Il Bilancio regionale 2008 passa tra polemiche e precari

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. É stato un Consiglio Regionale ad alta tensione quello che, nel tour de force di ieri, ha discusso ed approvato Rendiconto 2006 e lavorato fino a tarda notte sul Bilancio 2008. Una giornata di fuoco, scandita dagli attacchi a più riprese lanciati dai banchi dell’opposizione e surriscaldata dalla presenza “invisibile” dei precari, quasi un centinaio ieri ad assistere alla seduta per capire qualcosa di più sul loro futuro.
Alla fine il bilancio è stato approvato e duramente criticato dal centrodestra.
Nella dichiarazione di voto a completamento della discussione sulla finanziaria presentata dalla Giunta Del Turco, il Capogruppo di Forza Italia, Nazario Pagano, ha espresso un giudizio assolutamente negativo, sia per la maniera con la quale la maggioranza ha condotto la discussione, sia per i contenuti del documento. «Una volta di più – ha sottolineato Pagano – la maggioranza ha dimostrato di volersi sottrarre alle regole, ricorrendo ad ogni stratagemma pur di far passare una finanziaria e un bilancio senza prospettive, privi di contenuti e di qualsiasi logica di buona amministrazione. Per celare la miseria di un bilancio “a zero” - continua Pagano- non ha esitato a ricorrere a maxiemendamenti, a subemendamenti e ogni sorta di sotterfugio tecnico, peraltro ampiamente censurati a livello nazionale dal Capo dello Stato. Come ho più volte detto – conclude Pagano – la democrazia assembleare in Abruzzo è ormai un diritto negato: i progetti di legge non vengono discussi, le interrogazioni neppure, gli emendamenti aggirati; questo è lo stile, ormai inconfondibile, d'una maggioranza incapace e arrogante, che dice di voler risanare l'economia abruzzese, ma non sa neppure far di conto».

Ma l'opposizione era scesa sul piede di guerra sin dalle prime battute: sotto accusa la procedura «irrituale ed illegittima» di convocazione del consiglio, il cui presidente aveva chiesto le motivazioni di urgenza per riportare il documento di bilancio in Aula, dopo la seduta dello scorso 21 dicembre.
«Una forzatura al regolamento», dice Di Stefano (AN), «con cui si fa passare per motivi gravi il ritardo, oltre i termini procedurali, dell'approvazione del testo. Testo arrivato», tuona il centrodestra «in tutta fretta all'esame del consiglio, senza nemmeno il tempo di leggere le carte e cambiato dalla Commissione Bilancio in un maxiemendamento integrativo della Finanziaria Regionale».
Alza la voce il centrodestra, soprattutto quando si passa all'esame del Conto consuntivo 2006.
«Cifre difficili da digerire, che parlano» secondo Amicone (Udc) «di un disavanzo nel 2006 pari a 294milioni di euro, 7milioni e 800mila euro in più rispetto a quello del 2005, e di una spesa sanitaria in ulteriore crescita. Spese senza controllo», attacca il consigliere, che punta il dito pure sui 20mln di euro spesi dal governo regionale per contenziosi contro i 14mln destinati all'edilizia popolare.
Durissimo, poi, contro la partitrocrazia regionale, «con dirigenti della Regione che fanno parte della struttura del Pd e che si sono limitati a dare solo un parere (favorevole) sui bilanci delle società regionali». Bilanci, incalza Amicone, non allegati, come dovrebbe essere, al Bilancio regionale.

A rispondere per la maggioranza, è il presidente della Commissione Bilancio, Orlando (Rc), che sottolinea con preoccupazione la forbice di 300 milioni di euro tra previsione di spesa e spesa sanitaria reale e parla dell'indebitamento per mutui come «aspetto problematico» all'interno della manovra.
Più che una difesa, un'analisi critica, a fronte di una maggioranza «distratta e muta», che trova nell'assessore Verticelli un sostenitore generoso di un bilancio «frutto di impegni gravosi del passato» dice «e con il fardello sulle spalle del rientro sanitario».
Primo atto della giornata è, comunque, il rinvio in commissione del DPEF, all'ordine del giorno, e il voto per appello nominale dei 18 articoli del Consuntivo, che passa senza grossi traumi.

Si va, dunque, con questo animo all'esame di una finanziaria, già demolita dall'opposizione e rimessa sul piatto dalla relazione dell'assessore D'Amico.
Due miliardi 109 milioni di euro, il valore della manovra per la parte corrente, e appena 365 milioni di euro fuori dall'imbuto della sanità.
«Risorse residue non sufficienti a compensare l'intero quadro di gestione», ammette D'Amico, che invita anche a «trovare risorse aggiuntive attraverso interventi straordinari sul fronte delle economie e dei fondi non spesi».

DI STEFANO (AN) «PEZZO DI CARTA, SENZA DIGNITÀ»

«Quella di oggi non può chiamarsi con dignità manovra di bilancio» afferma Di Sfefano (AN).
«É un pezzo di carta che non ha la dignità di un documento contabile. Tra l'altro accompagnato da una serie di norme e di emendamenti, per la maggior parte fatte dalla maggioranza, che ne stravolgono in parte i contenuti. Dal 21 dicembre ad oggi, sono stati trovati improvvisamente 60milioni di euro» continua il consigliere d'opposizione «non si capisce come, non si capisce dove. E continuano a rispuntare qua e là residui della Legge Omnibuus. Abbiamo visto il finanziamento delle strutture sportive, che era scomparso, frutto di qualche inciucio di qualche componente di opposizione con buona parte della maggioranza. Da questo noi ci chiamiamo chiaramente fuori». «Compare anche un fondo di solidarietà per i comuni» aggiunge Di Stefano «che hanno bisogno di “un Ente Regione serio e non solidale”. Con questo documento si danneggia la Regione Abruzzo» conclude «meglio era prendere tempo approvando un esercizio provvisorio e fare un'operazione vera di bilancio con fondi certi, perché questi fondi sono assolutamente incerti, visto che il governo non ha acconsentito allo spostamento di quelle somme vincolate su altri capitoli».

DE MATTEIS «IL BUCO DELLA SANITÀ È UN FALSO PROBLEMA»

«Il buco della sanità è ormai un falso problema», sostiene Giorgio De Matteis (IdC), «nel mese di marzo è stato siglato un accordo tra Regione e Governo. O questo accordo è un accordo capestro o non l'hanno saputo fare. Altrimenti non si spiega come mai sia impossibile produrre un bilancio che non si regga in piedi. Il disavanzo del 2006 delle Asl è di 540milioni di euro. Nel bilancio di previsione mancano questi presupposti: cioè capacità di acquisizione di risorse finanziarie esterne al bilancio, un controllo maggiore delle spese correnti, una capacità di investimento che dia la possibilità di comprendere come la regione sta prezzandosi per superare le difficoltà economiche non solo abruzzesi, ma generali. E su questo chiaramente si chiamano a responsabilità anche le associazioni, da quelle sindacali, a quelle di categoria, Ance, Confindustria. Non è un problema di Del Turco e basta, è un problema dell'intero Abruzzo. Ma se neanche si vogliono fare le audizioni con i sindacati e le associazioni di categoria, come è possibile pensare ad una possibile di programmazione? Si va avanti con la programmazione fatta dalla Giunta Pace, cioè sui mutui contratti per investimenti, per metano, casa, riqualificazione urbana, strade, interporti.Una giunta forte, un consiglio regionale forte, dovrebbe essere in grado di coinvolgere il sistema creditizio per il reinvestimento di gran parte della quota dovuta all'acquisizione di risparmio sul territorio abruzzese, e non fuori».
E poi sferzata ai sindacati. «Non l'abbiamo né visti, né sentiti. La cosa ci amareggia e ci addolora».

PRECARI, DELEGA ALLA GIUNTA PER FARE UN PIANO

Nessuna parola, fino al primo pomeriggio, sulla questione della stabilizzazione dei precari.
Per bocca di De Matteis, i sindacati chiedono, ed ottengono, di avere un incontro con capigruppo consiliari e Presidente della giunta per avviare una qualche trattativa.
Loro, intanto, i precari, sono lì dalla mattina.
Hanno un cartellino al collo, con la scritta “Precario”.
Dopo la sospensione accettata del consiglio, aspettano fuori dalla porta della Sala Michetti, in attesa di qualche risposta.
Ci dicono di esseri precari da due-tre anni, qualcuno di più e, riguardo al fantasma parentoli apparso nei giorni scorsi sui giornali, uno di loro ci risponde che «è stata fatta appositamente confusione» tra precari e precari. Ma ci ricordano anche che ad interpellare i sindacati sono stati loro, nessuna iniziativa personale.
Alla fine, il risultato è la proposta di una delega alla Giunta Regionale, chiamata a fare un piano per la stabilizzazione, che sarà la Commissione Personale con effetto deliberante a dover approvare. Ma questo riguarderà solo i precari di Giunta e (forse) del Consiglio Regionale (e non gli Enti strumentali), in attività al 31 dicembre.

Angela Di Giorgio 29/12/2007 9.04

CENTRALI ELETTRICHE SUL FIUME PESCARA: RISOLUZIONE IN CONSIGLIO

Torna all'attenzione del Consiglio regionale il contestato progetto sul rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di due centraline idroelettriche sul fiume Pescara.
A domandare chiarezza sulla vicenda è la consigliera dell'Unione Maria Rosaria La Morgia, prima firmataria insieme ai consiglieri Orlando, Bosco e Misticoni, di una risoluzione urgente approvata questa notte dal Consiglio regionale, all'unanimità, che impegna l'assessore Franco Caramanico a verificare l'iter procedurale dell'intricata vicenda del rilascio delle autorizzazioni.
«Ci sono alcuni punti poco chiari», ha spiegato La Morgia, «a partire dal fatto che i pareri delle amministrazioni interessate sarebbero stati espressi dai rispettivi dirigenti senza coinvolgimento delle assemblee comunali».
Inoltre, a quanto risulta, il sindaco di Cepagatti avrebbe espresso il suo parere subordinandolo alla ratifica, tra l'altro non ancora avvenuta, della propria assise civica; mentre il Consiglio comunale di Spoltore sarà chiamato ad esprimersi solo questa sera su un progetto già autorizzato dalla Giunta regionale.
Contrari alle centraline sono, infine, i sindaci di Chieti e Pescara.
29/12/2007 11.41

ACETO (UDEUR): «PER L'ARTIGIANATO RECUPERATI I PRIMI FONDI»

Nel Bilancio di previsione 2008 sono stati «recuperati i primi, seppur ancora insufficienti, fondi necessari per sostenere gli interventi in favore delle imprese artigiane».
Questo è il commento di Liberato Aceto, Segretario Regionale dell'Udeur e Consigliere Regionale, a margine della seduta del Consiglio che ha approvato il documento contabile per il 2008.
«Non era infatti pensabile» – ha precisato Aceto – «che importanti capitoli di spesa destinati al comparto artigiano rimanessero senza stanziamenti. Per questo avevo chiesto, nonostante i noti problemi per la mancanza di risorse, una soluzione tecnica interna al bilancio che consentisse di andare incontro alle legittime richieste delle associazioni di categoria degli artigiani».
«Le risorse finanziarie» – ha concluso il Segretario Udeur – «iscritte nei pertinenti capitoli sono ancora carenti, ma con questa parziale copertura abbiamo almeno evitato una vera e propria “Caporetto” a danno della piccola impresa. Nella consapevolezza, comunque, che essi andranno incrementati, con apposita variazione, non appena si accerti un incremento delle entrate nel bilancio regionale».

LA SODDISFAZIONE DI DEL TURCO

«Continua la tradizione virtuosa di questa Regione di approvare gli strumenti finanziari entro l'anno di gestione. Dovrebbe essere una cosa naturale, ma in molti hanno parlato di 'stravaganza' del Presidente. La verità è che un bilancio provvisorio costa, ed anche molto. In termini di immagine, ma soprattutto in termini fiscali: governare in dodicesimi è oneroso. Ed a ciò si aggiunga che una Regione poco rispettosa delle scadenze ha scarso peso, nei confronti del Governo nazionale ma anche di quello europeo».
E' stato questo, stamane, il primo bilancio del presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, sull'approvazione di legge Finanziaria, Bilancio di previsione 2008 e pluriennale 2008/2010, avvenuta all'alba dopo una no-stop di 17 ore di discussione in Consiglio.
La maggioranza è sempre stata compatta (23-24 voti a chiamata) «e questo - ha detto il Presidente - deve aver provocato l'isterica aggressione verbale da parte dell'opposizione che ha trasformato in molti casi il sano confronto politico in intollerabili attacchi personali».
Saldi al loro posto gli assessori al Bilancio, Giovanni D'Amico, e alla Sanità, Bernardo Mazzocca.
«Abbiamo fatto delle scelte - ha spiegato ancora Del Turco - ed anche in questo caso abbiamo dimostrato tutta la nostra coerenza. Sono finiti i tempi in cui nel corso di una legislatura si alternavano quattro assessori al Bilancio e cinque alla Sanità, con inevitabili squilibri gestionali. Dalla nostra correttezza ci attendiamo ora dallo Stato e dall'Europa gli aiuti dovuti».

29/12/2007 14.13