Fondi Ue: «3 miliardi di euro sperperati in 6 anni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un Abruzzo che poteva crescere ma che negli ultimi sei anni ha fatto pochi passi avanti. Tutto questo anche grazie a fondi europei stanziati, arrivati e spesi (male). Si tratta di circa 3 miliardi di euro. Che fine abbiano fatto è un mistero ma il consigliere Angelo Orlando (Rifondazione Comunista) a capo della Commissione Bilancio denuncia: «in gran parte sono stati sperperati».
Con 2 miliardi e 900 milioni di euro (questa la cifra esatta) di cose importanti se ne potevano fare.
Si tratta di fondi strutturali dell'Unione Europea e di fondi Cipe e di accordi di programma del Governo, che sono arrivati in Abruzzo negli ultimi sei anni.
Chi li ha usati? In che modo? Si vedono segni tangibili? No, decisamente no.
Ma il consigliere Orlando assicura: «sono stati utilizzati molto male, anzi in larga parte sperperati».
Adesso ci si aspetta di conoscere nei dettagli, magari voce per voce, i vari utilizzi.
Capire come sono arrivati in certe direzioni invece di andare in altre.
Bisogna capire come mai la denuncia arriva dopo sei anni di sprechi. Che cosa abbia fatto nel frattempo chi doveva controllare.
Insomma, è pesante come un macigno la denuncia del consigliere di Rifondazione Comunista Angelo Orlando, tornato da pochi giorni, dopo le dimissioni, alla guida della Commissione Bilancio. E il suo ritorno al comando non passa inosservato, ma rischia al contrario di aprire un caso (che tutti conoscono, ma che tutti evitano accuratamente di affrontare). Si tratta di soldi pubblici, spesso tantissimi, messi a disposizione per progetti e programmi che poi spariscono nel nulla, assorbiti non si sa da chi o per cosa.
La Commissione Europea aveva promesso un meccanismo di controllo più efficace ed efficiente, valutando di volta in volta il livello di rischio relativo alla legalità e alla regolarità delle operazioni finanziarie con misure di controllo appropriate prima di lanciare nuove politiche.
Pare, almeno dalla situazione abruzzese, che ancora molto deve essere fatto.
Questa è una piaga ormai molto conosciuta, niente di nuovo, insomma, ma pare che nessuno abbia intenzione di medicarla.
E pare, quindi, che nemmeno scandali come quello della Fira, dove si è accertata la distrazione di centinaia di migliaia di euro di fondi Docup, sia servita per chiedere un pò di trasparenza. Oggi, a più di un anno dallo scandalo della Finanziaria Regionale Orlando scoperchia il danno e chiede un segnale di cambiamento.
«Bisogna invertire la rotta», assicura oggi il consigliere di Rifondazione, «perché alla luce delle ristrettezze di bilancio, per l'80% vincolato alla spesa sanitaria, il futuro dell'Abruzzo è legato al virtuoso impiego dei tre miliardi di euro che saranno inviati da qui al 2013 da Bruxelles e da Roma».
E se in passato è andata così cosa si prevede per il futuro?
«Un mimino di indirizzo bisogna pur darlo e serve tempo per fare scelte non approssimative ma mirate». Dopo gli errori fatti, infatti, secondo il consigliere che si è sempre dimostrato una voce pronta ad uscire dal coro si deve dare una svolta «nel Bilancio di quest'anno non si potrà fare la solita spalmatura di risorse sugli assessorati. Infatti, considerando la quota sanitaria e le spese obbligatorie, da gestire rimarrà al massimo la somma di 250 milioni di euro».

19/11/2007 9.31