Per togliere dall’isolamento gli immigrati scende in campo la Cultura

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Scuole, Agenzie culturali e Servizi territoriali sono chiamati a costruire progettualità nuove, per favorire la «promozione delle culture» che a livello locale convivono, si intrecciano e si contaminano reciprocamente.
Questo il monito lanciato dal nuovo progetto creato dall'assessorato alla Cultura, denominato "Scaffali interculturali", e presentato questa mattina in conferenza stampa.
«Gli Scaffali sono stati progettati come insieme di libri, riviste e supporti multimediali nelle lingue prevalenti delle comunità presenti nel territorio abruzzese - ha spiegato l'assessore Mura - comprendono testi per tutte le fasce di età, dalla narrativa per bambini (anche bilingue) a quella per adulti, riviste sia mensili che settimanali, film e documentari nelle lingue prevalenti delle comunità straniere presenti sul territorio».
Anche per l'Abruzzo, tradizionale terra di emigrazione, infatti, l'immigrazione costituisce uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi decenni destinato a modificare in profondità i territori, la struttura delle relazioni sociali, l'organizzazione dei servizi a livello locale.
Superata la soglia numerica delle 40 mila presenze, l'immigrazione ha assunto una dimensione strutturale, con l'insediamento di interi nuclei familiari ed un numero crescente di alunni stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado.
Ed è proprio in quest'ottica, che l'assessorato alla Promozione Culturale, ha pensato ad una iniziativa, rivolta si, alle comunità straniere, e allo scopo di migliorare la convivenza in Italia.
«Gli scaffali interculturali, oltre che nelle biblioteche delle APC (Agenzie per la Promozione Culturale) - ha precisato Gino Falcone, direttore della Cooperativa sociale di L'Aquila, "Soledaria", «saranno ubicati nei centri polivalenti delle 4 province e in biblioteche comunali ad alta frequenza straniera.Attraverso lo strumento delle "valigie interculturali", gli scaffali circuiteranno in altri luoghi collettivi come carceri, scuole, associazioni, mercati e luoghi di socializzazione».

Un patto di amicizia e di fraternità. Questo era per Umberto Terracini - uno dei tre che con De Gasperi e De Nicola la firmò - la Costizione. L'invito di Terracini a stringersi la mano, attraverso i dettami della Carta costituzionale, diventa oggi ancor più valido. Finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale, ed in perfetta linea con gli "Scaffali Interculturali", è stata, infatti, presentata una seconda iniziativa: la Costituzione italiana tradotta nelle dieci lingue più diffuse fra gli immigrati presenti nel nostro Paese.
«Credo che questa sia davvero un'iniziativa lodevole - ha commentato Ali Zanjiani - responsabile provinciale dell'Arci - perchè insegna a chi vuole vivere e adattarsi in Italia quali sono i propri diritti e i propri doveri».
«Un atto di grande civiltà - ha detto l'assessore Mura in conferenza stampa - dare la possibilità a chi vive nel nostro paese, di poter leggere nella propria lingua. Ha ragione il Ministro Ferrero - ha concluso - quando dice che la Costituzione non solo deve essere rispettata da tutti , ma è di tutti e per tutti coloro che vivono in Italia».

19/12/2007 15.55