Una rete abruzzese per lo spettacolo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Teatro Lirico Abruzzese partecipa al progetto "Rete dello spettacolo" con una proposta progettuale la cui idea-forza è il passaggio dallo stato di teatro unico a quello di rete di teatri.
«Una scelta strategica ricca di implicazioni», spiegano gli ideatori, «innanzitutto per il TLA, ovviamente, ma capace di rimettere in movimento l'intero sistema del teatro musicale italiano».
Dopo le contestazioni dei mesi scorsi degli addetti ai lavori del Teatro Marrucino adesso il mondo dello spettacolo fa fronte comune per cercare di arrivare a capo del problema.
Promotore, nucleo centrale e portante del progetto sarà la Regione Abruzzo, e con la partecipazione degli enti locali sparsi sul territorio regionale e contenenti Teatri adatti alla lirica.
In merito alla partecipazione statale attualmente il Teatro Marrucino, come Teatro di Tradizione in quanto Teatro Lirico d'Abruzzo ex L.R.40, beneficia di appena € 160.000 annui, che è il finanziamento statale più basso tra quelli riservati ai Teatri di Tradizione italiani.
Scopo finale, ma non ultimo, di questo progetto è quello di incentivare l'occupazione giovanile e di valorizzare dei nuovi talenti artistici con una serie di possibilità.
«Una delle ragioni per cui le opere liriche e gli spettacoli di danza "girano" poco nei teatri dell'Abruzzo, impoverendo così l'offerta culturale», spiegano al Teatro Marrucino,«è dato dal loro alto costo: sul mercato nazionale una sola recita di un'opera lirica viene a costare dagli € 25.000 delle "compagnie di giro" (livello medio-basso) agli € 70.000 delle produzioni dei Teatri di Tradizione. Gli Enti Lirici (Fondazioni) non esportano a meno di € 120.000 a recita. Nella rete del TLA ogni spettacolo, comprese le opere liriche, verrebbe a costare, appena € 5.714 a spettacolo. Il basso costo garantirà, dunque, la diffusione del teatro musicale con un benefico effetto di arricchimento e diversificazione dell'offerta culturale nella nostra regione».

04/12/2007 15.05