Nuovi fondi per persone non autosufficienti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1012

ABRUZZO. La Giunta regionale ha approvato tre delibere che daranno la possibilità a Comuni ed ambiti sociali di aumentare le risorse a disposizione per servizi a persone non autosufficienti. A darne notizia gli assessori regionali Betty Mura e Bernardo Mazzocca nel corso di una conferenza stampa.
Il primo provvedimento a firma congiunta dei sue assessori alle Politiche sociali e alla Sanità, stanzia risorse aggiuntive per circa 7 milioni di euro che gli Ambiti territoriali sociali dovranno utilizzare per garantire la presa in carico di persone non autosufficienti attraverso i Piani locali mentre altri 6 milioni e 200mila euro verranno utilizzati dalla Asl per i Punti unici di accesso e le unità di valutazione multidimensionali in ogni distretto.
In particolare, gli interventi riguardano l'assistenza domiciliare integrata, ossia prestazioni socio assistenziali e sanitarie erogate a domicilio per evitare ricoveri impropri e mantenere il disabile grave o l'anziano nel proprio ambiente di vita ma anche telesoccorso, servizio di trasporto, assegno di cura a sostegno delle famiglie e centri diurni.
Una seconda delibera stanzia un milione di euro del fondo sociale regionale per 15 Ambiti sociali territoriali per l'attivazione di gruppi appartamento per persone con disagio psichico.
Infine, salgono a 3 milioni e 500mila euro, con un aumento di circa 2milioni e mezzo, su proposta dell'assessore Mura, i fondi garantiti ai Comuni per i minori in difficoltà.
«Si tratta - hanno commentato gli assessori Mura e Mazzocca - di interventi concertati con gli enti locali e i sindacati, primo vero atto varato sull'integrazione socio-sanitaria. In questo modo, tra l'altro, riusciamo a garantire maggiori servizi sul territorio, gravando meno sulle strutture ospedaliere. L'ospedale non può e non deve essere l'unica risposta al disagio socio-sanitario. Per questo stiamo portanti avanti una politica di recupero di fondi da investire in risposte alternative. Attraverso la domiciliarità, ad esempio, si possono evitare ricoveri tenendo il paziente nel suo ambiente familiare e garantendogli un'adeguata assistenza con servizi adeguati ed efficienti».

07/01/2008 13.59