morro d'Oro, Mosciano S. Angelo, Notaresco e Roseto degli Abruzzi), per consentire urgenti lavori di adeguamento complessivo degli impianti (discarica ed impiantistica di trattamento).

In provincia di Pescara

La discarica per rifiuti non pericolosi “emergenziale”, ubicata nel Comune di Pianella non è stata completata la costruzione e, conseguentemente, mai avviato l'esercizio.

La discarica privata in località “Caparrone”, nel Comune di Collecorvino, interessata da diverse ordinanze regionali è sospesa fino all'espletamento, con esito positivo, delle procedure previste dal DPR. L'impianto esistente presenta ulteriori potenzialità di smaltimento
ed è inserito nell'ambito dell'anagrafe dei siti contaminati.

In provincia dell'Aquila

La parte di territorio, costituita dalla parte nord della Provincia di L'Aquila, è caratterizzata dalla mancanza di un sito, ormai da oltre un decennio, in cui smaltire i rifiuti urbani del Comune di L'Aquila e del suo comprensorio. C'è anche da sottolineare la temporanea mancanza di un sito idoneo per lo smaltimento dei rifiuti urbani dei Comuni di Lucoli, Scoppito e Tornimparte.

La discarica per rifiuti non pericolosi “S. Lucia”, nel Comune di Avezzano, è ormai satura ed é interessata da un'ordinanza del sindaco, (la n. 1097 del 1.01.2007) che ne proroga l'esercizio.

La discarica per rifiuti non pericolosi “San Marcello”, nel Comune di Celano, presenta scarse capacità residue di smaltimento (circa 17.030 mc – parere ARTA Dipartimento Provinciale di L'Aquila), anche in rapporto al numero di Comuni che attualmente vi
conferiscono i rifiuti urbani (12) e per la quale è possibile prevedere un'autosufficienza di pochi mesi (circa 6 mesi).

L'impianto di smaltimento, ubicato nel Comune di S. Benedetto dei Marsi, con una potenzialità di circa 40.000 mc, non è stato ancora realizzato, quella di Barisciano (con capacità stimata di 200.000 mc) non è in funzione.

In provincia di Chieti

La Provincia di Chieti non è attualmente interessata da un'emergenza per le attività di smaltimento, ma vi è la necessità, per alcuni impianti, di provvedere ad interventi di ampliamento necessari a dare continuità operativa agli stessi per un breve-medio periodo.
Le discariche in funzione sono quelle di Fara Filorum Petri (Colle san Donato), Cupello (Contrada Valle cena).

Per affrontare l'emergenza si è provveduto, temporaneamente, ad utilizzare l'impianto di raggruppamento preliminare per rifiuti urbani, ubicato in località “Cona”, nel Comune di L'Aquila;
l' impianto mobile di trattamento autorizzato alla Ditta TE.AM. SpA di Teramo in località “Carapollo”, l' impianto di raggruppamento preliminare e centro di trasferenza per rifiuti urbani,
ubicato nel Comune di Ancarano (TE), della ditta Eco Consul s.r.l.

RIFIUTI: IN ABRUZZO NESSUN TERMOVALORIZZATORE

Secondo l'ultimo rapporto preparato da Enea e Federambiente a fine 2005 erano 52 i termovalorizzatori attivi in Italia, prevalentemente concentrati al nord, con una potenza complessiva di trattamento pari a 17mila tonnellate al giorno.
La regione in cui ce ne sono di più è la Lombardia, che ne ha 13, mentre non ce ne sono in Campania, Abruzzo, Molise e Valle D'Aosta. In Abruzzo quella del termovalorizzatore sembra una scelta da compiere per risolvere il problema. Negli ultimi mesi se ne sta parlando, ma non si capisce ancora quanto concretamente si arriverà a sposare il progetto.
La potenza elettrica installata degli impianti era di 536 Megawatt, circa pari a quella di una centrale nucleare di medie dimensioni.
Solo un impianto (Brescia) ha una capacità maggiore di millecinquecento tonnellate al giorno, mentre 32 sono sotto le 300.
La percentuale di rifiuti urbani che finisce nel termovalorizzatore è circa il 10%, mentre il 57% va in discarica.
In Europa è la Germania a fare maggior uso del recupero energetico, con 58 impianti e il 27% dei rifiuti, mentre la Francia ha 123 impianti che trattano il 23% dei
rifiuti.


«IN ITALIA UNA MONTAGNA DI RIFIUTI ALTA COME IL GRAN SASSO SPARISCE NEL NULLA»

L'emergenza rifiuti è una realtà che vivono la maggior parte delle regioni italiane, probabilmente non ai livelli della Campania ma in un egual stato di esasperazione.
Tra il 2005 e il 2006, inoltre, il business della 'Rifiuti Spa' è cresciuto del 38% e in Italia una montagna di rifiuti alta come il Gran Sasso sparisce nel nulla ogni anno (ma qualche volta ricompare proprio sotto i nostri piedi… si pensi per esempio alle mega discariche di Bussi).
Si tratta di almeno 26 milioni di tonnellate, circa il 25% del totale prodotto.
Questa la fotografia scattata nel 'Rapporto Ecomafia 2007' di Legambiente, dove la Campania detiene il record delle violazioni delle leggi ambientali, con il 13,5% del totale nazionale.
Nel 2006 sono state accertate dalle forze dell'ordine 23.668 infrazioni, per un fatturato complessivo da 23 miliardi di euro.
Le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) sono stabilmente ai primi quattro posti della classifica con il 45,9% dei reati ambientali.
In crescita nel 2006 rispetto al 2005 per illeciti nel settore rifiuti Campania, Sicilia, Sardegna, Piemonte, Calabria, Toscana, Lombardia, Abruzzo, Liguria, Friuli Venezia Giulia.
In discesa gli illeciti in Puglia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Trentino Alto Adige, Basilicata. Sostanzialmente stabili i dati relativi a Molise e Valle d'Aosta.
Il mercato dei rifiuti è da anni monopolio della camorra che continua a sversare e sotterrare rifiuti pericolosi in tutta Italia. Probabilmente lo ha fatto anche in Abruzzo.

Alessandra Lotti 09/01/2008 9.06


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RIFIUTI NAPOLETANI IN ABRUZZO, LE REAZIONI

Il presidente dell'associazione Culturale Frentania Provincia Pino Valente viste le indiscrezioni di stampa stigmatizza la scelta del presidente Del Turco di dare disponibilità a ricevere nella discarica di Lanciano i rifiuti di Napoli.
«Una scelta gravissima», sottolinea Valente, «se confermata, che l'associazione contrasterà in tutti i modi possibili: Lanciano e la Frentania non sono la discarica d'Italia».
Pino Valente invita tutti i rappresentanti istituzionali dell'Abruzzo del Sud a contrastare «questo assurdo provvedimento in tutte le sedi opportune».
L'Associazione Culturale Frentania Provincia chiede «un'immediata smentita delle indiscrezioni di stampa», il silenzio varrà quale conferma dello sciagurato progetto di conferimento dei rifiuti campani nella discarica di Lanciano.

ANCHE CASTIGIONE (AN) CONTRARIO

«No ai rifiuti campani. La salute degli abruzzesi non si baratta con trenta denari». Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale, dichiara la propria contrarietà a «fare dell'Abruzzo la pattumiera d'Italia».
«Grazie a Del Turco abbiamo già raggiunto primati tutt'altro che invidiabili, come quello di regione più tassata. E non è un caso che il presidente - tra i governato di Regione - sia finito al penultimo posto con buona prospettiva di raggiungere presto la coda. La disponibilità di Del Turco ad accogliere i rifiuti campani - annunciata ieri con la consueta enfasi da Lamberto Quarta - è figlia della non politica sciagurata e irresponsabile di chi, piuttosto che programmare il futuro, si affida ad improbabili mance statali»

CAPORALE (VERDI): «NON SIAMO NELLE CONDIZIONI DI AIUTARLI»

«L'emergenza sanitaria e ambientale esplosa a Napoli e in tutta la Campania richiede un aiuto immediato da parte di tutte le Regioni in grado di dare una mano. L'Abruzzo non è nelle condizioni di smaltire i rifiuti campani vista la criticità delle discariche regionali».
Questo il commento del consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale.
«Sono sicuro che il Governatore, Ottaviano Del Turco, illustrerà la situazione abruzzese evitando di accollare anche all'Abruzzo lo smaltimento dei rifiuti campani. In ogni caso se si rendesse necessaria la collaborazione abruzzese l'unica Provincia che non versa in stato di emergenza e quella di Chieti, e la discarica di Lanciano, già discarica emergenziale per le altre province, potrebbe essere indicata per raccogliere il pattume campano».

09/01/2008 15.14

DEL TURCO:«DICIAMO SI' A QUESTA GARA DI SOLIDARIETA' PER LA CAMPANIA»

«Accettiamo di partecipare a questa gara di solidarietà con il popolo campano». Lo ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, entrando a palazzo Chigi dove sta per cominciare la riunione tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, i ministri e i presidenti delle Regioni sull'emergenza dei rifiuti in Campania.
«Si tratta di un atto di solidarierà sia nei confronti dei cittadini napoletani, sia nei confronti della Regione Campania, anche se l'apporto che darà l'Abruzzo dovrà essere valutato in relazione alle esigenze della Regione Campania ed alle richieste del Governo».

09/01/2008 15.38