Acque minerali: Abruzzo maglia nera tra le regioni italiane

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua di domani domenica 22 marzo, Legambiente e Altreconomia hanno presentato il dossier “La lotteria dei canoni di concessione per le acque minerali”.
La ricerca riguarda il quadro nazionale dei canoni di concessione stabiliti dalle Regioni italiane e pagate dalle aziende concessionarie.
In Italia non esiste una normativa nazionale di settore e i canoni di concessione pagati dalle aziende alle Regioni sono a dir poco irrisori; in alcuni casi, mancando le relative normative regionali, sono regolati addirittura dal Regio Decreto del 1927.

Questi nel dettaglio i meccanismi e i canoni nelle diverse regioni italiane:
 in 9 regioni (Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria, Veneto) è previsto il pagamento di un canone doppio: uno in base alla superficie della concessione e uno per i volumi di acqua emunta o imbottigliata;
 in 8 regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Trentino, Valle d'Aosta) è previsto un solo canone basato sulla superficie della concessione;
 in una sola regione (Abruzzo) è previsto un sistema di tariffazione forfettaria annua a prescindere dai volumi e dalle superfici della concessione.

«La “disciplina delle acque minerali e termali” in Abruzzo», dicono Legambiente e Altraeconomia, «è regolata infatti dalla Legge Regionale n. 15 del 2002 che stabilisce per il biennio 2009 – 2010 un canone di concessione “acque minerali” pari a euro 2.829,90 e un canone di concessione “acque di sorgente” pari ad euro 1.414,88. Le concessioni in Abruzzo inoltre, al 31.12.2008, erano pari a 14 per una superficie totale di quasi 810 ettari».
«Il canone corrisposto alle regioni – ha dichiarato Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente, Abruzzo – oltre a non essere uniforme in tutto il Paese è in genere risibile e non considera tutti i costi connessi all'attività di imbottigliamento, trasporto e consumo dell'acqua minerale. È necessario che tutte le regioni adeguino immediatamente la normativa al documento di indirizzo della Conferenza delle Regioni del 2006».
«Il Documento di indirizzo delle regioni italiane in materia di acque minerali naturali e di sorgente del 2006 – ha proseguito Luzio Nelli, della segreteria di Legambiente Abruzzo – prevede la determinazione del canone anche in base ai principi di tutela e valorizzazione della risorsa idrica, ed in considerazione dell'impatto delle attività di prelievo e imbottigliamento dell'acqua sui territori. I valori di riferimento così calcolati e proposti per la definizione del canone risultano di conseguenza essere pari ad almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa, compresi tra 1 euro a 2,5 euro per ogni mille litri o frazione di acqua imbottigliata, e compresi da 0,5 euro a 2 euro per ogni mille litri o frazione di acqua emunta».
«Tali valori non sono affatto contenuti nella normativa regionale – concludono i rappresentanti dell'associazione – che necessità, anche per l'immagine dell'Abruzzo Regione Verde, di un urgente aggiornamento. Di questo aggiornamento le comunità locali non potranno che beneficiare».
21/03/2009 14.32