Sanità, arrivano milioni dal governo, giubilo in Regione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' di quasi 451 milioni di euro la quota del Fondo sanitario regionale che la Regione Abruzzo ha appena conseguito dallo Stato e che si è vista assegnare per aver superato la seconda verifica del tavolo di monitoraggio interministeriale. Con la prossima approvazione del nuovo Piano sanitario regionale, la Regione accederà ad ulteriori risorse per circa 206 milioni di euro. FEDERCONSUMATORI:«IL DEBITO AFFONDA LO SVILUPPO»
Cifra che, nel triennio, potrebbe portare all'azzeramento dell'intero deficit sanitario.
Infatti, il parere positivo che, ieri, il tavolo di monitoraggio, composto dai tecnici dei ministeri della Salute e dell'Economia, ha espresso nei confronti dei trentuno adempimenti cui era tenuta la Regione, ha permesso di sommare i 450 milioni ottenuti ieri ai 379 milioni di euro già concessi a seguito del primo esame superato nel luglio scorso.
La mole di debito accertato ufficialmente dall'agenzia di revisione al 31 dicembre 2006 equivale, infatti, ad oltre 1 miliardo di euro, 1 miliardo 64 milioni 57 mila euro per la precisione.
La situazione dei conti della sanità è stata resa nota, questa mattina, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa tenuta dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e dall'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca.
«Le risorse andranno a coprire i debiti» ha affermato Mazzocca «ma condurranno sia al riequilibrio finanziario attraverso la riduzione della rate dei mutui che verso il risanamento del sistema sanitario nel suo complesso. Quello che è stato compiuto finora è stato un lavoro duro e difficile anche perché è nato in mezzo a tanti scetticismi» ha continuato Mazzocca «ed altrettanto impegnativo sarà quello che ci attende. Tuttavia, mi preme sottolineare che chi ci ha preceduto, dal 2001 ad oggi, è stato solo capace di produrre inerzia. Questo Governo regionale ha, invece, messo mano alla spesa sanitaria portandola ad una riduzione di circa 25 milioni di euro da gennaio a settembre, ha inciso sulle politiche del personale visto che nel 2004 la spesa specifica ammontava a 704 milioni di euro, nel 2007 si fermerà a 695 milioni senza dimenticare le leggi su rete ospedaliera, accreditamento definitivo delle strutture e sui percorsi alternativi ai ricoveri ospedalieri. All'inizio del prossimo anno, poi», ha aggiunto «scadranno i contratti dell'ospedalità privata e potremo finalmente muoverci anche su questo fronte».
L'assessore Mazzocca si è poi soffermato su una delle voci chiave di questo piano di rientro.
«Il deficit viaggiava sui 250 milioni di euro all'anno» ha confermato l'assessore «ma il piano di rientro prevede che la spesa sanitaria, che si aggirava sui 2200 milioni di euro, rimanga stabile nonostante si calcoli che in Italia cresca tendenzialmente del 6% annuo».
Parlando delle rete ospedaliera, Mazzocca l'ha definita «un bambino un po' obeso che deve eliminare i grassi e potenziare la massa muscolare. Intanto, abbiamo cancellato 1000 posti letto e 100 unità operative ma non abbiamo chiuso ospedali. Ci sarebbe piaciuto che le associazioni di industriali e commercianti, prima di esprimere giudizi, avessero letto con maggior attenzione i documenti e le leggi che abbiamo approvato».
Con il superamento della penultima verifica sul piano di rientro del debito sanitario, che libera per l'Abruzzo risorse governative per oltre 450 milioni di euro, «si chiude per noi il capitolo del debito sanitario e si apre quello dello sviluppo dell'Abruzzo».
Il ragionamento del presidente della Giunta regionale, Ottaviano del Turco, che stamattina, con l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha incontrato i giornalisti per riferire dell'esame superato ieri al Ministero, dopo appena dieci minuti, sufficienti a controllare nella forma e nella sostanza 31 obiettivi, prende le mosse da quella che lui stesso giudica una «scelta politica. Aver strappato a Palazzo Chigi l'ipotesi di stralciare la questione del deficit sanitario e di cominciare a ragionare su alcuni obiettivi di sviluppo - ha spiegato il Presidente - è stata una scelta politica che rivendico per il Governo abruzzese».
Secondo Del Turco la «credibilità raggiunta dalla nostra regione, che da ieri esce fuori dal novero delle regioni canaglia, è un buon motivo per fugare il dubbio nel Governo che la nostra richiesta di nuove risorse possa nascere dall'idea di utilizzarle per continuare a coprire il debito sanitario».

26/10/2007 15.12


FEDERCONSUMATORI:«IL DEBITO AFFONDA LO SVILUPPO»

«Non siamo affatto tranquillizzati dai toni trionfalistici sbandierati in queste ore. Le risorse messe a disposizione dal governo, dopo la manovra finanziaria decisa dal Consiglio regionale, vanno necessariamente impiegate per ridare fiato alle sofferenze fiscali dei cittadini, piuttosto che essere ingoiate in spese improprie dell'attuale sistema sanitario».
E' la posizione della Federconsumatori regionale.
Da uno stralcio dello studio Cergas – Bocconi, pubblicato dal Sole 24 Ore, emerge un dato emblematico: le solite 4 regioni, assorbono oltre il 50% del deficit sanitario nazionale.
Dunque, se Campania, Molise e Sicilia si dividono il “prestigioso” podio della classifica del debito sanitario, l'Abruzzo è un forte competitor, che di certo non scherza, con un disavanzo pro – capite di circa 570 euro, un'autentica spada di damocle che pende sui cittadini abruzzesi, già ricaduta sulle generazioni future.
«Da rilevare», spiega la Federconsumatori, «che i numeri dello studio Cergas - Bocconi si fermano al 2005, ed anticipano la stangata del 2007, realizzata ricorrendo alla soglia massima del prelievo (IRAP, ex IRPEF e bollo auto) necessaria solo per iniziare a pagare il deficit.
Del resto, secondo le conclusioni del rapporto, gira e rigira sono sempre le stesse Regioni ad inasprire le leve fiscali».
Le associazioni, in particolare la Federconsumatori Abruzzo, ritengono che l'enorme debito cumulato durante i cinque anni della Giunta Pace, ed il primo biennio del Governo Del Turco, sottrae risorse allo sviluppo, paralizzando interi settori dell'attività produttiva, del lavoro e della sicurezza sociale.
«Inquietante è infatti la decisione di togliere ingenti risorse alle politiche sociali che, al contrario, dovevano essere rafforzate, proprio per eludere l'aumento supplementare della spesa sanitaria».

AMICONE (UDC): «APPROFITTATO DELL'EMERGENZA PER DISPETTI PERSONALI E POLITICI»

«La notizia che il Governo ha preso atto positivamente della variazione di bilancio erogando 420 milioni come 2° rata del Piano di Risanamento è senz'altro una buona notizia di cui ci rallegriamo tutti, anche per scampato ad un altro aumento delle tasse, ma questo»,dichiara il Capogruppo Udc Mario Amicone, non cancellerà l'onta della vergogna per il modo indegno come vengono usate le Istituzioni e per come vengono umiliati i Consiglieri Regionali».
Amicone spiega che non si era contrari alla variazione tecnica: «non abbiamo presentato emendamenti proprio per non farci accusare di ostruzionismo ma non ci hanno permesso nè voluto il nostro voto, forse per essere gli unici autori del capolavoro, e la cosa che più ci indigna, ed indigna gran parte dell'opinione pubblica, è l'aver voluto approfittare dell'emergenza per fare razzia, per mettere a segno vendette e dispetti personali e politici cancellando tutta una serie di fondi per investimenti ai Comuni ed abrogando alcune leggi già in vigore che non avevano nessuna relazione nè incidenza col Piano di risanamento sanitario».




27/10/2007 8.48