Commercio: «perché non è mai stato attivato l’Osservatorio?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Oltre 400 imprenditori stanno partecipando alle assemblee promosse da Confesercenti a Pescara, Chieti, L'Aquila e Avezzano per protestare contro la liberalizzazione dei centri commerciali e la deregulation sugli orari. Le assemblee, iniziate fra le 15 e le 16, hanno visto una attiva partecipazione nei quattro capoluoghi.


ABRUZZO. Oltre 400 imprenditori stanno partecipando alle assemblee promosse da Confesercenti a Pescara, Chieti, L'Aquila e Avezzano per protestare contro la liberalizzazione dei centri commerciali e la deregulation sugli orari. Le assemblee, iniziate fra le 15 e le 16, hanno visto una attiva partecipazione nei quattro capoluoghi.



La Confcommercio tuttavia oggi riprende una vecchia polemica in qualche modo legata al problema del sovraffollamento degli iper in Abruzzo.
È da tempo che gli organi istituzionali della Regione parlano della riforma della legge – quadro sul Commercio ed è da tempo che la Confcommercio di Pescara ha fatto presente la necessità, prima di attuare la riforma, di attivare “l'Osservatorio del Sistema distributivo in Abruzzo”, «se si vuole veramente modificare la programmazione vigente su basi scientifiche».
L'Osservatorio è stato istituito dalla Regione Abruzzo nel lontano 2001, ma non è stato mai attivato.
Tale organismo avrebbe il fine di monitorare l'entità e l'efficacia della rete distributiva abruzzese.
I dati raccolti ed elaborati dovrebbero, poi, essere messi a disposizione di tutti gli interessati e comunicati, in particolare, alle Associazioni di categoria.
Sarebbero dati indispensabili, su cui basare le future strategie del settore, da codificare con leggi e regolamenti regionali. Una vera e propria mappa dettagliata del settore distributivo che potrebbe far em,ergere pregi e difetti, punti di forza e debolezze utili per programmare il futuro del settore.
«Che l'Osservatorio sia il più adatto strumento per acquisire i dati», continua la Confcommercio di Pescara, «è dimostrato dal fatto che il Ministro “dell'Industria, del Commercio e del Turismo” dell'epoca nonché attuale ministro per lo “Sviluppo Economico”, On. Pierluigi Bersani, ritenne allora necessario prevedere questo Organismo sulla legge di riforma del Commercio a livello nazionale. La Regione Abruzzo, nel recepire la citata disposizione, specificò che l'Osservatorio “assicura la realizzazione di un sistema coordinato di monitoraggio permanente della rete distributiva regionale, finalizzato a fornire a tutti i soggetti interessati i dati e le elaborazioni necessarie per la programmazione regionale del settore e per la valutazione dell'efficienza degli interventi regionali in materia».
In altre Regioni l'Osservatorio funziona e funziona bene, perché, si chiede l'Associazione, in Abruzzo non si vuole utilizzare tale strumento?
«Forse per evitare di far emergere i dati reali della distribuzione commerciale nella nostra Regione? In attesa, però, di una organica programmazione, attraverso l'utilizzazione vincolante dei dati raccolti ed elaborati dall'Osservatorio», chiude la Confcommercio di Pescara, «chiediamo l'immediata abrogazione dei provvedimenti di liberalizzazione delle grandi strutture di vendita e degli orari dei negozi, già a partire dal prossimo Consiglio Regionale del 13 novembre».


09/11/2007 10.52