Occupazione in lievissimo aumento, le aziende crescono

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nel 2006 in Abruzzo è aumentato dell'1,2% il numero complessivo delle aziende rispetto al 2005. Il dato dell'occupazione ha fatto registrate, invece, un saldo attivo dello 0,6%.
L'incremento più consistente in termini di occupati lo ha avuto la provincia di Chieti con +3,4% (ben 2622 occupati in più) mentre quella di Teramo ha segnato il passo con un indice negativo di -2,4%.
Resta emblematico, inoltre, il dato secondo cui il 51% degli occupati abruzzesi è ancora dedito all'industria mentre l'occupazione femminile, particolarmente concentrata nel commercio e nei servizi, è ancora carente nell'industria e nell'artigianato.
E' diminuito sensibilmente, inoltre, il numero delle ore di cassa integrazione guadagni che è sceso del 23% nel 2006.
«Più occupazione, più sviluppo, meno cassa integrazione e meno mobilità. L'economia abruzzese ha da tempo imboccato un'inversione di tendenza che lascia ben sperare per il futuro e che conferma la bontà del lavoro svolto finora dall'assessorato, da Abruzzo Lavoro e dal CICAS, il Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore».
Così l'assessore al Lavoro, Fernando Fabbiani, ha commentato gli incoraggianti dati emersi dalla pubblicazione prodotta dall'ente strumentale della Regione, Abruzzo Lavoro, in collaborazione con la direzione della Politiche attive del Lavoro e con quella regionale dell'INPS su "Attività produttive e livelli occupazionali in Abruzzo".
Un lavoro minuzioso che è stato presentato, questa mattina, a Pescara, nella sede di viale Bovio, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre allo stesso assessore Fabbiani, la direttrice di Abruzzo Lavoro, Rita Del Campo, il direttore regionale INPS, Giovanni Lencioni, ed i realizzatori del progetto statistico, Gaetano Bombacino e Luigi Fusco.

LA DIMENSIONE DELLE AZIENDE

Uno dei parametri che questo studio è andato a sviscerare è quello della dimensione delle aziende.
L'89% delle imprese ha meno di dieci dipendenti, il 9,7% da 11 a 50 occupati, solo lo 0,1% oltre 500 unità lavorative ma le grandi aziende occupano il 10% del totale dei lavoratori.
L'occupazione è prevalentemente maschile con un indice del 64%. Nell'industria la percentuale maschile tocca quasi l'80% mentre tra gli artigiani supera il 70%. Dove si ribalta il rapporto è nel settore del commercio e dei servizi che vede la componente femminile attestarsi su una quota del 60%.
Rispetto al 2005, si è verificato un incremento dei lavoratori part-time così come si è registrato un aumento costante del lavoro parasubordinato con una crescita del 4,4%.
Nonostante il calo in termini generali dell'occupazione in provincia di Teramo, con il 53% degli occupati sul totale, l'industria teramana torna ad essere di gran lunga il comparto con la maggioranza dei dipendenti del comparto privato.
A L'Aquila si segnala l'ottima perfomance del commercio che realizza un indice positivo anche nella provincia di Chieti mentre presenta il segno meno nelle restanti provincie.
In relazione ai lavoratori stranieri, essi rappresentano il 2,1% della forza lavorativa totale e si concentrano principalmente nell'artigianato dove arrivano al 4,6% degli addetti con un picco del 6,8% nel teramano.
I lavoratori autonomi sono per lo più artigiani e commercianti con l'artigianato in costante crescita dal 2004. Infine, risultano ampiamante positivi anche i dati provvisori relativi al numero delle persone avviate al lavoro. Alla data del novembre 2007, infatti, sono stati registrati 34 mila unità in più rispetto al dato del dicembre 2006.
19/12/2007 15.50