Federturismo contro l’applicazione del nuovo canone demaniale ai balneatori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «L'applicazione del nuovo canone demaniale, previsto nella Finanziaria 2007, di fatto blocca la crescita e lo sviluppo del settore balneare e costringera' tanti imprenditori all'abbandono dell'attivita' vedendosi cosi' negato il diritto che tutti gli altri imprenditori hanno avuto, solo perche' si e' lavorato ed investito in territorio demaniale marittimo».
E' duro Giuseppe Ricci, presidente di Itb Italia- Federturismo di Confindustria sulle nuove norme contenute nel documento finanziario del governo che a dire della categoria penalizzerebbe ulteriormente una categoria già «vessata».
«Incomprensibile ed antagonista a qualsiasi logica economica e sociale», aggiunge Ricci, « questa decisione ci rimanda nella classifica europea all'ultimo posto dei paesi con il mare, pur conoscendo bene la qualita' ed il valore delle nostre coste. Questa abdicazione a favore di altri paesi a noi vicini vale un piatto di lenticchie in termini di resa economica per lo stato e centinaia di milioni di perdita reale per tutto il settore turistico».
L'equazione allora sarebbe: meno turisti in spiaggia uguale a meno turisti nell'entroterra e meno lavoro per tutto l'indotto.
«Vale la pena una simile mortificazione verso gli imprenditori del settore balneare?», si domanda Confindustria, «invece di andare ad un confronto, attraverso la conferenza Stato-Regioni per poter risolvere positivamente il problema, si e' voluto agire sulla testa degli operatori con un risultato massacrante per gli stessi. Abbiamo ancora il tempo per rimediare con la finanziaria 2008 a tale errore. Per tornare poi ancora a sedere e confrontarsi, altrimenti del nostro valore aggiunto in termini turistici rimarra' ben poco e, non vogliamo pensare che a monte ci sia il progetto dell'allontanamento delle piccole imprese turistiche a favore dei grandi pescecani che possono pagare cifre iperboliche».
«Speriamo, vogliamo sperare», conclude Ricci,«che nell'iter definitivo della finanziaria, ci sia la possibilita' che le nostre proposte vengano accolte ed, in particolare, l'abolizione del comma 251 della precedente finanziaria. Per questi motivi abbiamo deciso la convocazione di un direttivo nazionale straordinario, che vede all'ordine del giorno tutte le iniziative possibili per scongiurare l'oggettivo tracollo del sistema turistico balneare del nostro paese».

24/11/2007 11.22