Caramanico:«meglio i termovalorizzatori che le discariche»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Regione conferma il suo orientamento per la termovalorizzazione dei rifiuti e la riduzione della presenza di discariche. Lo ha ribadito anche stamane l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, introducendo i lavori del workshop "Riciclabruzzo" svolto nell'auditorium "Petruzzi". MA RIFONDAZIONE STORCE IL NASO:«COMINCIAMO MALE»
«Sulla termovalorizzazione dei rifiuti la politica dovrebbe essere più razionale, in questi giorni al riguardo si è fatto un gran parlare paventando rischi e disagi - ha spiegato Caramanico - noi pensiamo che si ponga una scelta tra discariche o recupero energetico dei rifiuti e il nostro obiettivo è quello di chiudere le discariche, per le quali sul territorio regionale esiste una situazione delicata, perciò bisogna evitare di martoriare ancora il nostro territorio con le discariche, dunque occorre scegliere la termovalorizzazione, utilizzando le tecnologie migliori».
Tra gli obiettivi indicati nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato di recente dal Consiglio regionale, l'assessore ha ricordato che «c'è quello di creare una filiera del recupero e riciclo dei rifiuti che non solo produrrà benefici ambientali ma anche economici ed occupazionali».
E a proposito della recente approvazione consiliare del Piano regionale di gestione dei rifiuti Caramanico ha precisato che si «avvia un nuovo corso per la gestione dei rifiuti in Abruzzo, anche se il piano non deve rappresentare un punto di arrivo ma di partenza».
Caramanico ha ricordato che «questo piano è stato condiviso e concertato con due anni anni di attività e assemblee pubbliche che hanno coinvolto tutti i soggetti interessati e anche i singoli cittadini messi in condizione di offrire un loro contributo alla proposta di piano».
Quanto alla scelta di istituire quattro Ambiti territoriali ottimali (Ato), Teramo, area metropolitana Pescara-Chieti, Chieti e L'Aquila, per la gestione dei rifiuti Caramanico ha osservato che «questa scelta corrisponde agli scopi istituzionali degli Ato ed è l'unica possibile per ottimizzare gli impianti esistenti e garantire servizi efficienti ed efficaci».
L'assessore, ribadendo il valore fondamentale del risultato ottenuto con l'approvazione del Piano rifiuti ha ricordato che «l'esistenza di questo strumento consentirà a tutti coloro che amministrano di agire con decisione avendo presenti obiettivi chiari e facendo gioco di squadra».
Quindi Caramanico ha concluso auspicando che «attraverso il confronto costante, in Abruzzo si arrivi finalmente a considerare il rifiuto come risorsa».

13/12/2007 12.14

DESIATI (LA DESTRA):«CADUTO UN TABU' DELLA SINISTRA»


«Finalmente anche la Sinistra, per bocca dell'Assessore Caramanico, riconosce l'utilizzabilità della termovalorizzazione per la gestione dei rifiuti! Il recupero e la produzione di energia dai rifiuti vengono fatti, oggi, con tecniche avanzate, da tempo utilizzate in tanti paesi europei ed anche in Italia. In Abruzzo hanno rappresentato un tabù invalicabile ed atteggiamenti di tipo ideologico hanno, addirittura, impedito la discussione sul tema quando a proporlo è stato il Centrodestra».
E' questo il commento di Massimo Desiati de La Destra ex assessore regionale.
«Vale la pena ricordare», ha aggiunto, «come il Piano rifiuti approvato dalla precedente Giunta regionale, che prevedeva l'utilizzo della termovalorizzazione, e mai approdato all'esame del Consiglio, trovò un fuoco di sbarramento per il solo fatto che ne facesse previsione. C'è chi lanciò allarmi fuori luogo denunciando, cosa non vera, che ne fossero previsti tre sul territorio regionale. Non si volle verificare altro di quel Piano, fu ritenuto sufficiente, per screditarlo, sollevare la “scandalosa” previsione di un impianto di termovalorizzazione! E la sinistra lanciò anatemi. Il Piano rifiuti approvato dal Centrosinistra non solo fà previsione di questa tecnica ma, così come indicato nel Piano precedentemente proposto, mira alla scomparsa delle discariche ed al compimento di una filiera razionale ed organica per il trattamento dei rifiuti, oltre ad organizzare il sistema con una forte riduzione degli ambiti di gestione. Ottimo! Era stato già tutto precedentemente previsto! I piani non sono uguali, certo, ma l'ispirazione e l'impianto gestionale che ne consegue sono quelli»

MA RIFONDAZIONE STORCE IL NASO:«COMINCIAMO MALE»

«Premettiamo che noi non usiamo il termine termovalorizzazione, ma il termine incenerimento: l'Unione europea ha chiarito più volte che l'incenerimento dei rifiuti è una forma di smaltimento degli stessi piuttosto che una modalità di produzione di energia; e che all'incenerimento sia oggi obbligatorio associare il recupero energetico».
Replica così la segreteria regionale di Rifondazione alle affermazioni di ieri dell'assessore Franco Caramanico
«Ciò premesso, pensiamo che sarebbe un grave errore, il giorno dopo l'approvazione dell'importante legge regionale sui rifiuti (e del relativo piano), che prevede il ricorso all'incenerimento solo al raggiungimento del 40% di raccolta differenziata (oggi siamo al 16%) e con l'adozione di uno specifico piano stralcio che faccia il punto sulle tecnologie disponibili, si parta ponendo l'enfasi proprio sull'incenerimento, peraltro in un'occasione pubblica dedicata, anche nel titolo, alla raccolta differenziata e al riciclaggio. Non faremmo davvero un passo avanti», dice Rifondazione.
Se dal 2001 al 2006 la media della raccolta differenziata è cresciuta in Abruzzo dal 9 al 16% (un risultato desolante, che ci colloca tra le peggiori regioni italiane), è la tesi del partito di Bertinotti, è anche perché la passata amministrazione di centrodestra «ha chiassosamente voluto, senza peraltro portare in aula un nuovo strumento e proprio per sostenere l'incenerimento, affossare il piano dei rifiuti del 2000, approvato dal centrosinistra, nel quale tale opzione non era prevista».
14/12/2007 17.16