Abruzzo sotto assedio:93 centrali idroelettriche per 27 fiumi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6814

ABRUZZO. E’ un dato giudicato allarmante quello delle richieste totali di installazioni di centrali idroelettriche depositate presso gli uffici della Regione. Le associazioni ambientaliste che si oppongono allo sbarramento del Pescara, proprio per la costruzione di una centrale di energia rinnovabile, hanno effettuato una meticolosa ricerca «che non è stata affatto facile» tra le richieste di nulla osta operata da una serie di società che vorrebbero sfruttare la forza dei fiumi per produrre energia. IL CASO DI SAN GIOVANNI TEATINO-SPOLTORE COME FUNZIONANO I CERTIFICATI VERDI

ABRUZZO. E' un dato giudicato allarmante quello delle richieste totali di installazioni di centrali idroelettriche depositate presso gli uffici della Regione.
Le associazioni ambientaliste che si oppongono allo sbarramento del Pescara, proprio per la costruzione di una centrale di energia rinnovabile, hanno effettuato una meticolosa ricerca «che non è stata affatto facile» tra le richieste di nulla osta operata da una serie di società che vorrebbero sfruttare la forza dei fiumi per produrre energia.

IL CASO DI SAN GIOVANNI TEATINO-SPOLTORE


COME FUNZIONANO I CERTIFICATI VERDI


Quello che viene fuori è un dato allarmante «che nemmeno la Regione conosce» poiché l'accusa principale degli ambientalisti è quella di non avere «una politica seria in materia di energie rinnovabili» e di non aver approntato «strategie ed un piano che preveda investimenti ed indichi le direzioni da seguire».
Così l'Abruzzo è diventato terra di conquista per grandi e piccoli gruppi che, grazie anche alle recenti normative che incentivano l'energia rinnovabile, potranno avere un loro proprio mercato milionario, non tanto per la produzione di energia, quanto per la compravendita e la commercializzazione di quelli che la legge definisce "Certificati verdi".
La legge prevede, infatti, che ogni impresa che opera nel campo dell'energia destini una parte degli investimenti a quella rinnovabile.
Poichè sono tantissime le attività che,per diverse ragioni, non riescono a produrla e quindi acquistano i certificati (quota di energia rinnovabile).
E dai dati forniti dagli ambientalisti si può notare come gli introiti derivanti da questi certificati siano di gran lunga superiori alla produzione di energia elettrica e al ricavo diretto della vendita di questa.
«E' un problema che ormai non possiamo più rimandare», ha spiegato Giovanni Damiani, ex Verdi e professore universitario che da sempre si batte per un corretto utilizzo del territorio, «è inammissibile che su 27 fiumi ci possano essere 93 richieste di installazione di centrali elettriche, addirittura, secondo alcuni, sarebbero di più: oltre le 120 unità. Progetti grandi e piccoli, più o meno invasivi, che mirano allo sfruttamento dei nostri fiumi, praticamente tutti quelli della regione Abruzzo, quelli che hanno una grossa portata e quelli che invece ne hanno una minima. Progetti che prevedono in alcuni casi uno sbarramento completo, in altri, parziale ma in ogni caso si avrà un impatto devastante sull'ecosistema circostante e non solo dei nostri fiumi. Non può esserci nulla di più invasivo e sconvolgente per un fiume che lo sbarramento».
Dati di sicuro preoccupante che potrebbero trasformare la nostra regione la prima in Italia con il maggior numero di centrali idroelettriche presenti e questo perché tuttora mancherebbe una normativa regionale seria che delimita il numero, per esempio, di domande da accogliere cosa che invece è successo alle altre regioni.
È forse questa una delle ragioni che hanno fatto scattare in moltissime imprese l'idea di venire proprio qui.
Sempre secondo gli ambientalisti allo sfruttamento eccessivo dei fiume dovrebbe contrapporsi lo sviluppo organico delle altre forme di energia rinnovabile, meno impattanti come il fotovoltaico o l'eolico.
E così per ogni fiume ci sono almeno tre o quattro richieste di centrali, ed è francamente difficile ipotizzare l'accoglimento di tutte.
Per il fiume Sagittario sono cinque richieste, per il Sangro sono addirittura 15, per il fiume Pescara sono 9, per il Liri sono 10, per il Foro soltanto una centrale all'altezza di Fara Filiorum Petri.
Per il torrente Verde, nei pressi di Fara San Martino sono ben 7 le richieste da parte dei pastifici della zona.
La lista è lunga e la pubblichiamo integralmente suddivisa per corso d'acqua, con il numero totale degli interventi, il comune nel quale si dovrà costruire, l'impresa proponente e la produzione totale di energia stimata.

22/10/2007 8.20


ECCO TUTTE LE RICHIESTE DI CENTRALI IDROELETTRICHE IN ABRUZZO