Dopo la legge "Antisole" ecco quella "fiumicida"

Alessandro Biancardi

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Dopo la legge "Antisole" ecco quella "fiumicida"
ABRUZZO. Dopo la Legge “Anti-sole” ora tocca allo scandalo della “Legge fogna”: l’Abruzzo a favore dell’inquinamento di fiumi e mare Adriatico. Autorizzati scarichi con carichi d’inquinanti fino a +280%. Insorgono gli ambientalisti.
Hanno contestato duramente il nuovo provvedimento della Regione. In una conferenza stampa sono andati giù duro i presidenti regionali di WWF e Legambiente e i rappresentanti dell'Abruzzo Social Forum e del Comitato Marelibero.org parlando di una nuova «legge vergogna», dopo quella contro i pannelli fotovoltaici, partorita il 23 ottobre scorso dal Consiglio Regionale.
Si tratta del comma 54 inserito, con un emendamento del Consigliere Camillo D'Alessandro, all'Art.1 della legge n.35 meglio nota come “Legge sull'Insonnia”, che poi è diventata in corso d'opera una corposa variazione di bilancio della Regione e, con questo comma, anche una legge «fiumicida».

Questa norma riguarda gli scarichi fognari aventi capacità sotto i 2000 abitanti/equivalenti che scaricano nei fiumi, praticamente gran parte degli oltre 400 depuratori abruzzesi, e tutti i piccolissimi impianti che servono frazioni e piccoli agglomerati. Ma non basta, perchè la norma si applica anche agli impianti che scaricano in mare aventi capacità minore di 10000 abitanti/equivalenti, il 90% dei comuni costieri abruzzesi.
I nuovi limiti previsti rimandano a quelli della norma regionale 43/1981.
Si permette, per i vari parametri, il raddoppio (+240% il parametro BOD5, che viene considerato come misura della quantità dei microrganismi presenti nell'acqua analizzata.) o la triplicazione (+280% il parametro “solidi sospesi”) della concentrazione d'inquinanti, come evidenzia la tabella allegata al presente comunicato.
«Sono, addirittura, il 50% più alti rispetto a quelli delle famosa Legge Merli del 1976», hanno detto in conferenza stampa, «inoltre, facendo riferimento a questa norma del 1981, si tornano a prevedere quali “trattamenti appropriati” per le diverse tipologie d'impianto, tecnologie obsolete ed inefficienti. Per la nostra regione è come tornare a 30 anni fa, rifiutando l'innovazione, oppure, per fare un paragone con la qualità dell'aria, è come se si tornasse a consentire la produzione e la circolazione delle auto Euro 0».
Le associazioni, non appena accortesi di quest'incredibile «sanatoria», hanno scritto alla Regione Abruzzo senza ottenere finora alcuna risposta, nonostante, tale norma esponga la Regione ad un intervento sanzionatorio da parte della Commissione Europea.
L'Unione Europea ha stabilito che entro il 2008 tutti i fiumi devono essere in uno stato di qualità delle acque “sufficiente” ed entro il 2016 in uno stato “buono”.

I dati ufficiali dell'ARTA confermano che il 50% dei fiumi abruzzesi ha qualità delle acque scadente ed insufficiente e che il trend dal 2003 è in forte peggioramento.
Addirittura, una relazione diffusa dalla stessa Agenzia qualche settimana fa evidenzia come la drammaticità dell'inquinamento delle acque dei fiumi e del mare derivi proprio dalla «scarsa efficienza della gran parte degli impianti di depurazione medi e piccoli che sono capillarmente disseminati sul territorio abruzzese e il cui impatto diffuso non ha avuto sinora la giusta considerazione da parte dei soggetti gestori e degli organismi di controllo».

Pertanto, è palese che una legge di questo genere pone la Regione Abruzzo al di fuori di qualsiasi politica ambientale sulle acque dell'Europa e, soprattutto, contro la salute dei cittadini, la tutela ambientale e la stessa economia del turismo balneare.

«E' assolutamente sconcertante», hanno detto gli ambientalisti, «che gran parte dei consiglieri regionali abbia avallato tale “sanatoria”. Non si tratta di “sviste” ma di scarsa conoscenza degli indicatori ambientali e incuranza circa lo stato di salute del territorio regionale. Si registra un'insofferenza verso le regole, drammatica quando arriva ai livelli istituzionali più alti. Risulta, poi, alle associazioni che il Consigliere proponente l'emendamento abbia anche inviato una nota dai toni trionfalistici ai comuni abruzzesi per rivendicare la valenza del suo operato nel risolvere, a nostro giudizio, quella che, in sostanza, è l'incapacità di gestire gli scarichi fognari. E' una sconfitta non solo per tutti i cittadini abruzzesi ma per tutti coloro che hanno cercato di operare nel rispetto delle normative vigenti».
In caso d'apertura di un procedimento d'infrazione, le Associazioni porranno in essere tutte le possibili azioni affinché non siano i cittadini a dover rispondere con le proprie tasse alle possibili multe comunitarie.

10/12/2007 12.48



[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=12437]SULLA LEGGE ANTISOLE[/url]